Nella foto: Il torrente Anza a
Pestarena
BLACK-OUT E CENTRALINE
Il sistema elettrico nazionale
è un gigante con i piedi di
sabbia
28.09.03
Questa notte abbiamo avuto il primo black-out
elettrico nazionale. Un'esperienza impressionante, che ha messo in luce la
debolezza di un sistema-nazione monolitico, che ruota su un unico perno:
l'elettricità. Le cause del black-out non sono note, ma sembra che non
abbiano a che fare con un fermo della produzione interna, semmai con un
mancato invio di energia dalla Francia. Radio e televisione non accennano al
terrorismo come causa del black-out, ma la paura aleggia sopra alla nostra
fragile struttura socio-industriale, gigante dai piedi di sabbia.
Nella stessa logica assurdamente liberistica che
ci ha condotto fin qui a capofitto (aumento della produzione energetica ->
aumento della domanda energetica -> aumento della produzione
energetica -> ...), stanno arrivando agli uffici provinciali, per
riceverne il benestare, altre richieste di mini-impianti idroelettrici, che
cercano il consenso dei decisori, ponendosi come alternativa di tipo
rinnovabile alla produzione termoelettrica e all'importazione. Detto così,
l'abbiamo dimostrato, è un problema mal posto. Tutto il vantaggio che deriva
dalla produzione elettrica delle minicentraline è per i padroni degli
impianti, che si arricchiscono a dismisura, mentre il territorio attorno si
prosciuga e muore. (Per approfondire l'argomento, v. gli atti del nostro
convegno nel sito all'indice Sviluppo sostenibile). Soltanto un atteggiamento
diverso, più responsabile, teso al risparmio e contro gli sprechi e le
dispersioni, può salvarci dal baratro. Ci vorrebbe una politica che, invece
di prodigare soldi pubblici per nuove strade superflue e porti e campi da
golf e tunnel, puntasse a distribuire incentivi convincenti per impianti
solari termici e fotovoltaici e per coibentare le abitazioni. Il sole, per
qualche miliardo di anni ancora, non ce lo spegnerà nessuno.
Per completare il discorso, vi trascrivo qui sotto
il volantino che verrà distribuito in valle Anzasca, a scopo informativo, sul
nuovo impianto idroelettrico, tra Macugnaga e Ceppo Morelli. Se avete
occasione, inoltratelo ai vostri corrispondenti, e/o stampatelo e
distribuitelo.
SOTTOPOSTO AGLI UFFICI PROVINCIALI DI VALUTAZIONE
UN NUOVO "IMPIANTO IDROELETTRICO" PRIVATO
ADDIO,
TORRENTE ANZA !
PROSCIUGHERANNO LA VALLE ANZASCA
PER ALTRI 4 KM, DA PESTARENA ALL’INVASO EDISON
Il prelievo dell’acqua avverrà in località Fornarelli per
mezzo di una traversa. La condotta correrà interrato per 800 mt in sponda
sinistra, attraverserà l’Anza al ponte del Vaud, seguirà l’antico sentiero
del Morghen e proseguirà fino alla centralina elettrica, che sarà costruita
sulla sponda dell’invaso Edison.
L’impianto sarà di potenza pari a 1010 KW. La quantità
media di acqua derivata sarà di 479 l/s, mentre il Deflusso Minimo Vitale
calcolato (e cioè il deflusso reale per almeno 8 mesi all’anno) sarà
di 98 l/s.
Anche in quel tratto l’Anza per nove mesi all’anno
sarà ridotto a una sassaia priva di vita.
Gli impianti idroelettrici sono strutture di elevato impatto
ambientale. I vantaggi derivati dallo sfruttamento di una "fonte
rinnovabile" come è l’acqua fluente, non compensano mai il danno causato
al paesaggio, all’ambiente, al microclima, al turismo, alle attività di pesca
sportiva.
Il VCO ha già dato molto, forse troppo, nei confronti dello
sfruttamento idroelettrico delle sue valli.
Diciamo STOP alle nuove centraline.
Info
: Per argomentare
la propria contrarietà ai nuovi impianti, scrivere a:
Provincia VCO, Tecnoparco, Ufficio VIA, Verbania-Fondotoce
(fax 0323 4950237)
oppure telefonare ai numeri 335 5457273 – 329 2105775