Le sventure di
Thermoselect non sono finite, determinate
dai
limiti intrinseci alla sua tecnologia piena di pecche
insanabili. Sul quotidiano La Regione Ticino (CH) di oggi è
pubblicato un articolo dal titolo :
All'unanimità il governo di
Hanau l'ha scaricata, Duro colpo per Thermoselect. Riportiamo qui
sotto l'articolo, dal sito del quotidiano ticinese La Regione Ticino
www.laregione.ch
avvertendo che le evidenziazioni in grassetto sono nostre.
Non ci aspettiamo un ringraziamento della comunità del VCO per
lo scampato pericolo, ma ci farebbe molto piacere!
All'unanimità il governo di Hanau l'ha scaricata
Duro colpo per Thermoselect
Abbandonata, con voto unanime, dalla coalizione Spd/Cdu che
l'aveva difesa fino a ieri. é il duro colpo registrato da Thermoselect
nel circondario tedesco del Main Kinzig dove da anni aveva in cantiere un
impianto ad Hanau. Ancora l'anno scorso, in un comunicato del 23
febbraio, Thermoselect informava da Locarno di una sentenza del Tribunale
amministrativo dell'Assia che dava il via libero alla costruzione. Niente
del tutto invece. Venerdì scorso la società è stata bocciata su tutta
la linea (Kreis wendet sich von Thermoselect ab, titolava la Frankfurter
Rundschau di sabato scorso). Fiore all'occhiello assieme a quello
di Ansbach (attualmente bloccato), l'impianto di Hanau veniva
citato per mostrare come in fondo Karlsruhe avesse fatto strada e non
fosse più isolata in Germania. Karlsruhe dalla quale peraltro giungono
notizie preoccupanti. In un comunicato diffuso venerdì sera il gruppo di
cittadini ed ambientalisti della regione di Francoforte, 'Bund', saluta
infatti con soddisfazione l'abbandono di Thermoselect ad Hanau «dopo che l'impianto
pilota di Karlsruhe ad appena cinque settimane dall'inizio del
funzionamento a regime è di nuovo fermo per eclatanti difetti di
sicurezza e funzionamento». Il Bund parla di rilevanti disfunzioni
nel rivestimento in refrattari (Wärmeschutzauskleidung). Una
cosa non nuova per chi ha buona memoria. Quando era in funzione l'impianto
a Fondotoce Kiss ebbe una lunga vertenza (per alcuni
miliardi di lire che non voleva pagare) con una ditta di Trezzano sul
Naviglio: sosteneva che non gli avevano fornito refrattari di qualità.
Una perizia della Breda siderurgica aveva poi attestato trattarsi di
refrattari al cromo di prim'ordine e alla fine si era giunti al pagamento.
Ma nell'impianto ad altissima temperatura duravano pochissimo ed essendo
peraltro assa i velenosi si arrivava a dover stoccare sul piazzale scorie
tossico nocive (stoccaggio per il quale Thermo è poi stata condannata in
Italia). Niente di nuovo sotto il sole, dunque. Il Bund nel resto del
comunicato non ci va giù tenero e parla di «grande imbroglio» del «Pleiten-,
Pech- und Pannen-Anlage Thermodefekt» ricordando anche l'inchiesta aperta
dalla Procura pubblica di Karlsruhe. Giova infine ricordare che ad
Hanau il 14 marzo 1999 la cittadinanza si pronunciò contro il nuovo
impianto, in votazione consultiva, con 16'000 no e soltanto 5'000 sì. Le
autorità andarono avanti lo stesso. Venerdì si sono fermate e come
rileva il commento della Frankfurter Rundschau «hanno fatto una giravolta
di 180 gradi». mdl