Nella foto: Un panorama in Valgrande

VALGRANDE, ULTIMO PARADISO?

Rilevato un elevato inquinamento fotochimico

dalle indagini di Legambiente

26.08.07

 
Legambiente ha rilevato, nella sua campagna "Carovana delle Alpi", un altissimo tasso di ozono in Valgrande, lasciando tutti di stucco. Purtroppo, in Val Grande come ovunque sulle Alpi, la qualità dell'aria è ben peggiore di quanto si immagini, e i motivi sono noti. La Stampa, qui sotto, riporta la notizia e i commenti, anche il mio. Per uso e consumo di chi vuole capire meglio, riporto il mio comunicato, in fondo.
26 Agosto 2007
RILEVAZIONE.DELLA CAROVANA DI LEGAMBIENTE
“In Val Grande l’aria è pessima”
«L’inquinamento arriva dalle zone di pianura Ormai non esistono più le isole felici»
«Qualità dell’aria pessima». Il giudizio non si riferisce ad un agglomerato urbano, ma all’area selvaggia e disabitata del Parco nazionale della Val Grande, regno della natura incontaminata, ed è frutto delle rilevazioni dalla «Carovana delle Alpi» di Legambiente per produrre un «chek up» sulle condizioni di salute dell’arco alpino.
La campagna, realizzata in collaborazione con il ministero dell’Ambiente, segnala paradossalmente come «pessima» l’aria della Val Grande (e di Alagna Valsesia) per l’elevata concentrazione di ozono, pari a 121,4 microgrammi per metro cubo. Il gas tossico prodotto da traffico e industrie, infatti, viene trasportato a grandi distanze dalle correnti atmosferiche e spesso manifesta i suoi effetti più nelle aree montane che nelle città in cui si origina. Vanda Bonardo e Damiano Di Simine, responsabili rispettivamente del comitato piemontese e dell’osservatorio Alpi di Legambiente, affermano che le valli alpine «non hanno difese dagli agenti inquinanti che si muovono nell’atmosfera e che l’unica cura è intensificare gli sforzi per combattere l’inquinamento laddove si genera». Analogo il commento di Amelia Alberti, responsabile del Circolo Verbano di Legambiente: «Lo smog fotochimico - dice - contiene sostanze assai tossiche e una volta raggiunte le zone alpine è più persistente e meno degradabile, proprio per l’aria più pulita. L’altissimo valore medio di ozono in Val Grande, derivante dall’inquinamento delle zone di pianura urbanizzate, dimostra che oggi nel mondo nulla è scollegato e che non si può pensare di salvarsi se non si salva anche tutto il resto. In poche parole, non esistono più isole felici». La natura del fenomeno si evidenzia anche nelle valutazioni che giungono dall’Ente Parco: «La concentrazione di gas tossico - dice il presidente Alberto Actis - dipende da tempo e luogo dei rilevamenti. Sta di fatto che l’inquinamento esiste e la circostanza che esso non abbia origine locale non elimina certo le preoccupazioni per i riflessi negativi della vita di pianura su quella delle Alpi e l’esigenza di azioni efficaci per contrastare il fenomeno».\


 


 


 
 
AI SIGG. GIORNALISTI
 
Lo smog fotochimico è un particolare inquinamento dell’aria che si produce nelle giornate caratterizzate da condizioni meteorologiche di stabilità e di forte insolazione. Gli ossidi di azoto (NOx) e i composti organici volatili (VOC), emessi nell’atmosfera da molti processi naturali od antropogenici, vanno incontro ad un complesso sistema di reazioni fotochimiche indotte dalla componente ultravioletta presente nei raggi del sole; il tutto porta alla formazione di ozono (O3), e centinaia di altre sostanze volatili. I composti che costituiscono lo smog fotochimico sono sostanze tossiche per gli esseri umani, per gli animali ed anche per i vegetali, inoltre, soprattutto l'ozono, sono in grado di degradare molti materiali diversi per il loro forte potere ossidante, degradandosi a loro volta. Le brezze spostano facilmente l'ozono nelle zone alpine, dove è più persistente e meno degradabile , proprio a causa dell'aria più pulita.
 
L'altissimo valore medio di concentrazione in ozono in Valgrande è quindi il risultato apparentemente paradossale di un elevato inquinamento delle zone di pianura urbanizzate e industriali, vicine e lontane, irradiate dai potenti raggi estivi. Oggi nel mondo niente può dirsi scollegato da tutto il resto, e niente e nessuno può pensare di salvarsi, se non si salverà con tutto il resto. Non esistono più isole felici.
 
Amelia Alberti, Legambiente Circolo Verbano