Nella foto: Due guglie, dalla piana del Veglia
 
LO SFRUTTAMENTO DEI PARCHI
Travaglini (DS) e Actis (AN) ci invogliano
a dire la nostra sullo sfruttamento dei parchi
31.08.04
 
In merito all'intervista rilasciata ad Ecorisveglio dal presidente del parco nazionale Valgrande, A. Actis, e, in altre occasioni, dal responsabile DS per la montagna, M. Travaglini, vorrei intervenire sulla questione dello sfruttamento dei parchi a fini di sviluppo economico del territorio circostante, e quindi di tutto il VCO. L'Italia, uno dei posti pił belli al mondo, ha dedicato alla tutela particolare (ai "parchi") un decimo del suo territorio. Il VCO, che ha, da parte sua, dedicato una buona metą del suo territorio al degrado chimico e urbanistico, stenta a riconoscere come "valore in sé" l'area che le leggi regionali e statali hanno riservato ai parchi, ed anzi, per fare inghiottire l'amara pillola dei parchi ai suoi riottosi cittadini, insiste a pretendere che i parchi, se vogliono continuare ad esistere, debbano dimostrare di "rendere" in termini economici, come qualunque azienda, e quindi di ripagarsi da sč dei soldi che Regione o Stato investono per stipendi e ripristini ambientali. Con maggiore o minore garbo espressivo, la questione accomuna la destra con la sinistra storica. A mio avviso (ma le mie conclusioni sono supportate da studi effettuati in zone con parchi consolidati) la presenza dei parchi e della loro splendida naturalitą potrebbe essere un valore che, in sč e per sč, arricchisca - per il solo fatto di esistere - tutto il territorio circostante, senza necessitą di aumentare oltre i limiti della sostenibilitą il numero dei fruitori diretti e gli strumenti per la fruizione, ristori e strade. Se il territorio circostante ai parchi fosse bello e gentile, come meriterebbe di essere, ecco che il solo fatto di propagandarsi come zona nelle vicinanze del tal parco sarebbe una promozione turistica di primo livello. Spesso invece ci si imbatte in paesi poco curati, sede di strutture disarmoniche, gonfiati da un'edilizia esagerata e inadatta, privi di acqua scorrente negli alvei, che invogliano unicamente ad abbandonarvi (eventualmente) la propria automobile, e quindi ad utilizzarli come punto di partenza per entrare nel parco, a tutti i costi. Gli esempi non mancano.