IL NUOVO PIANO GENERALE
DEI TRASPORTI
E DELLA LOGISTICA

LE PROPOSTE DI WWF E LEGAMBIENTE PER UNA MOBILITÀ SOSTENIBILE

Roma, 12 ottobre 2000
Ex chiesa di Santa Marta, Piazza del Collegio Romano
ore 9,30 - 13,30

LA MOBILITÀ IMMOBILE

LEGAMBIENTE E WWF:
"IL GOVERNO ITALIANO INADEMPIENTE AGLI ACCORDI DI KYOTO"


MENTRE IL TRASPORTO SU STRADA ASSORBE IL 60 % DEL TRAFFICO MERCI E L’85% DI QUELLO PASSEGGERI, IL PGT RILANCIA UN QUADRO DI OPERE DATATO: "VARIANTE DI VALICO, AUTOSTRADA BRESCIA-MILANO, PEDEMONTANA LOMBARDA E VENETA: IL VECCHIO CHE AVANZA"

GLI ESEMPI EUROPEI E LE RICHIESTE DEGLI AMBIENTALISTI: "SPOSTARE IN 10 ANNI SU FERRO E CABOTAGGIO IL 10% DEL TRAFFICO MERCI, AUMENTARE GLI SPOSTAMENTI SUL TRASPORTO PUBBLICO URBANO DEL 10%"

"Cinque anni di impegni, discussioni, buone intenzioni e alla fine la montagna ha partorito il topolino, con le sembianze di un Piano Generale dei Trasporti e della Logistica che individua, come nuove infrastrutture prioritarie, principalmente nuove autostrade: l’autostrada Brescia-Milano, la Pedemontana Lombarda e Veneta, la Variante di Valico. Opere di per sé discutibili e che comunque rispondono a una domanda concentrata su una parte ridotta del territorio e della rete stradale, là dove la vera emergenza italiana in fatto di mobilità è l’attuale squilibrio modale che vede la stragrande maggioranza delle merci e dei passeggeri viaggiare su strada".

E’ il giudizio di Legambiente e Wwf sul Pgt presentato di recente dal governo, giudizio espresso dai due presidenti Ermete Realacci e Fulco Pratesi nel corso di un convegno tenuto questa mattina a Roma al quale hanno partecipato, tra gli altri, i Ministri Bersani e Bordon.

Da anni Legambiente e Wwf chiedevano un nuovo Pgt, strumento indispensabile per definire il quadro degli interventi infrastrutturali e le priorità di intervento in base a criteri integrati. Ma il documento approvato, se da una parte definisce indirizzi strategici condivisibili - sviluppo del traffico merci sulle medie-lunghe distanze attraverso cabotaggio e trasporto combinato, miglioramento della utilizzazione delle infrastrutture e dei servizi con politiche di regolazione, tariffazione e controllo tecnologico, interventi in ambito urbano legati alla logistica e alla riduzione dell’inquinamento atmosferico attraverso l’introduzione dei Piani Urbani della Mobilità — dall’altra non fornisce un’indicazione chiara degli obiettivi per riequilibrare il sistema.

IL NUOVO PGT: PRIORITA’ ALLE AUTOSTRADE

E PROTOCOLLO DI KYOTO NEL CASSETTO

I trasporti rappresentano, in Italia, uno dei settori dove è più grave il ritardo in termini di liberalizzazione, efficienza e trasparenza nel confronto con i Paesi europei. Lo stato di collasso e degrado del nostro sistema della mobilità è bene evidenziato nel Pgt:

il 60% dei flussi extraurbani si concentra su appena il 2 % della rete

il trasporto su strada è largamente prevalente (60 % del traffico merci e 85% di quello passeggeri)

metà della domanda di trasporto stradale è concentrata in cinque regioni del Nord

