Nella foto: Un angolo del torrente Erno di Lesa
ANCORA OSSERVAZIONI SULL'ERNO
Contro il progetto della centralina sull'Erno
Legambiente invia nuove osservazioni
14.12.07
 

ASSESSORATO ALL’AMBIENTE

c.a. Conferenza dei servizi 14/12/07

p.c. AL SINDACO DI LESA

 

Oggetto: CENTRALINA IDROELETTRICA SUL TORRENTE ERNO. INOLTRO DI INFORMAZIONE PERTINENTE. RICHIESTA DI DOCUMENTO.

 

1. Dopo le Osservazioni già inoltrare alla Conferenza dei servizi che si sta occupando dell’autorizzazione per la centralina sul torrente Erno, da un giornalista de La Prealpina (v. sotto trascritto l’articolo 11/12/07) ho saputo di un importante nuovo insediamento edilizio già approvato dall’Amministrazione di Brovello Carpugnino all’interno del Campo da Golf della Motta Rossa (Des Iles Borromées). Oltre allo sconcerto per un ulteriore attacco alla naturalità del territorio, ho ritenuto di esprimere al giornalista la preoccupazione per i bisogni idrici del complesso, che pare verranno risolti prelevando acqua da un torrente affluente dell’Erno (Scoccia o Grisana), che già in parte dissetano le enormi esigenze idriche derivanti dall’irrigazione dei prati verdi del golf. Tutto ciò comporta una riflessione sulle ricadute che simile prelievo avrà sul torrente Erno, che, in caso di costruzione della centralina, poteva ancora contare sugli apporti dei suoi affluenti.

 

BROVELLO CARPUGNINO - «Tradito un accordo tra Comuni e tra sindaci. Il Golf di Brovello Carpugnino doveva rimanere un'area verde».
Amelia Alberti, presidente del Circolo di Lega Ambiente Basso Lago Maggiore, apprende con grande tristezza la notizia che nell'area del Golf nasceranno villette, una nuova club house ed un albergo.
«Si era detto di no al cemento nel Golf quindici anni fa con un accordo tra i Comuni di Lesa, Stresa e Brovello Carpugnino. Noi avevamo già fatto una grande battaglia per gli usi civici della Motta Rossa. Ora con la variante di Piano regolatore, propugnata dalla amministrazione Preti e portata avanti da quella di Bono, il dio denaro e il cemento hanno di nuovo la meglio. In quell'accordo si garantiva l'impegno per non asfaltare le stradine interne del golf, per utilizzare fertilizzanti non tossici, per tutelare i reperti storici. Ora si costruiscono ville, come in tanti in molti golf che sono solo dei "cavalli di Troia" per il cemento e che perdono la caratteristica principale, quella sportiva».
La Alberti è preoccupata per la politica anti ambientalista del Comune di Brovello: «Si dice che l'acqua verrà presa da un torrente e potabilizzata, ma si fanno i conti con portate di acqua di anni fa quando pioveva molto. Ora spesso quei fiumi sono in secca, dove troveranno l'acqua le case del golf? Senza dimenticare che il Comune di Brovello ha messo in cantiere anche un progetto per una centrale idroelettrica con gli stessi fiumi, che noi osteggiamo e che il Comune di Lesa vede con molte perplessità. Non vogliamo un Erno in secca».
Alberti teme altri possibili "colpi bassi": «Cosa se ne farà il Comune di Brovello di tutti quei milioni di euro incassati dal Golf? Credo che li utilizzerà per creare una tangenziale che passi a nord ovest dell'abitato. Un progetto già presentato per il quale la provincia non ha mai dato il nulla osta. Lo potrebbe realizzare autonomamente. Noi abbiamo proposto un tracciato alternativo vicino all'area autostradale in un territorio già compromesso, ma il Comune va avanti nella sua idea per distruggere boschi e prati. Fatta la tangenziale ecco che molti terreni nella zona verranno valorizzati e si potrà ancora costruire».
La Alberti ricorda anche il tempo in cui i Ds novaresi e del Vco erano per le battaglie ambientaliste: «Giuliana Manica fu al nostro fianco. Ora, come assessore regionale al turismo, propugna e sponsorizza i Golf. Come cambiano le cose».
Ma.Ro.

 

Chiedo pertanto alla Conferenza di valutare questa nuova situazione, e di accertarsi della portata attuale dei torrenti affluenti dell’Erno e di quella futura, se i prelievi saranno confermati. Ritengo indispensabile che la Conferenza consulti la neo costituita ATO, per avere un parere di compatibilità idrica tra i diversi bisogni. Utile potrebbe rivelarsi, per molti versi, anche la consultazione dell’Istituto degli Ecosistemi di Pallanza, che per mission si occupa e monitora anche gli affluenti del lago Maggiore.

 

2. Chiedo inoltre di sapere a quale categoria naturale è stato associato il torrente Erno, e i suoi affluenti, nello studio sulla naturalità dei fiumi del VCO (arch. T. Bagnati), commissionato dalla Provincia e allegato, per quanto a mia conoscenza, agli studi per il PTP. Mi pare di sapere che tale studio era finalizzato anche alle decisioni da assumere in sede di Conferenze per le centrali idroelettriche.

 

Ringrazio e saluto

 

Dott.ssa Amelia Alberti

Presidente Circolo Verbano di Legambiente

12/12/07