INQUINAMENTO URBANO E SALUTE IN ITALIA E IN EUROPA:

Dall'evidenza dei dati all'urgenza delle politiche

OMS, Centro Europeo Ambiente e Salute - Roma, Via Francesco Crispi 10

18 settembre 2000 - ore 9.30-13.30

Comunicato Stampa

Emergenza Inquinamento
Nelle 8 maggiori citta' italiane l'inquinamento atmosferico urbano responsabile di 3.472 decessi, 4.597 ricoveri ospedalieri, decine di migliaia di casi di disturbi bronchiali e asmatici ogni anno
I costi dell'emergenza smog in Austria, Francia e Svizzera in uno studio recente

Legambiente: "la salute dei cittadini deve essere interesse prioritario degli amministratori"

Oms: "occorrono provvedimenti di contenimento delle emissioni che coinvolgano i cittadini"
Al via le Domeniche Ecologiche e la Giornata Europea Senz'Auto

10 morti al giorno per smog. 10 vittime dell'inefficenza delle politiche italiane in tema di mobilità e inquinamento urbano.

3.472 decessi ogni anno, 4.597 ricoveri ospedalieri, decine di migliaia di casi di disturbi bronchiali e asmatici. I dati discussi oggi da Legambiente e Oms nel corso di un seminario su "Inquinamento urbano e salute in Italia e in Europa: dall'evidenza dei dati all'urgenza delle politiche", appaiono drammaticamente gravi. Lo studio del Centro Europeo Ambiente e Salute dell'Oms mette infatti in evidenza l'impatto sulla salute dei cittadini delle alte concentrazioni di inquinanti nell'aria delle nostre città, calcolando le morti, i ricoveri ospedalieri ed i casi di malattia imputabili alle concentrazioni medie di PM10 (la frazione respirabile delle polveri che grazie al piccolo diametro può arrivare sino alle vie più profonde portandosi dietro sostanze altamente inquinanti e spesso cancerogene come il benzo(a)pirene).

L'attuale normativa europea - applicata solo dalla Regione Lombardia, che si pone così all'avanguardia in Italia e in Europa - stabilisce provvedimenti di limitazione della circolazione quando il limite di attenzione di 50 microgrammi per metro cubo di polveri giornalieri viene superato per più giorni di seguito, e il blocco totale della circolazione in caso di superamento del livello di allarme pari a 100 microgrammi per metro cubo. Per quanto riguarda la media annuale, invece, la normativa europea fissa un limite di 40 microgrammi per metrocubo che si prevede addirittura di portare ad uno standard (entro il 2010) di 20m g/m3.

Vista la pericosità di queste polveri sarebbe utile che tutte le amministrazioni regionali prendessero a modello quella lombarda.

L’impatto dell’inquinamento da PM10 sulla salute dei residenti stimato nelle 8 maggiori città italiane, ha rivelato che nella popolazione di oltre trenta anni, il 4.7%

di tutti i decessi osservati nel 1998, pari a 3.472 casi, è attribuibile al PM10 in eccesso di 30m g/m3. In altre parole, riducendo il PM10 ad una media di 30m g/m3 si potrebbero prevenire circa 3.500 morti all’anno nelle 8 città. Si sono ottenute poi stime di migliaia di ricoveri per cause respiratorie e cardiovascolari, e decine di migliaia di casi di bronchite acuta e asma fra i bambini al di sotto dei quindici anni, che potrebbero essere evitati riducendo le concentrazioni medie di PM10 a 30m g/m3.

Un sostanziale numero di decessi, ricoveri ospedalieri e disturbi respiratori, specie nei bambini, sono attribuibili quindi all’inquinamento atmosferico urbano, nell'ordine di grandezza di migliaia o decine di migliaia di casi per anno nelle otto maggiori città italiane.

"La salute pubblica va salvaguardata con ogni mezzo - ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente Ermete Realacci - Amministratori e sindaci devono impegnarsi in maniera decisiva affinché quello dell’inquinamento non sia più il principale male delle nostre città. Migliorare la mobilità, rendere più veloci i percorsi degli autobus proteggendo le corsie preferenziali, sostenere l’uso di mezzi alternativi: dal car-sharing all’auto in multiproprietà, fino alla sperimentazione di veicoli alimentati con tecnologie più moderne e ecocompatibili, sono tutti possibili interventi per contenere l’inquinamento atmosferico, ottenendo importanti ricadute in termini di salute e di costi sociali. Diamo quindi la parola ai cittadini con i referendum consultivi in tema di traffico e mobilità".

"I nostri dati - ha spiegato Roberto Bertollini, direttore del Centro Europeo Ambiente e Salute dell’OMS - dimostrano la gravità dell’inquinamento atmosferico nelle città italiane. Questo studio non considera che una parte del problema (alcuni effetti delle polveri fini) e fornisce verosimilmente una sottostima, ma è ormai evidente che migliaia di cittadini italiani di tutte le età che vivono nelle grandi città si ammalano e muoiono a causa dell’inquinamento urbano che si somma e moltiplica gli effetti di altri fattori di rischio per la salute. Decine di migliaia di attacchi d’asma e casi di bronchite acuta nei bambini sono evitabili. E sfortunatamente il problema è condiviso dalle città italiane con altre metropoli europee, come dimostrato da un recente studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Lancet ed effettuato con la stessa metodologia da noi impiegata in Italia. Occorre promuovere politiche di contenimento delle emissioni che coinvolgano i cittadini, e che mirino ad una effettiva e duratura riduzione dell'inquinamento atmosferico che nelle città italiane è principalmente e per gran parte dell'anno associato al traffico veicolare".

