Nella foto: Lo sbarramento di una centralina
in val Bognanco
 
L'ENERGIA IDROELETTRICA INSOSTENIBILE
Due conti in tasca all'idroelettrico
20.10.04
 

Soldi per acqua. La Provincia del VCO mette in cascina 4,5 ML di euro l'anno, a fronte di tutta l'acqua che viene sottratta al territorio dai prelievi idroelettrici. Di questa ricca trovata menano vanto, gongolanti, i leader locali di FI, che hanno scavato il malloppo nella Finanziaria con un escamotage specifico per le province montane, affinché torni in denaro quanto esce in natura. A leggerla così, previa traduzione in lire, sembra una bella cifra. Proviamo a confrontarla con il guadagno pulito pulito di un proprietario di centralina idroelettrica della modesta potenza di mezzo MW, che, per fare girare le sue turbine, utilizza la "nostra" acqua. Fatti due calcoli, e tenuta presente la tariffa obbligata e stratosferica che l'Enel corrisponde al produttore di energia "rinnovabile" (0,13 euro al KWh, con i certificati verdi), si deduce che il privato ricava circa 0,5 ML di euro l'anno (che si capisce meglio se si dice: un miliardo di lire), da confrontare con il modesto introito concesso alla Provincia. Ai blocchi di partenza per ottenere nuove concessioni pare che ci siano più di cento nuove centraline, che vuol dire più di cento torrenti risucchiati, territorio dissestato, falde acquifere asciutte, alcuni privati sempre più ricchi, noi tutti sempre più poveri, di territorio e di soldi (ah già, dimenticavo: l'Enel preleva i soldi per i privati dalle nostre bollette). Aggiungo ancora un dato, per farvi meglio capire l'assalto alla baionetta in corso contro i nostri torrenti: il Piano Energetico Regionale prevede per tutto il Piemonte, da qui al 2012, rifacimenti compresi, 150 MW aggiuntivi di idroelettrico. Nel VCO con i progetti attualmente ai blocchi di partenza superiamo abbondantemente questa cifra. Non vi sembra esagerato e inaccettabile, tutto ciò? Eppure l'assessore provinciale all'ambiente afferma che la moratoria da noi supplicata insieme ad Italia Nostra non si può fare, neppure in attesa di rivedere tutta la faccenda nella sua globalità, magari anche attraverso una democratica procedura di VAS (Valutazione Ambientale Strategica).