(Nella foto: La mappa della zona tra Pieve Vergonte e Vogogna)
 
SEDE INOPPORTUNA DI UN PARCO NAZIONALE
 
Vogogna pare destinata a diventare la sede del parco nazionale "wilderness" Valgrande, e non sembra un'idea felice
 
La politica del parco nazionale "wilderness" Valgrande non ha mai incentivato l'inserimento nella sua area dei centri abitati, che hanno ceduto al parco soltanto le aree esterne, marginali, quelle più selvagge e impervie. Grazie a questa scelta, il parco Valgrande è nato senza grossi scontri polemici con le popolazioni locali, che ne hanno goduto i consistenti vantaggi economici, senza averne in cambio vincoli d'alcun genere. Soltanto il Comune di Vogogna ha negli anni scorsi fatto una scelta di segno opposto, facendo includere il suo centro abitato nell'area parco, e diventando così di fatto l'unico comune che poteva aspirare a diventarne sede definitiva. Nessuno, all'interno dell'ente, aveva però riflettuto sullo scomodo vicino di casa: il comune di Pieve Vergonte, sede di uno dei diciassette siti contaminati di interesse nazionale e tuttora sede di un'industria chimica (la Tessenderlo ex-Enichem) a rischio di incidente rilevante, in classe A per la legge Seveso. Adesso il caso esplode: il filmato elvetico ha riportato in primo piano la questione DDT, il parlamentare Marco Zacchera ha fatto un'interrogazione al suo ministro Matteoli sull'opportunità di stabilire la sede colà, e ci sono diverse dichiarazioni sul tema (v. sotto, da La Stampa). Noi, che da anni, senza demordere, ci occupiamo della questione, cercando di bucare la coltre dell'indifferenza, abbiamo mandato a La Stampa una lettera (v. sotto).
LETTERA A LA STAMPA
 
NASCONDERE LO SPORCO SOTTO IL TAPPETO ALLA LUNGA NON GIOVA
 
Dopo quasi un secolo di permanenza in Valle Ossola, a Pieve Vergonte, di un'industria chimica oggi decotta, dopo una vergognosa denuncia nel '96 da parte elvetica, ribadita dall'allora ministro italiano Edo Ronchi sullo stato di inquinamento gravissimo del luogo e dell'ecosistema lacustre a valle del luogo, dopo il recente filmato della televisione elvetica, che ha rivelato fatti scandalosi del degrado ambientale e politico in cui è avvolta la vicenda, adesso si risveglia (finalmente!) anche il Parco Nazionale Valgrande, che era intenzionato a porre la sua sede definitiva a Vogogna, paese contiguo a Pieve Vergonte e tutto contenuto nei cerchi di massimo rischio tracciati dagli esperti regionali intorno agli impianti chimici Tessenderlo ex-Enichem, azienda compresa tra quelli di classe A della Legge Seveso. Certamente non è elegante che un parco nazionale "wilderness" si trovi a convivere con una situazione di gravissimo inquinamento e di continua allerta di incendi e di esplosioni. Condivido le preoccupazioni dell'ente, e sollecito i politici che ne hanno competenza a tenerne conto e a trovare una soluzione più consona per la sede del parco. Ma anche mi chiedo: in questi anni trascorsi, in quanti eravamo a dire, scrivere, premere, supplicare, affinché si ponesse mano definitivamente alla bonifica integrale del sito di Pieve Vergonte? affinché la chimica di Pieve Vergonte si trasformasse nella chimica della bonifica, dove le maestranze, dismessa la pericolosa produzione di cloro e di cloroderivati, potessero acquisire un sapere da spendere poi anche altrove?