Nella foto: Un cigno alla foce del Toce
 
CASTELLI DI DDT, ARSENICO E MERCURIO
Il "sabbione" di Fondotoce e il silenzio
dei responsabili
9.10.03
 
 
Si è svolta ieri sera a Fondotoce l'assemblea di quartiere, presente il Sindaco di Verbania, per discutere dei problemi del quartiere. In coda alla trattazione dei temi caldi puntuali, il presidente Baldissone ha sollevato la questione del "sabbione" alla foce del Toce, che, a suo dire, andrebbe rimosso, perché possibile causa di danni al quartiere e alle attività circostanti, in caso di alluvione. A questo proposito il Sindaco ha informato i presenti di aver più volte sollecitato la rimozione dell'ammasso di sabbia e limo, diventato una graditissima spiaggia per i turisti, ma che la cosa non si è potuta realizzare, in quanto in sede di Conferenza regionale dei servizi è stato riferito che trattasi sostanzialmente non di sabbia naturale, da asportare ed eventualmente vendere a buon prezzo, ma di materiale fortemente inquinato da DDT, mercurio, arsenico e altro, tutti inquinanti derivati dalle pregresse attività di Pieve Vergonte (ex-Enichem), e quindi tossico-nocivo, da bonificare o da portare in discarica apposita con costi enormi. Ciononostante, al termine della Conferenza, ogni componente è tornato a casa sua, senza prendere decisioni coraggiose. E così, anche quest'estate, i bambini hanno costruito a Fondotoce castelli di arsenico, mercurio, DDT. E forse le altre spiagge del lago non stanno meglio.
La faccenda mi era nota, in parte perché riferitami mesi fa da un guardiaparco presente alla Conferenza, in parte perché avevo studiato il rapporto annuale della Commissione Internazionale per la protezione delle acque italo-svizzere, aprile 2001-marzo 2002, che riportava le analisi chimiche allarmanti dei fondali del lago, con particolare attenzione a quelli antistanti la foce del Toce.
Avevo raccontato questo fatto, insieme ad altre tristi vicende del nostro passato e presente inquinato, al giornalista Marco Bariletti, autore di un ottimo servizio ad ampio raggio, pubblicato nel luglio scorso dal mensile Diario e scaricabile dal nostro sito web. Ne avevo parlato accoratamente con Amministratori e funzionari pubblici, raccogliendone un'adesione convinta, ma anche un senso scoraggiante di impotenza. Che fare, adesso? A chi ha chiesto di governare, o ne ha accettato le deleghe, la palla.
 
(P.S. A distanza di oltre dieci giorni dalla diffusione di questo testo, ripreso dalla stampa locale, il silenzio è ripiombato su tutta la vicenda. Come al solito, l'unica speranza è che si attivi la Procura della Repubblica, cui è stato inviato per conoscenza).