PUBBLICATA LA SEVESO-BIS
Sulla G.U. del 28/9/99 è stata pubblicato il Decreto Legislativo n. 334 (17/8/99) in "Attuazione della direttiva 96/82/CE, relativa al controllo dei PERICOLI DI INCIDENTI RILEVANTI connessi con determinate sostanze pericolose"
Finalmente è legge dello Stato anche in Italia la direttiva europea che aggiorna la normativa sulle industrie passibili di INCIDENTI RILEVANTI (scoppi, incendi, emissioni di sostanze pericolose per la salute e per l'ambiente).
Per quanto riguarda il territorio del VCO, essa andrà a sanare l'anomalia di grandi industrie ad evidente rischio di incidente rilevante, che non ricadevano sotto la normativa precedente (legge 175/88, detta legge Seveso), soprattutto perchè non venivano conteggiati, nel computo totale delle sostanze pericolose presenti negli stabilimenti, i quantitativi stoccati e non immediatamente in lavorazione.
Aziende come Acetati e Italpet di Verbania, Vinavil di Villadossola e Tessenderlo di Pieve Vergonte (le ultime due parzialmente già soggette alla legge Seveso) dovranno entro un anno adeguarsi alla nuova normativa, che prevede, per le aziende a maggiore rischio, oltre alle normali misure di sicurezza, la trasmissione di una "notifica" al Ministero dell'ambiente e ad altri enti, la redazione di un "documento che definisca la politica di prevenzione", di un "rapporto di sicurezza" relativo al piano di gestione della sicurezza aziendale, di un "piano di emergenza interno". Le pubbliche Amministrazioni, nella loro pianificazione urbanistica, dovranno tenere conto del cosiddetto "effetto domino" e dell'esistenza di "aree ad elevata concentrazione di stabilimenti", che si rifletteranno obbligatoriamente in misure cautelari nei confronti dell'urbanizzazione contigua. La prefettura avrà il compito di redigere il "piano di emergenza esterno", mentre il sindaco metterà a conoscenza capillarmente la popolazione dei rischi e delle loro conseguenze.
La nuova normativa, che non deve essere considerata penalizzante per le aziende, ma anzi inizio di un rapporto nuovo in chiarezza e in trasparenza tra le aziende stesse e la popolazione circostante, potrà evitare incidenti drammatici e indicherà agli Amministratori pubblici la strada obbligata per far convivere sviluppo e ambiente.
Amelia Alberti
Legambiente
15-ott-99