CAMPI ELETTROMAGNETICI E SALUTE:

LE LINEE ELETTRICHE E GLI ELETTRODOMESTICI

A tutt’oggi la normativa vigente non tutela la salute dei Cittadini

 

Oltre ai campi elettromagnetici generati dalle antenne per i telefoni cellulari o da quelle radiotelevisive (dei quali abbiamo già parlato un paio di mesi fa) ci sono purtroppo anche quelli generati dagli elettrodotti e dagli elettrodomestici, per i quali la normativa esistente è del tutto insufficiente a salvaguardare la salute dei Cittadini.

I campi elettromagnetici di questo tipo vengono chiamati "a bassa frequenza", non già perchè la loro pericolosità o la loro intensità siano inferiori, ma perchè le loro oscillazioni nel tempo sono più lente: 50 volte al secondo, anzichè alcuni miliardi di volte al secondo come nel caso delle trasmissioni radio televisive e della telefonia cellulare.

Viceversa, l’intensità dei campi elettrici e magnetici "a bassa frequenza" generati dagli elettrodotti che normalmente attraversano il nostro territorio, dalle stazioni elettriche più importanti, ed anche da alcuni elettrodomestici di uso comune, è tale da doversene preoccupare seriamente, soprattutto se l’esposizione a questi campi è molto prolungata o addirittura abituale.

I rischi più temibili vanno dai tumori di vario tipo fino alla leucemia infantile.

Pur ancora in assenza di una spiegazione scientifica dei meccanismi d’azione dei campi elettromagnetici, è evidente che si impone da subito un atteggiamento doverosamente responsabile che miri ad allontanare il più possibile questo pericolo riducendo l’esposizione della popolazione.

Molti ricercatori concordano nel definire un valore limite cautelativo per il campo magnetico pari a 0,2 microTesla, mentre la normativa vigente pone il limite a ben 100 microTesla, cioè 500 volte più alto!

Valori di campo magnetico superiori al limite cautelativo di 0,2 microTesla si riscontrano abitualmente ad esempio fino a distanze dell’ordine dei 100 metri dagli elettrodotti ad alta tensione.

Per quanto riguarda poi gli elettrodomestici, sono probabilmente le coperte elettriche e le radiosveglie collegate alla rete elettrica (220V) a dare il maggiore contributo di esposizione, per effetto della distanza ravvicinata alla quale vengono utilizzate e per il notevole tempo di utilizzo.

In generale comunque al Cittadino non vengono forniti, da parte dei Costruttori, gli elementi per poter almeno conoscere il campo magnetico generato da un certo modello di elettrodomestico alla distanza alla quale viene normalmente utilizzato, in modo da sapersi regolare!

Per questo Legambiente chiede da tempo che sia emanata una nuova normativa che, da un lato fissi come limite cautelativo il valore di 0,2 microTesla, dall’altro renda obbligatoria la dichiarazione del campo magnetico generato da qualunque elettrodomestico alla distanza di normale utilizzo.

Per ora purtroppo la nuova legge non c’è ancora, e la vecchia normativa è, come già detto, totalmente inadeguata!

In ogni caso, anche per i campi elettromagnetici a bassa frequenza, i Cittadini che abitano o lavorano o hanno figli che frequentano scuole nel raggio di cento metri da "grosse" linee elettriche (già installate o in fase di installazione), da qualunque zona del Piemonte, possono segnalare il proprio caso e chiedere informazioni a Legambiente, telefonando al numero 011-88.71.76 al pomeriggio dei giorni lavorativi, oppure scrivendo a Legambiente Piemonte, Murazzi del Po, 57 - 10123 Torino.

Gian Piero Godio - Legambiente Piemonte