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[FIRMA]CARLO BOLOGNA
VERBANIA
«Villa Pallavicino sarà uno dei quattro Centri di recupero degli
animali selvatici in Piemonte, punto di riferimento non solo per
il nostro territorio». Diego Caretti, assessore provinciale alla
tutela della fauna, ha accolto la volontà della Regione con
soddisfazione. Perché Cras, nel Vco, non è solo acronimo di
Centro recupero animali selvatici ma significa anche una dura
battaglia condotta dall’associazione animalista Cometa che
lamenta mancanza di trasparenza. Caretti si è rivolto anche ad
un legale. «Abbiamo sempre gestito questa struttura - dice -
d’intesa con l’Ordine dei medici veterinari. Non sono certo
sprovveduti o incapaci. Entro fine mese, poi, presenteremo un
progetto per la struttura. L’Amministrazione precedente aveva
ottenuto finanziamenti dalla Regione anche per un centro di
educazione ambientale che faremo sempre a Villa Pallavicino,
autonomo dal Cras». Oggi il Centro è organizzato come una vera e
propria struttura sanitaria, con reperibilità 24 ore su 24. Ci
sono cinque veterinari sul territorio che funzionano come pronto
soccorso: clinica san Giovanni a Intra, Alessandro Boneschi a
Pallanza, Donatella Beer ad Omegna, Federico Cavalli a Malesco,
Tiziano Paini a Crevoladossola. Poi l’«ospedale» vero e proprio,
per cure e riabilitazioni ma anche lungodegenze: a Villa
Pallavicino, dove i «pazienti» sono seguiti da Gianpietro
Fanchini. Qui c’è anche un «punto caldo» per tenere alla giusta
temperatura i nidiacei.
Anche i numeri dell’attività sono importanti. Il Cras di Villa
Pallavicino ha iniziato l’attività (in precedenza al centro del
dottor Uberto Calligarich a San Bernardino Verbano) il 1 aprile
2006. L’anno scorso, da quel giorno sono transitati 27 animali:
6 sono stati liberati, 10 sono morti, 5 sono rimasti in attesa
di liberazione, altri 6 non sono reintroducibili. Quest’anno,
dal 1 gennaio, ai veterinari sono arrivati 217 animali (57
mammiferi, 159 uccelli). «Vittime - dice l’esperto faunistico
Elena Lux - soprattutto di investimenti o collisioni con cavi ed
edifici vetrati o cadute dai nidi. Molti sono morti nelle prime
ore dopo l’incidente (116), altri sono stati subito liberati
(67), altri affidati al Villa Pallavicino (7). Direttamente al
Cras sono passati 92 animali. Nell’anno in corso 34 sono già
stati liberati, 39 sono deceduti, 6 sono irrecuperabili, 4
degenti, 1 da svezzare, 4 da affidare e altrettanti da
liberare». «Pur nelle condizioni di precarietà in cui siamo
stati costretti a partire - chiosa Caretti - sono risultati più
che soddisfacenti».Aquila reale, gufo e lepre variabile sono
ancora sotto sequestro nell’ambito dell’inchiesta della Procura
verbanese scaturita dall’accusa di maltrattamenti diretta al
dottor Fanchini. Gli animali sono custoditi in Lombardia.
L’assessore Caretti è sereno: «Dal Cras sono passati veterinari,
Regione, carabinieri, forestale, l’Asl è di casa. Questi
controlli ci costringono ad un lavoro supplementare ma non ci
dispiace: apriamo la porta ad ognuno che ha titolo per bussare».
Cara Amelia,
temo che questa volta si stia
prendendo tutti un grosso abbaglio: a saper leggere i "numeri"
forniti si capiscono subito molte cose: è basso il numero
degli animali ricevuti, bassa la percentuale dei liberati.
Io non sono un "tecnico", ma per
il mio lavoro ne fequento e conosco molto bene più di uno. Non
posso fare qui i nomi, ma ci sono ornitologi,
veterinari, personale delle forze di polizia con competenze
ambientali: tutti hanno buona pratica di cura dei selvatici,
tutti frequentano o hanno frequentato a vario titolo il Cras e
tutti scuotono la testa quando gli chiedi come vedono la
situazione.
Le accuse sono sempre le stesse:
scarsa competenza, strutture inadeguate, presenza ridotta di
personale (i giovani di qualsiasi specie andrebbero nutriti
anche di notte o almeno fino a tarda sera e e poi dall'alba:
al Cras finito il pomeriggio non c'è più nessuno!) e poi
raccontano tanti dettagli di singole storie di animali, nate o
finite male. Dietro ai numeri si nascondono molte magagne:
animali liberati troppo presto, animali morti per cure
scorrette, animali aggravatisi per scorretta o scarsa
alimentazione e varie altre amenità..
Credimi: chi ha a che fare coi selvatici e ne ha cuore la
salute evita, se appena può, di portarli a Villa Pallavicini e
se li cura a proprie spese!
D'altronde è risaputo che i Cras,
almeno in Italia, sono un debito per chiunque li gestisca,
associazione o ente locale che sia.
La gestione "impropria" di
Calligarich in effetti comportava anche un gran carico di
volontariato: difficile credere che togliendo quello e
diminuendo l'investimento si possano ottenere gli stessi
risultati!
Che in questa vicenda il mondo
ambientalista sia rappresentato dalla sola Cometa (gli
"eretici" della Lav?) mi fa molta tristezza, ma sono io il
primo a rimproverarmi di non poter alzare di più la voce. Per
la mia posizione lavorativa non posso scatenare putiferi, e
come me i miei colleghi. Ma come iscritto alla federazione dei
Verdi ho già fatto e farò ancora rimostranze al "nostro "
assessore, che però mi pare non abbia la forza, la voglia, o
la possibilità di farsene carico.
L'indagine della Procura dovrà,
come sempre, evidenziare "solo" eventuali responsabilità
penali personali: non mi stupirei se alla fine non ne uscisse
niente di efficace! Ma questa non sarebbe una patente di "buon
operato" al Cras!
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