Nella foto: Una gabbia del CRAS di Stresa

CRAS, TUTTO OK?

La Provincia si stima del suo CRAS,

ma non tutti sono concordi.

22.09.07

Grandi elogi per la conduzione veterinaria del Cras di Villa Pallavicino, a Stresa, di proprietà della Provincia. Sicuramente ricordate il modo maldestro con cui l'assessore Caretti aveva, seppure con qualche buona ragione di principio, sottratto il Cras dall'abitazione dell'amico ottimo veterinario Uberto Calligarich, per trasferirlo a Stresa. Il tempo (e il buon lavoro dei veterinari) hanno calmato le acque, e si cominciano a dare i numeri e a tirare le somme (numeri e somme che, se non ci sono dati di confronto con analoghe strutture, a noi profani non dicono molto). Certo che fa sempre un po' impressione curare con amore un capriolo investito da una macchina, per ridarlo in pasto ai cacciatori... ma tant'è.
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22 Settembre 2007

STRESA.PRIMO BILANCIO DI UN ANNO DI ATTIVITA’


L’inchiesta della Procura


Il Cras promosso dalla Regione


E Villa Pallavicino
diventerà sede
anche del centro
educazione ambientale


Tre animali ancora sequestrati

 
[FIRMA]CARLO BOLOGNA
VERBANIA
«Villa Pallavicino sarà uno dei quattro Centri di recupero degli animali selvatici in Piemonte, punto di riferimento non solo per il nostro territorio». Diego Caretti, assessore provinciale alla tutela della fauna, ha accolto la volontà della Regione con soddisfazione. Perché Cras, nel Vco, non è solo acronimo di Centro recupero animali selvatici ma significa anche una dura battaglia condotta dall’associazione animalista Cometa che lamenta mancanza di trasparenza. Caretti si è rivolto anche ad un legale. «Abbiamo sempre gestito questa struttura - dice - d’intesa con l’Ordine dei medici veterinari. Non sono certo sprovveduti o incapaci. Entro fine mese, poi, presenteremo un progetto per la struttura. L’Amministrazione precedente aveva ottenuto finanziamenti dalla Regione anche per un centro di educazione ambientale che faremo sempre a Villa Pallavicino, autonomo dal Cras». Oggi il Centro è organizzato come una vera e propria struttura sanitaria, con reperibilità 24 ore su 24. Ci sono cinque veterinari sul territorio che funzionano come pronto soccorso: clinica san Giovanni a Intra, Alessandro Boneschi a Pallanza, Donatella Beer ad Omegna, Federico Cavalli a Malesco, Tiziano Paini a Crevoladossola. Poi l’«ospedale» vero e proprio, per cure e riabilitazioni ma anche lungodegenze: a Villa Pallavicino, dove i «pazienti» sono seguiti da Gianpietro Fanchini. Qui c’è anche un «punto caldo» per tenere alla giusta temperatura i nidiacei.
Anche i numeri dell’attività sono importanti. Il Cras di Villa Pallavicino ha iniziato l’attività (in precedenza al centro del dottor Uberto Calligarich a San Bernardino Verbano) il 1 aprile 2006. L’anno scorso, da quel giorno sono transitati 27 animali: 6 sono stati liberati, 10 sono morti, 5 sono rimasti in attesa di liberazione, altri 6 non sono reintroducibili. Quest’anno, dal 1 gennaio, ai veterinari sono arrivati 217 animali (57 mammiferi, 159 uccelli). «Vittime - dice l’esperto faunistico Elena Lux - soprattutto di investimenti o collisioni con cavi ed edifici vetrati o cadute dai nidi. Molti sono morti nelle prime ore dopo l’incidente (116), altri sono stati subito liberati (67), altri affidati al Villa Pallavicino (7). Direttamente al Cras sono passati 92 animali. Nell’anno in corso 34 sono già stati liberati, 39 sono deceduti, 6 sono irrecuperabili, 4 degenti, 1 da svezzare, 4 da affidare e altrettanti da liberare». «Pur nelle condizioni di precarietà in cui siamo stati costretti a partire - chiosa Caretti - sono risultati più che soddisfacenti».Aquila reale, gufo e lepre variabile sono ancora sotto sequestro nell’ambito dell’inchiesta della Procura verbanese scaturita dall’accusa di maltrattamenti diretta al dottor Fanchini. Gli animali sono custoditi in Lombardia. L’assessore Caretti è sereno: «Dal Cras sono passati veterinari, Regione, carabinieri, forestale, l’Asl è di casa. Questi controlli ci costringono ad un lavoro supplementare ma non ci dispiace: apriamo la porta ad ognuno che ha titolo per bussare».
 
Cara Amelia,
 
temo che questa volta si stia prendendo tutti un grosso abbaglio: a saper leggere i "numeri" forniti si capiscono subito molte cose: è basso il numero degli animali ricevuti, bassa la percentuale dei liberati.
Io non sono un "tecnico", ma per il mio lavoro ne fequento e conosco molto bene più di uno. Non posso fare qui i nomi, ma ci sono ornitologi, veterinari, personale delle forze di polizia con competenze ambientali: tutti hanno buona pratica di cura dei selvatici, tutti frequentano o hanno frequentato a vario titolo il Cras e tutti scuotono la testa quando gli chiedi come vedono la situazione.
Le accuse sono sempre le stesse: scarsa competenza, strutture inadeguate, presenza ridotta di personale (i giovani di qualsiasi specie andrebbero nutriti anche di notte o almeno fino a tarda sera e e poi dall'alba: al Cras finito il pomeriggio non c'è più nessuno!) e poi raccontano tanti dettagli di singole storie di animali, nate o finite male. Dietro ai numeri si nascondono molte magagne: animali liberati troppo presto, animali morti per cure scorrette, animali aggravatisi per scorretta o scarsa alimentazione e varie altre amenità..
Credimi: chi ha a che fare coi selvatici e ne ha cuore la salute evita, se appena può, di portarli a Villa Pallavicini e se li cura a proprie spese!
D'altronde è risaputo che i Cras, almeno in Italia, sono un debito per chiunque li gestisca, associazione o ente locale che sia.
La gestione "impropria" di Calligarich in effetti comportava anche un gran carico di volontariato: difficile credere che togliendo quello e diminuendo l'investimento si possano ottenere gli stessi risultati!
Che in questa vicenda il mondo ambientalista sia rappresentato dalla sola Cometa (gli "eretici" della Lav?) mi fa molta tristezza, ma sono io il primo a rimproverarmi di non poter alzare di più la voce. Per la mia posizione lavorativa non posso scatenare putiferi, e come me i miei colleghi. Ma come iscritto alla federazione dei Verdi ho già fatto e farò ancora rimostranze al "nostro " assessore, che però mi pare non abbia la forza, la voglia, o la possibilità di farsene carico.
L'indagine della Procura dovrà, come sempre, evidenziare "solo" eventuali responsabilità penali personali: non mi stupirei se alla fine non ne uscisse niente di efficace! Ma questa non sarebbe una patente di "buon operato" al Cras!