Nella foto: Il depuratore di Omegna
 
TUTTI ASSOLTI, POVERO STRONA
Come temevamo, nessun colpevole.
"Tutti" colpevoli?
22.04.05
 
Come prevedevo, sono usciti tutti assolti dal processo per l'inquinamento del torrente Strona (v. sotto da La Stampa). Attenti bene: non è che lo Strona sia limpido e pescoso e il pm abbia preso un abbaglio! Lo Strona da Omegna alla foce è un povero fiume, che raccoglie di tutto, per di più prosciugato da una catena ininterrotta di centraline idroelettriche. In certi tratti il torrente è nient'altro che lo scarico del depuratore di Crusinallo. Sicuramente, però, di fronte al disastro ambientale evidente, c'è stato un errore nella definizione degli imputati e dei capi di imputazione, da parte del pm. Di tutto ciò sono molto addolorata. Penso spesso a come è stato facile incarcerare i giovani detenuti che sono venuti a imbiancare Villa Sole (piccoli spacciatori, ladruncoli e roba di questo genere) e a come sia difficile, per non dire impossibile, incastrare chi commette danni di portata vasta e di conseguenze incalcolabili.
22 Aprile 2005

IERI LE SENTENZE EMESSE DAL GIUDICE DI VERBANIA SULL’INQUINAMENTO DA REFLUI INDUSTRIALI DI TORRENTI E LAGO D’ORTA


Acque Cusio, prosciolti gli 11 imputati


Erano accusati di danneggiamento, uno anche di truffa

 
Aristide Ronzoni
VERBANIA
Tutti prosciolti - per non aver commesso il fatto e perché il fatto non sussiste - gli 11 imputati nel processo «Acque Cusio» che ha chiuso i battenti ieri pomeriggio quando il giudice monocratico Vinicio Cantarini ha emesso le sentenze. Per tutti le accuse erano di danneggiamento aggravato, scarico non autorizzato di reflui industriali in acque superficiali e soltanto per il direttore del Consorzio cusiano, Pietro Lacqua, anche di truffa aggravata.
Soddisfatti gli avvocati difensori Russo, Zariani, Carlini, Guglielmi e Marchioni che nella fase delle udienze preliminari avevano scelto il rito abbreviato. Ha invece patteggiato la scorsa settimana 40 giorni di arresto, convertiti in sanzione pecuniaria, l’imprenditore omegnese Carlo Richetti, difeso dall’avvocato Lageard, che aveva scelto il rito ordinario. Parti civili al processo si erano costituiti Provincia del Vco e 9 imprenditori cusiani con gli avvocati Rabaini, Beer, Simone, Brizio, Rossi e Dondè. Complessivamente avevano richiesto risarcimenti di danni per oltre un milione di euro.
E’ calato dunque il sipario su di un procedimento giudiziario che aveva tenuta elevata la tensione anche negli ambienti politico amministrativi omegnesi soprattutto alle prime battute dell’inchiesta aperta nel gennaio 2003 dal sostituto procuratore Fabrizio Argentieri. Il magistrato aveva richiesto anche il rinvio a giudizio del sindaco di Omegna Alberto Buzio che era stato però prosciolto in virtù di una sentenza della Cassazione che in casi simili non ascrive al primo cittadino responsabilità penalmente perseguibili. Il pubblico ministero Argentieri, nella sua requisitoria del 14 aprile scorso, aveva richiesto per gli imputati condanne oscillanti tra uno e 8 mesi di reclusione.
Alla sbarra erano comparsi: Pietro Lacqua (direttore del Consorzio Acque Cusio), Enzio Masoero, Isidoro e Luciano Cerutti (per i quali il pm non aveva neppure richiesto condanne né in prima istanza né in sede di replica), Antonio Galli, Carlo Calderoni, Giampiero Ruga, Mino Leo Marucci, Fulvio Maulini, Giacomo Priotto (ingegnere responsabile del Consorzio ’Orta - Strona), Guido Buzio, questi addetto alla sicurezza del medesimo consorzio. Per tutti il giudice Cantarini non ha ravvisato responsabilità a fronte delle ipotesi accusatorie. Ipotesi che nelle prime battute dell’inchiesta avevano condotto gli inquirenti a disporre il sequestro degli scarichi di una ventina di aziende del Cusio. Su istanza degli avvocati difensori gli scarichi erano poi stati dissequestrati ma alcuni imprenditori avevano reclamato danni e si erano costituiti parti civili al processo.