Nella foto: Vinavil dall'alto
 
VINAVIL ASSOLTA A DOMO
"Perché il fatto non costituisce reato"
Così a sentenziato il giudice a Domo
per l'imbrattamento dell'Ovesca
e per la moria dei pesci.
1.11.07
 
 
 
Ieri a Domodossola Vinavil è stata assolta "perché il fatto non costituisce reato" dall'accusa di aver causato danni al torrente Ovesca. In effetti il processo si appoggiava su documenti che lasciavano largo spazio al legale della difesa, pronto ad attaccarsi ad ogni incertezza e imprecisione dell'accusa e dei suoi testi. Per quanto ci riguarda, come dico qui sotto a La Stampa (non ho gli altri giornali), non abbiamo fatto noi la denuncia. Inoltre il legale della difesa mi aveva ostacolato nella testimonianza (ero teste del PM), perché su di me pendeva il processo di querela di Milano (finito bene!) e mi ha impedito legittimamente di intervenire come consulente, proprio perché già citata come teste. Non ho quindi potuto portare il mio contributo, che non avrebbe magari cambiato nulla, ma poteva servire.
 
A LA STAMPA , PAGINE DI VERBANIA
 
Vi chiedo di apportare alcune precisazioni al vostro articolo sulla sentenza di assoluzione di Vinavil, per commentare la quale aspetto le motivazioni.
La denuncia alla Procura della repubblica dei fatti contestati (inquinamento del torrente Ovesca per sversamento continuato di sostanza filamentosa, che le analisi Arpa hanno attribuito a vinavil, tale da abbassare la classe di qualità del torrente stesso, e moria di pesci davanti allo sbocco del canale Vinavil nel torrente Ovesca, denunciata da guardiapesca) non è stata fatta dalla sottoscritta, che non era a conoscenza dei fatti. Legambiente aveva invece denunciato lo sversamento di sostanza in classe 2B per cancerogenicità secondo Iarc, denuncia che la Procura aveva archiviato. Il Circolo Verbano di Legambiente era stato indicato come parte offesa dalla Procura e si era costituito parte civile con l'avv. Alberto Zanetta.
Una migliore precisione da parte dei giornalisti, peraltro presenti in aula, sarebbe gradita.
 
Amelia Alberti, Legambiente Circolo Verbano
www.legambienteverbano.com
tel 335 5457273
 
01 Novembre 2007

VILLADOSSOLA. SENTENZA IN TRIBUNALE DOPO 7 ORE DI UDIENZA


Inquinamento dell’Ovesca
Assolto il direttore di Vinavil

 
[FIRMA]RENATO BALDUCCI
VILLADOSSOLA
Giovanni Lilla, direttore della «Vinavil» di Villadossola, è stato assolto dall’accusa di inquinamento del torrente Ovesca, episodio risalente al 2004 quando con una denuncia Legambiente aveva chiesto alla Procura di mettere sotto sequestro gli impianti del sito chimico. Il Tribunale di Domodossola (giudice Elena Stoppini), dopo un’udienza durata sette ore, ha assolto Lilla perchè «il fatto non costituisce reato». Sentenza arrivata dopo la vibrante arringa dell’avvocato Giuseppe Alaimo di Milano, che ha controbattuto le pesanti accuse del pubblico ministero Fabrizio Argentieri.
Contro Lilla, Legambiente si era costituita parte civile con l’avvocato Alberto Zanetta di Domodossola. Un processo difficile che ha indotto il pm a chiedere una condanna ad un anno di reclusione per «l’atteggiamento negliente e scientificamente consapevole dell’imputato», accusato di aver riversato nel torrente Ovesca attraverso gli scarichi notevoli quantità di acetato di vinile, provocando la morte di pesci e danneggiando l’ambiente. La difesa ha parlato di «capo di imputazione affascinante e temerario» per la mancanza di prove documentali per l’uccisione dei pesci, per l’assenza di report che comprovassero il superamento dei limiti di acetato nel torrente. «Si è descritto Lilla come il Bin Laden della fauna ittica dell’Ossola» ha detto l’avvocato sostenendo come «neppure per la diossina di Seveso fosse stata chiesta una condanna così pesante». Per il pm Argentieri, l’inquinamento dell’Ovesca si è dimostrato «un danno ambientale più grave di quanto risulti dalle carte processuali». «Alla Vinavil sapevano che la loro era una condotta pericolosa e dannosa» ha aggiunto, rimarcando come Mapei abbia investito per anni solo sul ciclo produttivo e solo adesso sugli impianti di depurazione. Emblematica per il pm la deposizione dell’ingegner Stecconi, capo di tutti i direttori degli stabilimenti «che ha detto come non loro dovessero comunicare niente in capo agli scarichi di acetato di vinile»; sostanza usata in notevole quantità: 25 mila tonnellate del 2002, 30 mila del 2004, con una produzione nel 2002 di tremila tonnellate di fanghi. «Che con interventi migliorativi abbiamo ridotto a sole 1.600» ha dichiarato il direttore Lilla.