Nella foto: Pallanza vista dall'isola Madre
 
 

MONTEFIBRE E ACETATI A GIUDIZIO

Hanno inizio i processi a Montefibre

e ad Acetati (appello)

26.10.05

Per quanto riguarda il processo di primo grado Montefibre (amianto), vi trascrivo sotto il pezzo da La Stampa. Significativo che finalmente il Comune di Verbania, pur tra molte contraddizioni (tra cui la richiesta ridicola di 1 euro di risarcimento, per dodici cittadini lavoratori morti di mesotelioma!) abbia chiesto (ma non ottenuto) di costituirsi parte civile. E' segno che qualcosa cambia. Come forse ricordate, a noi non è stato concesso di costituirci, per il ragionevole motivo che in quei tempi neppure c'eravamo. Seguiremo con ansia tutta la vicenda processuale e forse organizzeremo un'assemblea pubblica sul tema, chiamando anche Medicina Democratica.
Per quanto invece riguarda il processo d'appello Acetati (scarichi a lago), ieri si è tenuta la prima udienza, nel silenzio de La Stampa. Il clima era molto positivo. Noi siamo parte civile attiva anche nelle udienze d'appello, dove abbiamo presentato documenti nuovi, successivi alla sentenza di primo grado, che a nostro avviso inchiodano Acetati alle sue responsabilità. Il procuratore dott. Argentieri ha dichiarato di fare suoi i nostri documenti. Se le cose andranno bene, avremo dato una lezione di alto profilo, che ha segnato anche la giurisdizione, tanto che le lobbies della chimica stanno attivamente operando per modificare i punti cardine della legislazione favorevole all'ambiente (nel caso specifico, stanno cercando di restringere al massimo la definizione di sostanze cancerogene non diluibili, riservandola unicamente a quelle di classe 1 super!). Non abbassiamo la guardia: i nostri nipoti si aspettano molto da noi, e noi da loro.
26 Ottobre 2005

Aristide Ronzoni
VERBANIA
Il Comune di Verbania non è stato ammesso a parte civile nel processo ai 17 ex dirigenti e tecnici di Montefibre accusati di omicidio colposo plurimo e lesioni per la morte, sopraggiunta in epoche diverse, di 12 operai colpiti da mesotelioma maligno alla pleura causato dall’esposizione a polveri di amianto. Lo ha deciso il giudice monocratico Elena Stoppini che ha invece accolto la costituzione a parti civili di altri due famiglie di operai deceduti e del sindacato Cgil provinciale. Sono quindi 11 le parti civili familiari alle quali si aggiungono l’associazione «Medicina Democratica», i sindacati Cisl e Cgil provinciali. Il giudice ha motivato l’esclusione della municipalità verbanese, che ha richiesto il risarcimento simbolico di 1 euro, ritenendo che non rappresenti interesse diffuso nella causa. Amareggiato il sindaco Zanotti: «L'Amministrazione ha fondato la richiesta sul danno complessivo arrecato alla comunità cittadina dal comportamento negligente dei responsabili dell'unità produttiva. Esprimiamo solidarietà e vicinanza alle famiglie delle persone decedute per mesotelioma e assicuriamo la prosecuzione di tutte le iniziative utili a rimuovere le condizioni potenzialmente a rischio presenti nelle unità produttive della città».
Dopo aver disposto la chiusura della fase delle eccezioni preliminari, il giudice ha rinviato al 13 dicembre il prosegiumento del processo che entrerà così nel vivo dibattimentale. Gli imputati, tutti ormai in pensione, sono ex dirigenti e responsabili dell’allora polo chimico Montefibre. Secondo l’accusa sostenuta dal sostituto procuratore Nicola Mezzina non avrebbero assunto, ognuno per le rispettive responsabilità, misure idonee ad evitare l’esposizione degli operai alle poveri di amianto. Alla sbarra sono chiamati Ugo Andres, 84 anni, Antonio Belloni, 86 anni, Luigi Ceriani, 79 anni, Giovanni D’Arminio Monforte, 78 anni, Santo Dell’Agnese, 83 anni, Alberto Grandi, 83 anni, Carlo Massimiliano Bottacco Gritti, 78 anni, Giorgio Mazzanti, 77 anni, Rinaldo Mazzetti, 84 anni, Luigi Pece, 78 anni, Antonio Pellegrini, 76 anni, Giorgio Pisani, 89 anni, Gianluigi Poletti, 67 anni, Bruno Quaglieri, 78 anni, Mario Manera Valeri, 84 anni, Carlo Vannini, 70 anni, Luciano Varalda, 72 anni.
«Siamo certi di rappresentare interessi e dignità di tutti i lavoratori - ha commentato a udienza conclusa la segretaria provinciale Cgil, Clara Aldera - e per la loro sicurezza ci siamo battuti ripetutamente in passato e continueremo a farlo»