Adriano Velli
VARZO Primo intervento della Regione per ripristinare l’accesso
al parco del Veglia-Devero, il più prezioso gioiello ambientale
dell’Ossola. E’ stata infatti accolta una richiesta di
finanziamento della comunità montana Divedro-Antigorio-Formazza per
il consolidamento di un vasto versante franoso in località Ponte
Campo, lungo la gippabile che da San Domenico sale alla conca alpina.
Lo ha comunicato ieri il presidente dell’Ente Bruno Stefanetti,
precisando che l’intervento comporterà una spesa di circa 400
milioni.
La richiesta di contributo era stata presentata sul capitolo dello
sviluppo rurale ed ha ottenuto la priorità assoluta nella graduatoria
Regionale. I lavori di bonifica potrebbero essere effettuati entro
l’estate. La sistemazione della frana di Ponte Campo non sarà
probabilmente sufficiente da sola a garantire l’accesso in sicurezza
al Veglia durante la stagione estiva. Alcuni tratti della gippabile
erano infati stati cancellati dall’alluvione dello scorso ottobre. E
sul percorso erano cadute altre frane.
L’accesso è interrotto sia ai mezzi fuoristrada sia a chi vuol
raggiungere la stupenda conca alpina a piedi. Finora non si è potuto
intervenire per la neve. Il ripristino dei collegamenti per il Veglia
sarà discusso in una riunione già convocata per il 23 Marzo prossimo
al Tecnoparco dal presidente della provincia Ivan Guarducci che ha
ricevuto una petizione di albergatori e operatori turistici. C’è il
problema di garantire i rifornimenti agli alberghi e alle strutture
turistiche, oltre che agli alpigiani. I tempi per salvare la stagione
turistica sono strettissimi.
Si è intanto completato il nuovo consiglio direttivo del parco
Veglia-Devero. La Provincia ha riconfermato infatti le nomine di Marco
Piretti, designato dal Cai di Varzo, per le associazioni ambientaliste
e Vittorina Prima per quelle agricole. In un primo tempo, erano state
revocate in seguito a un ricorso al Tar presentato dall’avvocato
Piero Oldrini a nome di Legambiente, Italia Nostra, Wwf che avevano
eccepito sullla mancata presentazione di idonei curricula. E non è
escluso che ci siano opposizioni anche al nuovo decreto, firmato nei
giorni scorsi dal presidente Ivan Guarducci.
Il Consiglio dell’Ente Parco è formato da quindici componenti:
Marco Pasetti, Renato Gioffi, Marco Travaglini designati dalla Regione
Piemonte, Marco Piretti e Vittoria Prina nominati dalla Provincia del
Vco, Pasquale Folchi, vicepresidente uscente e Aldo Prina designati
dalla Comunità Montana Divedro-Antigorio e Formazza, Adriano Cordoni
e Adriano Punchia per il Comune di Varzo, Elio Vincler e Andrea
Angelini per il Comune di Crodo, Rigoni Attilio e Achille Lavazza in
rappresentanza del Comune di Baceno, Cesare Gandolfi e Stefania Balice
per Trasquera. Esce di scena il presidente uscente, Virgilio Bagnasco.
Nei giorni scorsi, i Ds avevano sollecitato l’insediamento del nuovo
Consiglio proprio in considerazione del fatto che il Veglia è tuttora
inacessibile e la stagione turistica è a rischio.
«Ci sono in ballo investimenti consistenti - ha ricordato Marco
Travaglini, confermato dalla Regione nel Consiglio del parco - a
cominciare dalla ristrutturazione dell’albergo Monte Leone. Dopo
anni siamo riusciti a ottenere il via libera al piano d’area, che è
un pò il piano regolatore del parco. Ora non possiamo più perdere
altro tempo».