Nella foto: Come si conserva il passato, a Canova di Orio
 
 
PIANO TERRITORIALE PROVINCIALE
E' in arrivo la terza versione del PTP:
cliccando potete leggere le prime osservazioni.
4.9.06
 

ASS.RE PROV.LE ALLA PIANIFICAZIONE TERRITORIALE

Arch. V. Albertini

 

Oggetto:

DOCUMENTO DIRETTORE PER IL PIANO TERRITORIALE PROVINCIALE. OSSERVAZIONI.

 

Con riferimento al Documento direttore per il PTP, presentato alle osservazioni delle parti sociali, esprimo una favorevole attenzione per il suo impianto strategico, che in diverse occasioni ribadisce la volontà di voler essere strumento “per lo sviluppo sostenibile ed equo”, dove “sostenibilità ed equità sono requisiti pregiudiziali delle scelte di piano”. Sono anni, se non decenni, che aspettavamo parole così inequivocabili, coronate dalla declinazione de “I dieci criteri chiave per la sostenibilità”, che tracciano, come in un nuovo patto tra l’ambiente e gli uomini, la strada da seguire per compilare il PTP.

 

PTP di cui per ora non si abbiamo la traccia concreta, e sul quale quindi è prematuro esprimerci. Auspichiamo che esso contenga non tanto la descrizione dell’esistente e vaghi auspici per il futuro, quanto indicazioni e limiti precisi allo “sviluppo”, affinché la “sostenibilità” enunciata nel Documento direttore non resti un vocabolo svuotato di significato. Il PTP potrebbe assumersi il compito, già implicito negli enunciati del Documento direttore, di essere il “superpiano” della Provincia, che tenga conto dei Piani già approvati, riqualificandoli al meglio in quanto a sostenibilità ambientale.

 

Poiché però nell’incontro pubblico di presentazione del Documento direttore venivano sollecitati suggerimenti, produco un elenco di argomenti, specificandoli per il VCO, seguendo la traccia de “I dieci criteri chiave per la sostenibilità” da Voi enunciati.

 

RIDURRE AL MINIMO L’IMPIEGO DELLE RISORSE ENERGETICHE NON RINNOVABILI.

Il VCO è creditore di energia rinnovabile nei confronti del paese, producendo più energia idroelettrica di quanta non ne consumi per i suoi bisogni interni. L’acqua è infatti un vettore energetico rinnovabile e il VCO è un territorio montuoso e ricco di acque e di salti sfruttabili. Tutti i possibili invasi sono stati utilizzati da un secolo a questa parte, ed oggi tocca ai torrenti e ai rigagnoli alimentare centraline ad acqua fluente. La Provincia ha previsto nel suo PEP un tetto di 35 nuovi MW (con riferimento al tetto di 150 MW indicati dal PEAR), senza peraltro ancora avere dato chiare indicazioni sul metodo di scelta (cronologico, di impatto ambientale, di consumo locale…). Il PTP ha i titoli per fare la scelta tra tutti i richiedenti, sulla base di criteri certi e chiari.

Per quanto riguarda le altre energie rinnovabili, il PTP, rifacendosi al PEP, dovrebbe ribadire tutti gli impegni assunti e chiederne conto. La politica delle rinnovabili non si può attuare “a spot”. (Il nostro impegno come Centro del sole è assoluto e disponibile).

 

IMPIEGO DELLE RISORSE NEI LIMITI DI CAPACITA’ DI RIGENERAZIONE.

Questo “comandamento” richiama alla mente tre questioni fondamentali, sulle quali il PTP non potrà tacere, né essere generico.

1.      Il consumo di territorio vergine per nuove espansioni edificatorie, in una provincia a crescita demografica nulla, è inaccettabile, secondo i dettami di tutti gli studi di sostenibilità pubblicati. Tendenzialmente è da incoraggiare, piuttosto, il recupero degli edifici dismessi o sfitti, bloccando la costruzione di nuove seconde case, che peggiorano il paesaggio, costano in termini di infrastrutture, non producono se non un beneficio momentaneo. Una simile indicazione provocherà certamente reazioni negative e impopolarità, ma la coerenza con i propri principi è un prezzo che è dolce pagare.