tre quarti della movimentazione merci si svolgono su brevi e medie distanze

Il nuovo Piano prevede investimenti in opere per complessivi 205mila miliardi. Suddivisi in 74mila per strade, 94mila per ferrovie, 6mila per porti e 25mila per il trasporto pubblico locale. Gli investimenti "prioritari" ammontano a 103.000 miliardi. Mancano nel piano gli obiettivi da perseguire con gli interventi previsti e i parametri per valutare l’efficacia delle strategie proposte. E i numeri oltretutto "ingannano": dei 55.000 miliardi di investimenti ferroviari prioritari, circa la metà si riferisce ad interventi già in vcia di attuazione o già finanziati, mentre tutti i 39.000 miliardi stanziati per nuove opere autostradali prioritarie sono per investimenti futuri, e oltretutto vanno ad aggiungersi ai 20.000 miliardi previsti con la proroga delle concessioni autostradali. Ma non basta: nella legge Finanziaria 2001 le risorse assegnate all'Anas (7200 mld) sono superiori alle risorse assegnate alle Ferrovie (7000 mld), e sommando alle risorse attribuite all'Anas gli investimenti connessi alle proroghe delle concessioni autostradali e i progetti parzialmente autofinanziati, emerge chiaramente un evidente sostegno al rilancio stradale ed autostradale in Italia.

Italia, dunque, sempre più lontana dall’Europa, come dimostra un semplice confronto tra il nostro Pgt e il Programma decennale presentato a settembre dal governo Blair: il piano britannico destina per le ferrovie 191mila miliardi, per il trasporto pubblico locale 187mila miliardi e per strade nazionali e le autostrade solo 65mila miliardi. Questo perché a Londra si sono dati obiettivi precisi: aumentare del 50% il traffico ferroviario passeggeri e addirittura dell’80 % quello merci.

Per l'analisi della crescita della domanda di mobilità al 2010, sono stati elaborati nel Pgt due scenari per il traffico di medio e lungo raggio: uno scenario "basso" (assai contenuto) ed uno scenario "alto" assai più realistico. In questo secondo caso, la mobilità dei passeggeri aumenterebbe del 36% rispetto ad oggi, quella delle merci del 30%: e la strada, in assenza di politiche correttive, assorbirebbe oltre l'85% dell’aumento stimato della domanda di mobilità, sia per le merci che per i passeggeri: "La verità — hanno dichiarato i Responsabili Trasporti di Legambiente e Wwf Edoardo Zanchini e Anna Donati — è che se come è molto probabile la domanda di mobilità continuerà a crescere ai ritmi attuali (+4% all’anno tra il 1980 e il 1995), la strategia di riequilibrio modale e di riduzione dell’impatto ambientale delineate nel Pgt sono destinate a sgretolarsi".

Per Legambiente e Wwf, la fragilità del nuovo Pgt è confermata dal fatto che in esso l’obiettivo di abbattimento delle emissioni di anidride carbonica sottoscritto dall’Italia in attuazione del Protocollo di Kyoto (-6,5% entro il 2008-2012 rispetto ai livelli del ’90) viene esplicitamente smentito: "Il Piano — ha detto ancora Zanchini e la Donati — indica come massimo obiettivo realizzabile una stabilizzazione delle emissioni dovute al settore dei trasporti, e se si pensa che proprio la mobilità è una delle fonti principali delle emissioni di anidride carbonica, si capisce quanto l’intera impostazione sia rinunciataria e inadeguata".

Nel corso del convegno di questa mattina, Legambiente e Wwf hanno proposto alcuni correttivi per migliorare il Pgt. Questi i principali:

1. Individuare obiettivi prioritari per i prossimi 10 anni, obiettivi quantificati e verificabili:

Spostamento su ferro e cabotaggio del 10% del traffico merci

Aumento degli spostamenti sul trasporto pubblico urbano del 10%

Riduzione dei consumi energetici legati al sistema dei trasporti del 3%

Una politica della mobilità orientata alla stretta osservanza degli impegni di Kyoto

2. Introdurre la Valutazione Ambientale Strategica per rendere efficaci e sostenibili le opere infrastrutturali previste nel Piano.

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