
Nella foto: La strada che tenta di arrampicarsi
alle future (?) cave
STRADA DI VOGOGNA, NEWS
La strada di Vogogna conosce anche l'intervento
del Ministero dello Sviluppo economico.
Che finalmente si dica stop?
10.10.06
Il 4.7.06 la Direzione generale Coordinamento
Incentivi alle imprese, Centro di Coordinamento per i Patti Territoriali,
presso il Ministero dello Sviluppo Economico, scriveva alla Provincia del VCO,
Ufficio Patto Territoriale, e p.c. alla Unicredit Banca d'Impresa, alla
Provincia, al Comune di Vogogna e al Circolo Verbano
di Legambiente, chiedendo con insistenza di ottenere finalmente le
controdeduzioni alle osservazioni inviate nei mesi precedenti dalla nostra
associazione, contraria da sempre alla costruzione della "strada di
arroccamento alle cave", che con ottimi argomenti dichiaravamo
inutile (per carenza di materiale estrattivo di cava) e dannosa
(per il grave impatto ambientale, oggi in parte visibile) e dispendiosa
(circa 3 ML di euro preventivati, giudicati da noi del tutto
sottostimati, di cui il 40% a carico del Comune). Il Ministero invitata la
Provincia a sospendere i finanziamenti, per autotutela. Eravamo ricorsi anche
al TAR Piemonte, contro l'impostazione della procedura di VIA comunale
(giudice e giudicato nella stessa persona!), che non si occupava dell'impatto
ambientale della cava, opera principale, ma per un errore tecnico del nostro
legale il ricorso veniva respinto. Ricorrevamo contemporaneamente anche a
tutti gli Enti territoriali e ministeriali, nonché alla Corte dei Conti,
perché si fermasse questa opera faraonica ingiustificata. Una parte dei
cittadini di Vogogna (soprattutto quelli della frazione Case Pratini) e la
minoranza consiliare non davano tregua all'Amministrazione Comunale, mentre i
camion e le ruspe cominciavano il loro lavoro di scavo e asportazione, andando
incontro anche ad un sequestro di cantiere, oggi in giudizio presso il
Tribunale di Verbania.
Il 13.7 e l'8.9 il dirigente della Provincia,
Dott. M. Ventrella, rispondeva finalmente al Ministero, allegando anche una
relazione tecnica redatta dal dirigente del Settore Cave della Provincia, ing.
M. Proverbio. Soltanto nei giorni scorsi sono entrata in possesso, dopo
reiterate richieste, dei documenti inviati al Ministero, sui quali desidero
esprimere un'opinione.
Pur comprendendo l'imbarazzo della Provincia, che
aveva approvato a scatola chiusa il progetto di Vogogna, e lo aveva ammesso al
finanziamento dei Patti Territoriali per lo Sviluppo, certamente lasciar
scorrere tre anni dalle nostre prime contestazioni, senza intervenire con
autorevolezza, è stato un errore politico da non ripetere.
Per quanto riguarda la relazione tecnica: l'ing.
Proverbio dichiara di non avere dati propri per valutare i luoghi, e di
redigere quindi la sua relazione unicamente sulla base di uno "Studio
giacimentologico del bacino estrattivo di Vogogna", non allegato, di cui non
viene detto l'autore, consegnatogli dal Comune di Vogogna. Ciononostante
Proverbio si sente di giungere alle seguenti conclusioni: delle
quattro cave, solo due sembrano presentare possibilità di coltivazione: la
Paradiso e la Cremosina, per quantitativi indicati netti di meno di 80.000 mc,
con un ricavo previsto di circa 11 ML di euro e un guadagno previsto (al netto
delle spese di coltivazione e delle opere accessorie, escludendo le opere
stradali) di circa 2 ML di euro in 10 anni. Cioè si è
attivato un investimento di soldi pubblici di 3 ML di euro per ricavarne 2 ML
in 10 anni. Complimenti! E la filiera della beola? E il Centro di
lavorazione? E la scuola? E lo sviluppo locale?
Dallo studio giacimentologico a disposizione,
l'ing. Proverbio mette in risalto una situazione di grave instabilità del
versante in zona cave, dove, in caso di lavorazioni con i grandi macchinari
moderni, una gran massa di detriti delle precedenti lavorazioni pencolante sul
versante del rio Dresio, ne minaccerebbe il collasso con conseguente effetto
diga e tracimazione, ponendo a rischio la popolazione sottostante.
Si spera che il Ministero, letta la relazione e le
nostre considerazioni, dichiari chiusa l'avventura della strada di Vogogna,
con l'obbligo della messa in sicurezza e di ripristino dei luoghi