2.      Limitare l’estrazione di minerale dalle montagne. Il minerale è quanto di meno rigenerabile nei tempi storici esista, e quindi andrebbe estratto con oculatezza e solo per usi indispensabili. Il fatto che l’attività di cava sia storicamente diffusa nel territorio del VCO e che alcuni ne traggano lauti guadagni, non giustifica la sua permanenza, vista all’interno di questo precetto.

3.      Porre grande attenzione all’inquinamento delle falde idriche e delle acque superficiali. L’acqua, bene facilmente rigenerabile se pura o se inquinata in modo leggero da inquinanti biologici, può diventare una riserva di veleni irreversibili, dove la diluizione avrebbe soltanto un effetto di camuffamento.

 

USO E GESTIONE CORRETTA, DAL PUNTO DI VISTA AMBIENTALE, DELLE SOSTANZE E DEI RIFIUTI PERICOLOSI/INQUINANTI.

Il territorio del VCO ha una storia industriale, il cui sviluppo si è accompagnato con la diffusione di sostanze inquinanti pericolose, che sono rimaste in eredità alle generazione successive. In parte l’argomento nel VCO è stato affrontato, anche/soprattutto con l’aiuto della Magistratura (e a volte con la spinta delle Associazioni ambientaliste), in qualche caso è stato parzialmente risolto, spesso soltanto accantonato (come per la pseudo-bonifica di Pieve Vergonte). Il PTP potrebbe stabilire procedure inderogabili per le eredità del passato e porre limiti stringenti per il presente e il futuro, anche esaltando le nuove procedure vigenti (v. ad es. IPPC).

 

CONSERVARE E MIGLIORARE LO STATO DELLA FAUNA E FLORA SELVATICHE, DEGLI HABITAT E DEI PAESAGGI.

Il territorio del VCO si presta bene per questo scopo, quanto meno nelle sue porzioni di alta quota, se il PTP imporrà un uso del suolo saggio e sostenibile, da valorizzare con nuove aree Sic o Zps, laddove ne esistano i presupposti (ma ogni studio anche occasionale rivela pregi tali da poter imporre vincoli naturalistici ovunque). La politica regionale dei parchi e delle aree da tutelare incoraggia in questo senso e ben si accompagna con i progetti in corso di parchi provinciali (Il Circolo Verbano di Legambiente ad es. sta perorando la causa di un parco o zona di tutela per l’area del Mottarone che si sviluppa attorno alla zona umida dello Scoccia). Per quanto riguarda i fondovalle,  il lavoro da fare è molto più duro, a causa di un’urbanizzazione disordinata, che ha inquinato suolo, sottosuolo e falde, ha tagliato i corridoi ecologici e ha intralciato lo sviluppo spontaneo degli habitat fluviali, ma va cominciato con determinazione, e soltanto il PTP ha i titoli per dare alla Provincia le linee particolari e specifiche per la conservazione e il miglioramento del territorio naturale, essendo gli altri Piani troppo settoriali (quello per la fauna o quello ittico sono, ad es., sostanzialmente Piani per la caccia e per la pesca)

 

CONSERVARE E MIGLIORARE LA QUALITA’ DEI SUOLI E DELLE RISORSE IDRICHE.

Se ne è fatto già cenno in altri punti.

 

CONSERVARE E MIGLIORARE LA QUALITA’ DELLE RISORSE STORICHE E CULTURALI.

Indispensabile per ogni popolo che voglia avere un futuro, non dimenticare la sua storia e il suo passato. Tanto più questo impegno è importante per un territorio che ha la pretesa di attrarre e trattenere visitatori e turisti. Aggiungerei che è altrettanto importante favorire le espressioni culturali nuove, locali, ma anche importate, di alto livello, con cadenza non soltanto episodica, che creino eventi e suscitino stimoli per elaborare lo sviluppo di una creatività che non sia soltanto folklore o riunioni conviviali. E’ mortificante che si debba varcare il confine di Stato o raggiungere città di altre province per visitare mostre, musei, teatri di un livello che località di prestigio come esistono nel VCO potrebbero meritare.

 

CONSERVARE E MIGLIORARE LA QUALITA’ DELL’AMBIENTE LOCALE.

