ns. Prot.n. 7907 e n. 4306
OGGETTO: Comune di Villadossola (VCO). Centro Museale
Territoriale. Silos di stoccaggio e forni del carburo dimessi.
Prossimo abbattimento.
E così Vinavil ha deciso: Le vecchie "torri del carburo"
costruite nel 1959 saranno abbattute. Ne dà personalmente
l'annuncio, tramite il quotidiano La Stampa, il Dott. Giorgio
Squinzi amministratore delegato e fondatore di Vinavil/Mapei,
potente multinazionale della chimica con 46 stabilimenti sparsi
nel mondo. Nulla da eccepire: rientra nel diritto di proprietà
disporre il loro abbattimento.
Ciò che non rientra nel diritto di proprietà, invece, è la
diffusione di notizie inveritiere e fuorvianti.
Non è vero, per esempio, che l'idea "folcloristica" di
trasformare i vecchi silos sia di Italia Nostra. Il progetto è
stato concepito e portato avanti per molti anni (ciò torna a
loro onore) dal Comune di Villadossola e dalle Comunità Montane
delle Valli Anzasca ed Antrona nell'ambito di un progetto più
vasto denominato "Progetto Patrimonio e Paesaggi culturali".
Alla sua elaborazione ha lavorato una èquipe di quattro
architetti i quali avevano addirittura già stimato il costo
della ristrutturazione in euro.1.334.680
Anche Vinavil in quanto proprietaria dei silos non era
certamente all'oscuro del progetto. Secondo notizie di stampa,
mai smentite, avrebbe dovuto concederli "in comodato" (uso
gratuito di una cosa, ndr)), per venti anni,
ai suddetti enti, i quali si impegnavano a ristrutturarli. Al
termine dei venti anni Vinavil sarebbe rientrata nella piena
disponibilità dell'immobile con facoltà, ovviamente, di
sfrattare il Museo, di affittare l'edificio o di usarlo in
proprio. In altre parole: senza muovere un dito sarebbe
diventata proprietaria di un edificio del valore di almeno
1.334.680 euro con la possibilità, in seguito, di trarne
profitto per un tempo indefinito. Per un "rudere", di cui il
Dott. Squinzi dice ora di vergognarsi, non c'è male. Si vede che
è abituato a mettere a frutto i suoi ruderi a condizioni ancora
più vantaggiose.Complimenti.
In quanto all'idea "folcloristica", divenuta tale dopo che il
progetto è andato a monte, mentre prima non lo era affatto,
occorre ricordare al Dott. Squinzi che la Municipalità di
Rosario, terza città dell'Argentina, ha regalato alla
cittadinanza un originale gioiello architettonico recuperando
otto silos granari dismessi sul Rio Paranà, straordinariamente
simili per sagoma e dimensioni ai sili di Villadossola: il Macro
Museo di Arte Contemporanea, divenuto la cifra identitaria della
città, come la Torre Eiffel è di Parigi. La fotografia allegata
è più eloquente di qualsiasi commento.
Come si vede l'idea non era proprio bislacca. Alle esternazioni
del Dott. Squinzi ha già fatto il controcanto (durissimo,
commenta il cronista) la sindachessa di Villadossola che
improvvisamente, come folgorata sulla via di Damasco, ha
scoperto che i sili sono orrendi, da radere al suolo senza
attendere un minuto di più.
Continuando sullo stesso registro il Dott. Squinzi afferma che
proprio l'area liberata, 3000 mq dei 300.000 che Vinavil ne ha,
nello stabilimento di Villadossola, sarà utilizzata per nuovi
investimenti sino a cento milioni (c''è da fare salti di gioia o
dobbiamo preoccuparci?).
Concludendo, non è ancora ben chiaro il vero motivo
dell'abbandono del progetto. Forse si temeva che prima o poi la
Corte dei Conti si sarebbe incuriosita del "contratto di
comodato", così fuori del comune. Comunque siano andate le cose
è un vero peccato che l'Ossola veda sfumare un'occasione unica
ed irripetibile.
Povera Ossola. Prima gli hanno prosciugato i corsi d'acqua per
farne centrali idroelettriche, poi li hanno usati per scaricarvi
le scorie industriali. Poi le hanno portato via pezzi di
montagna con le cave e le hanno regalato i più alti tassi di
mortalità d'Italia dovuti all'inquinamento industriale. Poi le
hanno cementificato mezzo territorio per lo scalo Domo 2, vera e
propria cattedrale nel deserto. Ed ora le portano via pure i
ruderi e l'identità storica. Prima di dire amen rivolgiamo un
estremo appello agli organi istituzionali competenti affinché
fermino, almeno per il tempo necessario ad una riflessione,
l'esecuzione capitale dei sili.
Invitiamo alla mobilitazione anche gli enti locali, gli ordini
professionali e la cittadinanza, affinché in futuro non si
pentano di ciò che poteva essere e non è stato.
Nel contempo vogliamo ringraziare la Wacker Chemie AG di
Burghausen per la documentazione prontamente fornitaci
sull'argomento, la Municipalità di Rosario per il grande esempio
dato al mondo con la realizzazione del suo bellissimo Macro
Museo, lo Studio Baraldi per la sua disponibilità a fornire
gratuitamente una prova di illuminazione artistica delle torri
ed a tutti coloro che hanno creduto e tuttora credono nella
bontà del progetto.
Un ringraziamento ancora più caloroso lo rivolgeremo al Dott.
Squinzi qualora si decidesse a fare donazione dei sili alla
collettività. In fondo si tratta di "ruderi" di nessun valore,
secondo il suo giudizio.
Con osservanza
ITALIA NOSTRA
Sezione Verbano Cusio Ossola
IL Presidente
Dr. Italo Orsi