Nella foto: Una captazione a scopo idroelettrico
 
 
QUANTO IDROELETTRICO ANCORA?
Ecco la prospettiva per il VCO, da qui al 2010
29.10.05
 
Ieri mattina, ven. 28 ottobre, siamo stati ricevuti in delegazione dall'ass.re prov.le all'ambiente, Gianni Desanti, che si è mostrato estremamente disponibile e aperto. C'eravamo io stessa, Italo Orsi di Italia nostra, un rappresentante di Cannobio e due di Macugnaga. All'odg dell'incontro il futuro dello sfruttamento idroelettrico "nuovo" delle acque del VCO, argomento che, come sapete, ci preoccupa in modo eccezionale. L'assessore ci ha riassunto le tappe obbligate: presentazione al consiglio del Piano Energetico Provinciale, che fatti contingenti hanno fatto slittare a gennaio, e inserimento della programmazione idroelettrica desunta dal PEP nel Piano Territoriale Provinciale, sovraordinato, in fase di elaborazione già da tre legislature. Come abbiamo più volte ricordato, il PEP ha recepito (anche per nostro suggerimento), in fase di adozione da parte della Giunta, il limite massimo di nuovo sfruttamento idroelettrico, ponendo un paletto a 35 MW nuovi fino al 2010, vale a dire una trentina di nuove centraline idroelettriche, contandole a partire dalla data di approvazione del Piano Energetico Ambientale Regionale, cioè da tutto il 2004. Il limite di 35 MW scende dal limite di 150 MW nuovi previsti dal PEAR per tutto il Piemonte fino al 2010. Forse anche ricorderete che attualmente giacciono presso gli uffici provinciali, per dar seguito alle procedure autorizzative, domande per circa 60 MW nuovi, e molte altre sono in arrivo. Di fronte alle ipotesi di nuove centraline, le posizione divergono: chi si schiera a favore, sperando in lauti guadagni, chi si schiera contro, rimpiangendo la bellezza dei torrenti e delle cascate e la felicità dei pesci liberi di sguazzare e di tutta la natura intorno. I giornali hanno parlato recentemente della contrarietà manifestata dai cittadini di Antrona in difesa della cascata del rio Banella, dai cittadini di Macugnaga contro la centralina che porterebbe via le acque di Anza, Roeffel, Fontanone (felice invece il sindaco Valsesia) e della contrarietà dei cittadini di Calasca Castiglione che difendono la val Segnara (felici invece molti amministratori). Aspettiamo quindi che il PEP approdi in gennaio all'approvazione del Consiglio Provinciale e iniziamo a fare il calcolo a ritroso, segnando con una crocetta a lutto tutti i torrenti che verranno sacrificati fino alla fatidica meta di 35 MW. In attesa che nel VCO, che all'idroelettrico ha già dato troppo in passato, la stagione di nuovi prelievi si possa dichiarare conclusa, ci siamo permessi di concordare con l'assessore Desanti la ragionevolezza di sfruttare senza remore a fini idroelettrici le cadute d'acqua degli acquedotti di montagna o degli scarichi dei depuratori. Per avere energia elettrica pulita e rinnovabile, nel futuro del VCO vediamo ormai soltanto due strade: la razionalizzazione dei consumi e l'uso di pannelli solari.