Alcuni centri urbani sono nati in epoche caotiche, da un punto di vista urbanistico, mescolando attività industriali, anche pericolose (industrie chimiche, fonderie, cave), con la residenzialità. Ci aspettiamo che il PTP possa rimediare ad alcune situazioni di degrado urbanistico e si impegni ad evitarne per il futuro, dando indicazioni cogenti ai PRG in progettazione.

Il PTP dovrebbe porre un limite all’azione devastante e irreversibile dei cavatori, che devono imparare a coltivare le cave con tecniche conservative (perché non in caverna?) che non deformino il territorio, seppellendo per sempre ogni ipotesi di gradevolezza e di accoglienza turistica nelle nostre vallate. Alcuni squarci storici e recenti delle nostre montagne potrebbero apparire in un catalogo degli orrori. Un corretto bilancio complessivo costi/benefici (individuali e collettivi) dell’attività di cava potrebbe generare qualche effetto sorpresa.

 

PROTEZIONE DELL’ATMOSFERA.

Su questo tema, il PTP potrebbe essere determinante, incoraggiando l’introduzione di bioregolamenti edilizi all’interno dei PRG (sarebbe utile pubblicare un regolamento-tipo e rendere disponibili gli uffici di Piano per le consulenze ai piccoli Comuni) e l’adozione anticipata delle norme relative alla certificazione energetica degli edifici, allargandola anche agli edifici esistenti, almeno a livello di audit. Inutile ricordare che è stato dimostrato come simili decisioni non abbiano depresso il mercato dell’edilizia, ma anzi l’abbiano qualificato.

Sarà utile per lo scopo da raggiungere, anche mettere a punto il Piano del traffico finalizzato ad un uso moderato del mezzo privato.

Sarà pure utile promuovere una campagna provinciale per l’adozione di lampade a risparmio energetico, iniziativa che promuove il risparmio dell’80% di energia elettrica per illuminazione (una importante campagna di questo tipo è stata promossa dal Comune di Verbania con il Centro del sole, e inizierà nei prossimi mesi).

 

SENSIBILIZZARE MAGGIORMANTE ALLE PROBLEMATICHE AMBIENTALI, SVILUPPARE L’ISTRUZIONE E LA FORMAZIONE IN CAMPO AMBIENTALE.

Come associazione ambientalista non potremo che complimentarci, quando questo scopo diventerà prioritario per la Provincia, non soltanto come argomento didattico per intrattenere le scolaresche, ma come educazione permanente per tutti i cittadini.

 

PROMUOVERE LA PARTECIPAZIONE DEL PUBBLICO ALLE DECISIONI CHE COMPORTANO UNO SVILUPPO SOSTENIBILE.

La partecipazione del pubblico è spesso vista come un intralcio da parte della Pubblica Amministrazione, convinta di avere acquisito, con il risultato elettorale, una capacità amministrativa onnicomprensiva. Particolarmente avversata è l’espressione delle Associazioni ambientaliste, le cui osservazioni sono perlopiù respinte con distacco, invece di essere richieste e incoraggiate (come appare invece in questo caso!) Poiché l’Assessorato al PTP è anche titolare dello sviluppo del sito internet della Provincia, ancora una volta imploro che si ponga mano al sito stesso, che lo si implementi e arricchisca di documenti, che vi si possa trovare tutti gli odg, le delibere, le determine, la modulistica, gli eventi, la legislazione vigente, i link con le realtà locali (Il Centro del sole non è ancora linkato, nonostante le sollecitazioni). Per promuovere la partecipazione del pubblico tutto ciò è oggi indispensabile, così come sarebbe semplice attrezzare l’aula consiliare provinciale e/o altri spazi con una webcam collegata con le aule consiliari comunali e/o altri spazi locali, per promuovere videoconferenze in tempo reale per informare e per ascoltare i pareri degli Amministratori e dei cittadini, facendo muovere le idee invece delle persone.

 

Sperando di avere bene interpretato la sollecitazione lanciata dall’Assessore, concludo e cordialmente saluto.

 

Dott.ssa Amelia Alberti

Presidente Circolo Verbano di Legambiente

03/09/2006