FABBRICHE SI’ – FABBRICHE NO

Appassionante (ce ne occupiamo da tempo!) la discussione intorno alla questione ‘fabbriche sì – fabbriche no, a Verbania’.

Finalmente essa esce dal ghetto in cui era stata confinata e, grazie allo scontro e al confronto politico, si ripercuote sulla popolazione sconcertata.

Le fabbriche a Verbania: sì o no? E’ necessario domandarsi: quali fabbriche? Quelle chimiche obsolete, che mettono a repentaglio l’incolumità dei cittadini, e che inquinano aria e acqua? Quelle chimiche con poca manodopera, poco sapere e divoratrici di troppa energia?

Le fabbriche: ma dove? Isolate, oppure in mezzo alle case dove la gente vive e respira? A ridosso per decenni di un asilo nido e, oggi ancora, di una pista di atletica? In una città che vuole proporsi anche come polo di recupero della salute, con strutture nuove di zecca? Che vuole valorizzare i suoi beni ambientali, come fonte di benessere e di ricchezza?

Oggi, lo ripetono ossessivamente tutti, è tempo di sapienza, di know-how, di immaterialità: queste sono le qualità che devono avere le fabbriche di una città moderna, evoluta, ricca, istruita.

Le contraddizioni a Verbania stridono ed esplodono. Le decisioni del passato, che parevano sagge e univoche, ed erano soltanto miopi, si riversano su un presente che non le riconosce, perché non si riconosce più in esse.

Amelia Alberti, Legambiente Circolo Verbano, novembre 2000