LETTERA A LA STAMPA - NOVARA

 

La recente vicenda Acetati di Verbania, che ha richiamato finalmente l'attenzione di tutti sulla problematica convivenza tra impianti chimici e popolazione, mi ha invitato a fare alcune pacate riflessioni, che mi piacerebbe sottoporre alla pubblica opinione.

La ferrea legge statistica del "rischio", connesso con tutte le attività umane, ma tanto più pesante nelle sue conseguenze, quanto più pericolosa è l'attività e quanto più popolosa è la zona d'influenza, nel caso di aziende chimiche può essere corretta in due modi. Da una parte da interventi di sana gestione aziendale, che comportano investimenti economici e coscienza imprenditoriale; dall'altra da opere di prevenzione predisposte dalle Amministrazioni pubbliche (pianificazione urbanistica, controlli aziendali, informazione alla popolazione, piani di emergenza).

Nel caso verbanese, nulla di tutto ciò si è finora verificato. Si è assistito, anzi, nell'era Acetati (da distinguersi dalle precedenti ere chimiche), ad una stretta collusione tra azienda e pubblica amministrazione, al fine di nascondere ogni manchevolezza e sopire ogni attenzione e ogni preoccupazione, gli uni tesi al massimo profitto, gli altri al massimo consenso. Chi alzava una voce di allarme, veniva tacciato di oscurantista, antiprogessista, al soldo di chissà quale interesse politico.

Eppure è troppo facile dimostrare i danni quotidiani all'ambiente e alla popolazione, e prevedere le emergenze, quando gli impianti chimici sono a pochi metri dalle case di abitazione, e migliaia di tonnellate di sostanze infiammabili (alcune facilmente infiammabili) vi sono stoccate.

I lavoratori Acetati hanno chiesto scusa alla città di Verbania, chiamando a improbabili correi Legambiente e gli ispettori della Magistratura, colpevoli di averli innervositi (sic). La città di Verbania, legata a filo doppio alla "sua" fabbrica, nel passato ha sempre scusato tutto ad Acetati (attualmente ad Acetati/Italpet). Oggi forse il cordone ombelicale si è essiccato, ed è questa una condizione indispensabile per esprimere un pensiero razionale, che accompagni il Piano di emergenza a cui sta pensando il nuovo prefetto del VCO. Legambiente ha chiesto al prefetto di far parte del Comitato promotore del Piano, convinta di averne guadagnato, sul campo, i galloni. Chiediamo a quanti hanno imparato a stimarci, di sostenere la nostra richiesta.

 

Dott.ssa Amelia Alberti

Presidente del Circolo Verbano

8.8.99

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