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11 Settembre 2007
CLIMA E CAMBIAMENTI.LA RICERCA DELL’ISE DI
VERBANIA ALLA CONFERENZA DI ROMA
Intervista
Rosario
Mosello
Lago Maggiore sempre più caldo
“E’ un segnale obiettivo del cambio climatico globale”
LUCA GEMELLI
VERBANIA |
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Le acque del Lago Maggiore si stanno
lentamente riscaldando: dopo i ghiacciai il cui ritiro indica da
anni gli effetti del riscaldamento globale, anche le acque dei
laghi, ed in particolare del Verbano, mostrano gli evidenti segni
dell’incremento della temperatura. Si tratta di variazioni
nell’ordine dei decimi di grado, le cui conseguenze sulla dinamica
delle acque sono però già evidenti. A evidenziare il fenomeno di
riscaldamento delle acque del Verbano, in particolare quelle
profonde, è una relazione, a firma Ambrosetti, Barbanti e Carrara
dell’Istituto per lo Studio degli Ecosistemi di Verbania. Lo studio,
assieme ad altri quindici lavori prodotti dagli scienziati dell’Ise,
è entrato a far parte della pubblicazione «Clima e cambiamenti
climatici- le attività di ricerca del Cnr», realizzata in occasione
della prima Conferenza Nazionale sui cambiamenti climatici a Roma
domani e giovedì.
Lo studio dell’Ise di Verbania mette in evidenza la «febbre» del
Lago Maggiore: «nelle acque dei grandi laghi profondi italiani, si è
assistito, in questi ultimi 50 anni ad un notevole e progressivo
incremento del loro contenuto energetico, soprattutto negli strati
profondi» si legge nel lavoro dei ricercatori. L’innalzamento della
temperatura, sia delle acque che di quella atmosferica, non è senza
conseguenze: «a partire dagli anni ‘80 è aumentata sensibilmente la
stabilità della massa d’acqua e si sono ridotte le profondità
raggiunte dal mescolamento invernale». Così se fino al 1970, ogni
circa 7 anni avveniva un rimescolamento delle acque fino a 350 metri
di profondità, dal 1970 al 2006 questo rimescolamento non ha mai
superato la profondità di 200 metri, superandola solo nel 2005 in
coincidenza con un inverno particolarmente freddo.
Le conseguenze dell’innalzamento della temperatura delle acque
profonde del Lago Maggiore, ma il fenomeno è comune anche agli altri
grandi laghi del nord Italia, secondo gli studiosi dell’Ise, allunga
notevolmente il tempo di ricambio delle acque, determinando un
isolamento degli strati profondi, favorendo così la stagnazione. In
taluni casi di può arrivare all’avvio del processo di meromissi, che
consiste nella separazione delle acque del lago in due strati, che
non si mescolano mai. Il processo di meromissi è già stato
riscontrato nei laghi di Lugano e Idro e recentemente accertato
anche nel lago di Iseo. Il mancato rimescolamento delle acque, in
ultima analisi, avrebbe conseguenze sulla qualità delle acque. Gli
effetti del riscaldamento delle acque e della ridotta circolazione
verticale delle stesse potrebbero essere anche tra le cause del
fenomeno delle fioriture di cianobatteri, che si sono manifestate in
grande quantità nelle estati 2005 e 2006: secondo i ricercatori
dell’Ise di Verbania allo stato delle conoscenze questo rapporto
causa effetto è solo un’ipotesi in attesa di studi più approfonditi.
Nelle estati 2005 e 2006 la presenza dei cianobatteri aveva spinto
le autorità sanitarie ad invitare alla cautela nelle acque del Lago
Maggiore dove la concentrazione di cianobatteri era maggiore.
Rosario Mosello è direttore dell’Ise, l’Istituto per lo Studio degli
Ecosistemi del Cnr con sede a Pallanza.
Aumenta la temperatura delle acque profonde del Lago Maggiore, è un
processo normale ?
«Il Lago Maggiore ha sempre subito variazioni nel ciclo termico,
negli ultimi 20, 30 anni si notano però variazioni più sensibili che
indicano una tendenza all’aumento della temperatura. Il fenomeno è
stato registrato anche negli altri laghi profondi.
Quali conclusioni è possibile trarre ?
«L’alterazione del ciclo termico delle acque è un segnale
importante, un segnale oggettivo del cambiamento climatico in atto,
che elimina ogni dubbio su quanto sta avvenendo a livello globale».
Quali sono le conseguenze di questo fenomeno ?
«La mutazione climatica ha effetti sul processo di rimescolamento
delle acque, che è molto importante per lo stato di salute del lago.
Difficoltà nel rimescolamento delle acque determinano una
situazione, che può portare anche ad anossia delle acque profonde,
che non raggiungendo più la superficie, non vengono ossigenate».
Una situazione di questo tipo pregiudica quindi la possibilità di
utilizzo delle acque del lago, eventualmente anche a fini potabili ?
«Ad oggi non siamo a livelli tali da compromettere l’utilizzo a vari
scopi dell’acqua del lago, anche perché, è importante ricordarlo, lo
stato delle acque del Lago Maggiore è molto buono. Il rischio certo
è quello di uno scadimento della qualità delle acque».
C’è correlazione tra l’incremento delle temperatura delle acque
profonde e lo sviluppo di cianobatteri come nelle estati 2005 e 2006
?
«E’ una delle ipotesi, che è stata avanzata per spiegare questo
fenomeno, che per due estati non ha mancato di destare allarme. Si
tratta, come detto, solo di un’ipotesi, che deve essere validata con
ulteriori studi».
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