
24.11.02
Nella foto: l'ingresso di Acetati-Italpet a Verbania
Si' 42% - NO 58%
Un commento ai risultati del referendum
24.11.02
Il referendum comunale propositivo promosso
dal Circolo Verbano di Legambiente, per permettere ai cittadini di disegnare
un futuro senza il Polo chimico nel cuore della città di Verbania, ha avuto
il seguente esito:
Totale iscritti 26.312
Totale votanti 6.525 (24,80 %)
Sì 41,79 %
No 58,21 %
Tecnicamente si può riconoscere che i votanti
sono stati una frazione ridotta della popolazione e che la tesi dei proponenti
il referendum non ha prevalso.
Che cosa è successo ad un'iniziativa, che era
partita con il vento in poppa e che si prevedeva largamente vincente?
Innanzitutto essa ha trovato compatte per il No le
forze di centro-sinistra che governano la città, indispettite da questa
intrusione dei cittadini in faccende di strategia urbanistica, trovando
l'appoggio di Unione Industriali, Confcommercio, associazioni di
artigiani. L'iniziativa doverosa e meritoria della Magistratura, che ha
sequestrato gli scarichi a lago delle aziende, ha poi rotto definitivamente
gli argini, usata come strumento spregiudicato per scatenare gli animi dei
lavoratori e dei loro famigliari, convinti che referendum e Magistratura
fossero i loro nemici e i loro affamatori. I lavoratori, posti a zero ore
dalle aziende, si sono sfrenati in una campagna referendaria per il No oltre
ogni limite della decenza, creando un clima di terrorismo psicologico
insopportabile, a cui è stato vano opporsi. In questo clima il risultato
raggiunto dai Sì è forse da considerare un buon risultato, e noi siamo grati
a tutti i cittadini che hanno comunque scelto di votare Sì, alle
strutture regionali e nazionali di Legambiente che ci hanno sostenuto e
incoraggiato apertamente, e alle forze politiche locali che hanno affiancato
un'iniziativa così straordinaria e rischiosa: AN, PRC, Lega Nord, Socialisti.
Per quanto riguarda l'affluenza alle urne, il
tempo inclemente, segnato da una pioggia battente ininterrotta, ha collaborato
di certo a tenere in casa gli incerti, i dubbiosi, gli indifferenti.
Il referendum è adesso concluso, ma il problema
delle fabbriche ad elevato impatto ambientale nel cuore della città resta
aperto. Non si risolvono i problemi a colpi di menzogne e di slogan. Alla
lunga la verità trova sempre la via di casa: basta indicargliela.