I benefici potenzialmente raggiungibili dipendono naturalmente da quanto si riducono le concentrazioni. Con abbassamenti più o meno accentuati, i benefici sarebbero in proporzione. Ad esempio per la mortalità (ma analoghe considerazioni valgono per tutti gli esiti sanitari): riducendo l’inquinamento a 40m g/m_ sarebbe possibile evitare circa 2000 morti; riducendolo a 30m g/m_ sarebbe possibile evitarne circa 3500; riducendo l’inquinamento a 20m g/m_ sarebbe possibile evitare circa 5500 morti.

Uno studio recente condotto in Austria, Francia e Svizzera sui costi sanitari dell'inquinamento atmosferico ha evidenziato che il numero dei casi di bronchite acuta nei bambini attribuibili all'inquinamento atmosferico (PM10 in totale) sono ben 543.300, di cui 300.000 dovuti proprio allo smog generato dal traffico veicolare. Dei 37.800 ricoveri ospedalieri determinati dall'inquinamento atmosferico, ben 25.000 sono dovuti ai veleni prodotti dal traffico, così come 162.000 casi di attacchi di asma nei bambini (sul totale di 300.900).

Su 30.5 milioni di giorni lavorativi ridotti a causa di malattie respiratorie, ben 16 milioni sono generati dall'inquinamento da traffico, mentre per la mortalità nei tre paesi, lo studio fornisce oltre 40.500 casi di cui 21.000 attribuibili sempre allo smog da traffico.

Nei tre Paesi l'inquinamento atmosferico riconducibile al traffico veicolare produce costi per 27 miliardi di Euro l'anno, pari a 360 Euro pro capite.

"Gli effetti dell'inquinamento atmosferico - ha dichiarato Bertollini - sono quindi tutt'altro che trascurabili. Non possiamo che raccomandare nuovamente di dare seguito con urgenza agli accordi sottoscritti dai Ministri di Sanità, Ambiente e Trasporti di oltre 50 paesi europei, che li impegna ad affrontare con più decisione questa emergenza per la sanità pubblica".

"A tal proposito - ha concluso Realacci - plaudiamo l'iniziativa del ministero dell'Ambiente di riavviare le domeniche a piedi (a partire dal primo ottobre) e speriamo che siano numerosissime le città che il 22 settembre aderiranno alla giornata europea senz'auto. Sorprende però che proprio Milano non sia tra queste. Si tratta infatti di misure utili ad incoraggiare i cittadini ad utilizzare i mezzi pubblici e a vivere i centri urbani in maniera più cauta, concedendoci un'aria migliore".

 


Tabelle relative agli studi condotti in Italia

Tabella 1. Concentrazioni medie annuali PM10 nelle 8 città italiane - 1999

µg/mc

 

µg/mc

Torino

53.8

Firenze

46.5

Genova

46.1

Roma

51.2

Milano

47.4

Napoli

52.1

Bologna

51.2

Palermo

44.4

Tabella 2. Esiti sanitari attribuibili a PM10 (concentrazioni superiori a 30 m g/m3), anno 1998

Proporzione sul totale

Stime approssimate al 95%

Numero casi

attribuibili al PM10

Mortalità totale (età>30)

4.7

3472

Ricoveri respiratori

3.0

1887

Ricoveri cardiovascolari

1.7

2710

Bronchite cronica (età>25)

14.1

606

Bronchite acuta (età<15)

28.6

31524

Attacchi d’asma (età<15)

8.7

29730

Tabella 3. Mortalità attribuibili all’inquinamento da PM10. Età >30 anni.

Num. dei casi

Percentuale sul totale degli esiti

Torino

420

5.7

Genova

260

3.9

Milano

441

4.2

Bologna

252

5.1

Firenze

181

4.0

Roma

1278

5.1

Napoli

444

5.3

Palermo

197

3.5

3472

4.7

Tabella 4. Ricoveri ospedalieri per cause respiratorie

città

Num. dei casi

Perc. sul totale degli esiti

Torino

243

3.6

Genova

119

2.5

Milano

370

2.7

Bologna

107

3.2

Firenze

30

2.5

Roma

648

3.2

Napoli

257

3.4

Palermo

114

2.2

Totale

1887

3.0

Tabella 5. Ricoveri ospedalieri per cause cardiovascolari

Numero dei casi

Perc. sul totale degli esiti

Torino

275

2.1

Genova

171

1.4

Milano

520

1.5

Bologna

148

1.9

Firenze

58

1.5

Roma

1007

1.9

Napoli

370

1.9

Palermo

163

1.3

Totale

2710

1.7

Tabelle relative allo studio europeo

Media annua pesata di concentrazioni di PM10 a cui è esposta la popolazione

Concentrazioni di PM10 — media annuale in m g/m3

Austria

Francia

Svizzera

PM10 in totale

26.0

23.5

21.4

PM10 attribuito al traffico veicolare*

18.0

(69,2%)

14.6

(62,1%)

14.0

(65,4%)

PM10 da altre fonti

8.0

8.9

7.4

*All'aumento dei livelli di concentrazione di PM10 corrisponde l'aumento della percentuale prodotta dal traffico veicolare

L’impatto sulla salute attribuibile all’inquinamento atmosferico da traffico veicolare nei tre Paesi (circa 73 milioni di abitanti).

Risultati quantitativi

Effetti

Numero di casi attribuibili a:

 

inquinamento atmosferico (PM10 in totale)

di cui generato dal traffico veicolare

Bronchite acuta nei bambini

543 300

300 000

Bronchite cronica negli adulti

471 100

25 000

Ricoveri ospedalieri per malattie respiratorie e cardiovascolari

37 800

25 000

Attacchi di asma nei bambini

300 900

162 000

Attacchi di asma negli adulti

733 300

395 000