A LA STAMPA , PAGINE
DI VERBANIA
Vi chiedo di apportare
alcune precisazioni al vostro articolo sulla sentenza di
assoluzione di Vinavil, per commentare la quale aspetto le
motivazioni.
La denuncia alla
Procura della repubblica dei fatti contestati (inquinamento del
torrente Ovesca per sversamento continuato di sostanza
filamentosa, che le analisi Arpa hanno attribuito a vinavil, tale
da abbassare la classe di qualità del torrente stesso, e moria di
pesci davanti allo sbocco del canale Vinavil nel torrente Ovesca,
denunciata da guardiapesca) non è stata fatta dalla sottoscritta,
che non era a conoscenza dei fatti. Legambiente aveva invece
denunciato lo sversamento di sostanza in classe 2B per
cancerogenicità secondo Iarc, denuncia che la Procura aveva
archiviato. Il Circolo Verbano di Legambiente era stato indicato
come parte offesa dalla Procura e si era costituito parte civile
con l'avv. Alberto Zanetta.
Una migliore
precisione da parte dei giornalisti, peraltro presenti in aula,
sarebbe gradita.
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01 Novembre 2007
VILLADOSSOLA. SENTENZA IN
TRIBUNALE DOPO 7 ORE DI UDIENZA
Inquinamento dell’Ovesca
Assolto il direttore di Vinavil
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[FIRMA]RENATO BALDUCCI
VILLADOSSOLA
Giovanni Lilla, direttore della «Vinavil» di Villadossola,
è stato assolto dall’accusa di inquinamento del torrente
Ovesca, episodio risalente al 2004 quando con una denuncia
Legambiente aveva chiesto alla Procura di mettere sotto
sequestro gli impianti del sito chimico. Il Tribunale di
Domodossola (giudice Elena Stoppini), dopo un’udienza
durata sette ore, ha assolto Lilla perchè «il fatto non
costituisce reato». Sentenza arrivata dopo la vibrante
arringa dell’avvocato Giuseppe Alaimo di Milano, che ha
controbattuto le pesanti accuse del pubblico ministero
Fabrizio Argentieri.
Contro Lilla, Legambiente si era costituita parte civile
con l’avvocato Alberto Zanetta di Domodossola. Un processo
difficile che ha indotto il pm a chiedere una condanna ad
un anno di reclusione per «l’atteggiamento negliente e
scientificamente consapevole dell’imputato», accusato di
aver riversato nel torrente Ovesca attraverso gli scarichi
notevoli quantità di acetato di vinile, provocando la
morte di pesci e danneggiando l’ambiente. La difesa ha
parlato di «capo di imputazione affascinante e temerario»
per la mancanza di prove documentali per l’uccisione dei
pesci, per l’assenza di report che comprovassero il
superamento dei limiti di acetato nel torrente. «Si è
descritto Lilla come il Bin Laden della fauna ittica
dell’Ossola» ha detto l’avvocato sostenendo come «neppure
per la diossina di Seveso fosse stata chiesta una condanna
così pesante». Per il pm Argentieri, l’inquinamento dell’Ovesca
si è dimostrato «un danno ambientale più grave di quanto
risulti dalle carte processuali». «Alla Vinavil sapevano
che la loro era una condotta pericolosa e dannosa» ha
aggiunto, rimarcando come Mapei abbia investito per anni
solo sul ciclo produttivo e solo adesso sugli impianti di
depurazione. Emblematica per il pm la deposizione
dell’ingegner Stecconi, capo di tutti i direttori degli
stabilimenti «che ha detto come non loro dovessero
comunicare niente in capo agli scarichi di acetato di
vinile»; sostanza usata in notevole quantità: 25 mila
tonnellate del 2002, 30 mila del 2004, con una produzione
nel 2002 di tremila tonnellate di fanghi. «Che con
interventi migliorativi abbiamo ridotto a sole 1.600» ha
dichiarato il direttore Lilla.
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