ASS.RE PROV.LE ALLA TUTELA DELL’AMBIENTE

 

 

Oggetto: PIANO ENERGETICO PROVINCIALE – OSSERVAZIONI

 

Con riferimento al Piano Energetico Provinciale in fase di discussione, presentiamo le seguenti OSSERVAZIONI.

IL PIANO NON E’ CORREDATO DA RELAZIONE DI COMPATIBILITA’ AMBIENTALE.

Facendo riferimento alla LR 40/98, recante "Disposizioni concernenti la compatibilità ambientale e le procedure di valutazione", con particolare riguardo all’art. 20, notiamo che il Piano non è corredato dalla obbligatoria Relazione di compatibilità ambientale. Che non si tratti di documento pleonastico, che sarà possibile aggiungere in coda all’iter procedurale, è chiaramente detto nella Circolare del Presidente della GR 13.01.03, n. 1/PET.

Si chiede di provvedere al più presto e di rendere la Relazione disponibile per ulteriore eventuale Osservazione. (E’ anche possibile che la stesura della Relazione suggerisca modifiche sostanziali al Piano stesso).

NEL PIANO MANCANO I RIFERIMENTI AL SOPRASTANTE PIANO REGIONALE.

I Piani Energetici Provinciali sono tenuti a realizzare il corrispondente Piano Regionale, ovvero a discostarsene per motivi documentati (che sarebbe stato opportuno segnalare in fase di discussione del Piano regionale). Il PEP in esame nelle tabelle e nelle considerazioni non riporta con regolarità i confronti con gli omologhi valori regionali, rendendo in questo modo difficoltosa la valutazione per confronto della situazione locale. Sarebbe utile alla comprensione anche avere i dati nazionali di immediata consultazione.

Si chiede di completare il testo con i dati di confronto mancanti.

IL PIANO NON PRODUCE CONSIDERAZIONI POLITICHE, NE’ PROGRAMMAZIONE.

La prima parte del PEP è dedicata alla costruzione del Bilancio energetico, utilizzando i dati disponibili. Ne riportiamo qui sotto un’estrema sintesi, estrapolata.

Sintesi del BILANCIO ENERGETICO PROVINCIALE (ktep) (tab. 4.3.1)

importazioni (fossili)

 

produzione (idroelettrico)

produzione (termoelettrico)

produzione (cogenerazione)

produzione (tot.)

esportazioni (idroelettrico)

impieghi finali (tot.)

 

 

218,87

1,94

0,075

 

 

 

 

 

220,89

 

 

276,1

 

 

 

 

 

 

144,2

 

 

 

 

 

 

 

 

 

352,75*

* 276,1 + 220,89 – 144,2

impieghi finali

agricoltura

industria

trasporti

terziario

residenziale

tot.

0,15

137,19

77,83

29,01

108,57

352,75

0,2

38,9

22,0

8,2

30,7

100,0

Il bilancio presenta grossi motivi di riflessione ad ognuno che lo legga, sia sull’entità delle importazioni e dei consumi, sia sulle utenze finali (chimica di base energivora e a basso indice di occupazione) sia per le esportazioni di energia da fonte idroelettrica. Riflessioni politiche, che però non vengono fatte, tanto che il Piano sembra essere soltanto il ritratto asettico della situazione esistente. A meno che l’assenza di commenti non debba essere intesa come implicito assenso. Né dal bilancio la Provincia trae alcuna programmazione politica, che metta in moto meccanismi. Risulta in questa situazione difficile, se non impossibile, presentare Osservazioni al PEP.

Si chiede di completare il PEP con considerazioni e programmazioni politiche, ovvero di giustificare in termini politici l’assenza di commenti.

LA PRODUZIONE IDROELETTRICA ESAGERATA. MORATORIA.

Al centro del discorso energetico del VCO rimane la questione dell’immensa produzione idroelettrica, da bacino e da acqua fluente. Mentre la prima è giustificata in termini, se non ambientali, almeno economici, la seconda, soprattutto da piccoli corsi d’acqua, per i motivi che abbiamo più e più volte espresso in convegni e nelle osservazioni alle singole centraline, non trova giustificazione alcuna, se non a livello di speculazione imprenditoriale, come peraltro è ampiamente detto in più punti nel PEP, salvo non trarre l’unica conclusione ragionevole: che il VCO ha già dato troppo in termini idroelettrici, e che la rete idrografica che resta deve servire all’ambiente naturale, alle falde idriche e al paesaggio.

Si chiede di imporre una moratoria alle nuove concessioni in itinere, in attesa di una revisione del Piano, anche alla luce del Piano di Tutela delle Acque in fase di predisposizione.

 

PIANI D’AZIONE DI ENERGIE ALTERNATIVE INSUFFICIENTI.

Si apprezza molto l’insistenza del PEP per l’incentivazione del risparmio energetico e delle energie alternative, che però sembrano essere ritenute buone soltanto come effetto didascalico-decorativo.

Si chiede un impegno serio e coraggioso in fatto di pianificazione incentivante nei confronti del risparmio energetico e delle energie alternative, che possono diventare una voce importante del bilancio energetico, tale da poter giustificare ampiamente (e soprattutto in termini di fruibilità locale) la moratoria all’idroelettrico di cui al punto 4.

Con osservanza

Dott.ssa Amelia Alberti

Presidente Circolo Verbano di Legambiente

22/03/2004