E non si parli di sport e di attività ancestrali, per favore. Ho ricevuto
oggi una mail agghiacciante, da una persona professionalmente ben informata,
che preferisce rimanere nell'anonimato (e vi prego di rispettare questo suo
desiderio). Io non trovo parole migliori delle sue per esprimere tutto lo
strazio che mi lacera, di fronte ad una mattanza inutile e crudele, come è
quella che si va perpetrando in questi giorni accanto a noi, con il favore
delle leggi e dei regolamenti.
Gentile Amelia,
domenica 19 settembre si è aperta la caccia agli ungulati nel
Comprensorio Alpino VCO 2 Ossola Nord. Come ampiamente previsto, in
seguito alla liberalizzazione delle femmine allattanti, il loro numero è
aumentato vertiginosamente.
Nel camoscio la percentuale è salita dal 40% dello scorso anno al 54% di
quest'anno con ben 27 femmine allattanti su 50.
Nel cervo è salita dal 53% dello scorso anno al 62% con ben 17 femmine
allattanti su 28. Considera però che l'anno scorso a seguito delle
sanzioni previste per chi abbatteva una femmina con il latte, il numero
totale di femmine prelevate fu solo di soli 19 capi in un mese di
caccia.
Nel capriolo la percentuale è salita dal 25 al 56%. Nel 2003 vennero
prelevate in totale 28 femmine e solo 7 erano allattanti: quest'anno
siamo già a 14 su 25.
I motivi per cui i cacciatori abbattono un così elevato numero di
femmine allattanti sono essenzialmente i seguenti:
scarsa capacità nel riconoscere gli animali che dovrebbero essere
abbattuti da quelli che invece dovrebbero essere tutelati;
nessuna pazienza nel valutare il capo da abbattere;
mancanza di qualsiasi coscienza ed etica venatoria, per cui l'unica cosa
che conta è portare un po' di carne a casa.
Considera che le percentuali attese di femmine allattanti sarebbero:
meno del 10% nel camoscio;
circa il 20% nel cervo;
tra il 10 e il 15% nel capriolo.
Solitamente sono pragmatico e la retorica non mi piace. Ma se penso ai
discorsi che abbiamo ascoltato in occasione degli incontri sul lupo,
dove dai suoi detrattori è stato detto più volte che il lupo uccide solo
per il gusto di uccidere, e vedo ora quali danni l'uomo è in grado di
arrecare all'ambiente, mi chiedo: ma chi è il vero lupo?
Il danno ambientale arrecato in questa stagione venatoria è
difficilmente quantificabile: i piccoli di camoscio e capriolo, da soli,
non supereranno l'inverno, mentre quelli di cervo arriveranno alla
prossima primavera in condizioni fisiche precarie. Ho già provato a
sensibilizzare il Comprensorio chiedendo di anticipare la chiusura, la
Provincia chiedendo di prendere provvedimenti. Tutti mi dicono che non
si può far nulla.
Ringraziandoti per l'attenzione, spero di essere riuscito a comunicarti,
oltre ai dati nudi e crudi, anche il disagio di una persona, il
sottoscritto, che ama il lavoro che ha scelto e che rispetta gli animali
che studia.
Cordiali saluti.