Nella foto: Vista su impianti Acetati
 
PUBBLICATA LA SENTENZA CONTRO ACETATI
Il giudice Stoppini ha pubblicato la sentenza
che ci riconosce come importante parte civile
al processo per gli scarichi inquinanti e cancerogeni
22.10.04
 
 
Nei giorni scorsi è stata (finalmente) depositata dal giudice Stoppini del Tribunale di Vb la sentenza del processo Acetati-scarichi a lago, di cui abbiamo copia, che argomenta l'esito del dibattimento, concluso il 10.3 con la condanna di Acetati e il riconoscimento di alcune parti civili, tra cui il Circolo Verbano di Legambiente. Il giudice afferma e conferma che Acetati scaricava abusivamente nel S. Bernardino e nel lago acque reflue inquinanti, contenenti anche sostanze cancerogene, ottenendo con la diluizione il risultato di sembrare a norma con le tabelle di legge. Ci aspettiamo che ora Acetati ricorra in appello, dove sarà (speriamo) definitivamente condannata e finalmente incasseremo il risarcimento dei danni che il giudice di Verbania ci riconosce con tante parole di elogio per la nostra azione e che impiegheremo per incidere ancora più profondamente nel tessuto ecologico del territorio. Vi voglio a questo punto riportare (v. sotto da La Stampa) le dichiarazioni rese dal Bellingeri, amm.re del.to di Acetati del 31.5.02, ai tempi del nostro esposto alla Procura. Leggete, e meditate!
 
 
Del 31/5/2002 Sezione: Novara Pag. 40)

 
L´AZIENDA SULLE INDAGINI: ALLARMISMI DA EVITARE
«Acetati-Italpet rispetta il lago»

VERBANIA

«Stupore e sdegno» vengono espressi dalla direzione degli stabilimenti chimici Acetati e Italpet - con una nota del dottor Gianfranco Bellingeri - in merito alle dichiarazioni della responsabile del Circolo Verbano di Legambiente, Amelia Alberti, secondo la quale le acque di raffreddamento scaricate nel lago Maggiore dai poli chimici sarebbero «fortemente inquinate da sostanze cancerogene». Secondo i vertici delle aziende di viale Azari, le dichiarazioni avrebbero procurato «imprudentemente allarme sociale di fronte ad una situazione di fatto non ancora corroborata da prove e sottoposta alle insindacabili valutazioni dell´autorità giudiziaria. Una situazione che Acetati e Italpet contestano recisamente». Secondo Bellingeri inoltre, le notizie diffuse sarebbero «gravemente diffamatorie per le Società interessate e per il personale che quotidianamente, con applicazione, vi opera». Sin qui le posizioni di Acetati e Italpet rispetto alle affermazioni rese nei giorni scorsi dal Circolo Verbano di Legambiente e per altro contenute nell´esposto inviato alla Procura della Repubblica dall´associazione ambientalista. Esposto dal quale ha sostanzialmente preso il via l´inchiesta della magistratura verbanese che ha disposto accurati controlli delle acque di scarico nel lago delle due aziende chimiche mediante un tubo, a 90 metri di profondità, di proprietà della società Servizi Pubblici Verbanesi (Spv) che gestisce l´acquedotto pubblico. Lo scarico di acque depurate della Spv e di raffreddamento dei cicli produttivi di Acetati e Italpet avviene alla foce del torrente San Bernardino, nel tratto di lago compreso tra il nuovo anfiteatro e il porto turistico, mediante una condotta utilizzata in comune sulla base di una convenzione tra le società interessate. Nei giorni scorsi, su disposizione della magistratura, prelievi di campioni sono stati eseguiti da personale specializzato delle ditte ´Tecno Sub´ di Ischia e ´Acquatica Venezia´ in collaborazione con personale dell´associazione ´Sub Verbania´. I campioni prelevati verranno sottoposti a test chimico fisici e soltanto i risultati delle analisi consentiranno alla magistratura di formulare o meno ipotesi di reato ambientale
. a. r.