Ieri mattina, ven. 28 ottobre, siamo stati ricevuti in delegazione dall'ass.re
prov.le all'ambiente, Gianni Desanti, che si è mostrato estremamente
disponibile e aperto. C'eravamo io stessa, Italo Orsi di Italia nostra, un
rappresentante di Cannobio e due di Macugnaga. All'odg dell'incontro il
futuro dello sfruttamento idroelettrico "nuovo" delle acque del VCO,
argomento che, come sapete, ci preoccupa in modo eccezionale. L'assessore
ci ha riassunto le tappe obbligate: presentazione al consiglio del Piano
Energetico Provinciale, che fatti contingenti hanno fatto slittare a
gennaio, e inserimento della programmazione idroelettrica desunta dal PEP nel
Piano Territoriale Provinciale, sovraordinato, in fase di elaborazione già
da tre legislature. Come abbiamo più volte ricordato, il PEP ha recepito
(anche per nostro suggerimento), in fase di adozione da parte della
Giunta, il limite massimo di nuovo sfruttamento idroelettrico, ponendo un
paletto a 35 MW nuovi fino al 2010, vale a dire una trentina di nuove
centraline idroelettriche, contandole a partire dalla data di approvazione
del Piano Energetico Ambientale Regionale, cioè da tutto il 2004. Il
limite di 35 MW scende dal limite di 150 MW nuovi previsti dal PEAR per
tutto il Piemonte fino al 2010. Forse anche ricorderete che attualmente
giacciono presso gli uffici provinciali, per dar seguito alle procedure
autorizzative, domande per circa 60 MW nuovi, e molte altre sono in
arrivo. Di fronte alle ipotesi di nuove centraline, le posizione
divergono: chi si schiera a favore, sperando in lauti guadagni, chi si
schiera contro, rimpiangendo la bellezza dei torrenti e delle cascate e la
felicità dei pesci liberi di sguazzare e di tutta la natura intorno. I
giornali hanno parlato recentemente della contrarietà manifestata dai
cittadini di Antrona in difesa della cascata del rio Banella, dai
cittadini di Macugnaga contro la centralina che porterebbe via le acque di
Anza, Roeffel, Fontanone (felice invece il sindaco Valsesia) e della
contrarietà dei cittadini di Calasca Castiglione che difendono la val
Segnara (felici invece molti amministratori). Aspettiamo quindi che il PEP
approdi in gennaio all'approvazione del Consiglio Provinciale e iniziamo a
fare il calcolo a ritroso, segnando con una crocetta a lutto tutti i
torrenti che verranno sacrificati fino alla fatidica meta di 35 MW. In
attesa che nel VCO, che all'idroelettrico ha già dato troppo in passato,
la stagione di nuovi prelievi si possa dichiarare conclusa, ci siamo
permessi di concordare con l'assessore Desanti la ragionevolezza di
sfruttare senza remore a fini idroelettrici le cadute d'acqua degli
acquedotti di montagna o degli scarichi dei depuratori. Per avere energia
elettrica pulita e rinnovabile, nel futuro del VCO vediamo ormai
soltanto due strade: la razionalizzazione dei consumi e l'uso di pannelli
solari.