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22 Settembre 2007
PROPOSTA D’INTESA.ACCOLTA DAL CONSIGLIO DI
VILLA SAN REMIGIO
Alleanza a sei per smaltire rifiuti |
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[FIRMA]VALERIA PERA
VERBANIA
Che i rifiuti del Vco fossero destinati ad unirsi a quelli di
Novara, Biella e Vercelli non è una novità, visto che la bozza
dell’intesa era già stata approvata nel luglio 2005. La sorpresa è
che il «quadrante» si è trasformato in un «sestetto»: una maxi
provincia per trattare e smaltire l’immondizia, quindi, che vede
coinvolte anche Asti e Alessandria. Il cambio di rotta arriva
dall’alto, ossia dalla Regione, con la bozza di protocollo d’intesa
approvata a giugno che ieri non ha mancato di sollevare polemiche
tra i banchi di villa San Remigio. Il tema «è delicato e complesso»,
come dice l’assessore ai Rifiuti Giovanni Desanti, che però
evidenzia come «l’ampliamento da quattro a sei province è legato
all’aumento della raccolta differenziata, che rende impensabile un
impianto per i rifiuti su piccola scala. Nel Vco, ad esempio, il
2006 ha visto un miglioramento della raccolta dal 47% al 53%».
L’ipotesi della maxi area passa ma non convince tutti. «Alessandria
e Asti sono sempre state considerate un comparto a se stante -
commenta Ivan Guarducci, Forza Italia -: cosa accadrebbe se
l’impianto unico di termovalorizzazione fosse individuato in quei
territori? I costi aumenterebbero, per noi». Simile opinione anche
per Sebastiano Gallina, Riformisti: «Potremmo diventare il classico
‘vaso di coccio’ in una maxi zona non omogenea». Giovanni Bonalumi
dei Ds, invece, ribatte: «Non mi pare che l’amministrazione
provinciale abbia mai sottovalutato il peso di un progetto sulle
tasche dei cittadini». C’è anche chi, come Germano Bendotti della
Lega, propone di mantenere la gestione dei rifiuti nel Vco, o, come
Giovanni Francini di An, di «elaborare un progetto per essere
autonomi, pur continuando a ragionare in direzione del piano
integrato». Dubbi ai quali risponde Desanti, spiegando come «il
baricentro tra le sei province, così come lo era per quattro, resta
l’area tra Vercelli e Biella, per cui non cambia nulla». Per quanto
riguarda il temuto aumento delle spese, a mettere una sorta di
paletto ci prova l’ordine del giorno di Christian Scatamacchia,
Rifondazione, che tra le altre cose impegna gli enti locali a
controllare «i costi dello smaltimento in modo da non incrementare
le tariffe oggi mediamente in essere». Il documento sarà però votato
al prossimo consiglio comunale, visto che era venuto meno il numero
legale. Tutti concordi, invece, sulla necessità di chiudere al più
presto il forno inceneritore di Mergozzo.
A conti fatti, il Piemonte verrebbe così a dividersi in tre Ambiti
territoriali ottimali: Torino, province di Asti, Alessandria,
Biella, Novara, Vco e Vercelli e un eventuale Ato per il Cuneese. Il
«sestetto» dovrebbe individuare gli impianti necessari al sistema
integrato, mappare le aree adatte a realizzarli e stilarne la
valutazione ambientale. Il primo passo in questa direzione è la
creazione di un comitato, coordinato dalla Regione, che riunisca i
presidenti degli attuali Ato, gli assessori all’Ambiente e i
dirigenti dell’area rifiuti provinciali e regionali.
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