Nella foto: Un panorama sulla Valgrande
 
 
CHI HA PAURA DEL PARCO?
La nuova sede del parco nazionale Valgrande
solleva antiche e nuove questioni
22.11.02
 
Su La Stampa (v. sotto) è pubblicata una lettera dell'amico Italo Orsi di Italia Nostra, consigliere del Parco Valgrande, che apre un interrogativo grande come una voragine: Chi non vuole che l'area del parco si ingrandisca verso i territori dei comuni circostanti e verso i centri urbani? Il parco nazionale Valgrande è nato per tutelare la wilderness di quella zona. E' nato e cresciuto quasi in punta di piedi. Al contrario di altri parchi, questo non ha mai avuto storie con gli abitanti, infatti si era ritagliato uno spazio sulle vette, già in parte riservato, di nessun interesse speculatorio. Persino i cacciatori giudicano il parco un buon posto per la riproduzione delle specie cacciabili. Il problema è sorto all'arrivo dei finanziamenti miliardari, utili per le opere di tutela e ripristino e per tenere tranquilli gli abitanti e i sindaci riottosi ai vincoli ambientali connessi ai parchi. I soldi, infatti, vanno spesi nel parco e per il parco, sia pure con qualche escamotage verso i territori circostanti. Ma, come spendere tanti miliardi per un posto di cui si vuole conservare la naturale integrità? La capra mangia i cavoli oppure muore di fame, sembra di poter dire. Finalmente e inaspettatamente il Comune di Vogogna entra con tutto il suo centro storico nel parco e si candida, unico, alla sede del parco stesso, a pieno titolo. (Su questo punto abbiamo sollevato l'eccezione di inopportunità, per la vicinanza estrema a Pieve Vergonte, come forse ricordate). Appare evidente la ritrosia del Parco ad accogliere la candidatura di Vogogna, tanto da far usare da molti la dizione "silenzio assordante" nei confronti della sua presidente, che sul punto non si esprime, in attesa del parere del Ministro. Come si risolverà la cosa?
 
Del 22/11/2002 Sezione: Novara Pag. 45)

LETTERE AL GIORNALE


Chi ha paura del Parco
e non lo vuole ampliare?

Il dottor Borghi, sindaco di Vogogna e presidente nazionale dell'Uncem, lamenta la scarsa attitudine degli Enti Parco ad effettuare investimenti, lasciando così inutilizzati consistenti fondi di cassa. Quello che dice è verissimo. Il Ministro dell'Ambiente, ha dichiarato che al suo Ministero sono giacenti circa trecento miliardi, stanziati a favore dei parchi nazionali, che questi non riescono a spendere. Domanda: perché succede? Il dottor Borghi sostiene che dipende dalla scarsa efficienza amministrativa degli Enti e dalle procedure burocratiche farraginose. Anche in questa osservazione c'è del vero. Tuttavia, la risposta potrebbe essere un'altra. Il Ministero ha disposto che i fondi debbano essere spesi entro i limiti geografici delle aree protette. Queste sono state istituite per la «conservazione e valorizzazione del patrimonio naturale della Nazione». Per conservare la natura non occorrano grandi investimenti. Al contrario, questi potrebbero risultare dannosi e controproducenti. Per superare l'impasse basterebbe ampliare i parchi al di là delle aree più abbisognanti di stretta protezione, includendovi, per esempio, territori meno pregiati o i nuclei antichi. Ciò che ha fatto, con molta saggezza e lungimiranza, il Comune di Vogogna: il quale accoglierà, per questo e solo per questo, la sede del Parco Valgrande (stanziamento sei miliardi). Perché non viene ampliato il «nostro» Parco, il più piccolo d'Italia con i suoi 15.000 ettari? Basterebbe estenderlo alle aree limitrofe più impervie e completamente disabitate per raddoppiarne la superficie. Qui sarebbe più facile effettuare investimenti, per esempio per il recupero di alpeggi e casolari, per attività turistiche e didattiche; oppure, come nel Comune di Vogogna, che ha incluso il suo centro storico, per il restauro di edifici che altrimenti andrebbero in rovina. Allora, chi ha paura del Parco? Nello scorso agosto, in un convegno informale fra pubblici amministratori, presente il «padre» della legge nazionale dei parchi, l'on. Gianluigi Ceruti, è stata messa sul tavolo una proposta di ampliamento. Ne è seguito un assordante silenzio. Italo Orsi , consigliere del Parco nazionale Valgrande