AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA VCO
ALLA GIUNTA
AI CONSIGLIERI PROVINCIALI
ALL’ASSESSORE REG.LE ALL’AMBIENTE
Oggetto:
DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE IN MATERIA DI RIFIUTI AD INTEGRAZIONE E MODIFICA DEL PROGRAMMA PROVINCIALE PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI NEL VERBANO CUSIO OSSOLA. PROPOSTA DI ACCORDO DI PROGRAMMA IN MATERIA DI GESTIONE DEI RIFIUTI. CONSIDERAZIONI.
In data 22.04.05 il Consiglio Provinciale ha approvato il documento di programmazione in oggetto (indispensabile per evitare il subentro in surroga della Regione rispetto al Programma Provinciale dei Rifiuti), sul quale desidero intervenire, nel metodo e nel merito.
NEL MERITO
CRONOLOGIA
Il VCO, grazie ad un intreccio di fatalità e di azioni politiche congiunte, ha raggiunto livelli ragguardevoli nella raccolta differenziata (47,5%). Di questa performance va riconosciuto un merito storico indiretto alla chiusura, sollecitata da un comitato locale di cittadini di Gravellona Toce, del “forno” di Mergozzo, pesantemente inquinante, avvenuta per azione della Magistratura nel lontano 1987, che ha provocato alcune timide ma importanti iniziative di raccolta differenziata dei rifiuti domestici nel Verbanese da parte di Aspan (poi ConserVCO), accompagnate dalla nascita di cooperative sociali dedicate alla raccolta differenziata e dalla pressione esercitata dalle associazioni ambientaliste e da alcune forze politiche. Importante è anche stata, negli anni Novanta (Giunta provinciale Ravasio, ass.re De Bernardi, PpR affidato all’ing. Teruggi), la battaglia vittoriosa condotta da ambientalisti e da politici appartenenti a schieramenti, sia di minoranza sia di maggioranza, contro il raddoppio del ristrutturato “termovalorizzatore” di Mergozzo, fino a convincere la Provincia della successiva Giunta Guarducci, a puntare con vigore verso l’incremento della raccolta differenziata porta a porta nel Verbano e nel Cusio, per raggiungere quote mai previste possibili dai politici locali. Il ConserVco in quell’occasione si è dimostrato all’altezza del compito e ha risposto al bisogno in modo egregio, insieme con alcune cooperative sociali. L’Ossola si è decisa ad incrementare la raccolta differenziata soltanto negli anni recenti, allo scadere della discarica di Domodossola, a riprova che i comportamenti virtuosi sono quasi sempre favoriti, se non imposti, dalle circostanze. Nel frattempo la Provincia, sempre nella scorsa legislatura Guarducci, (ass.re Zacchera, nuovo PpR affidato all’ing. Bonomi), adottava un Programma Provinciale dei Rifiuti che puntava sulla raccolta differenziata al 65% e alla trasformazione dell’indifferenziato residuo in un piccolo impianto di produzione del CDR, di cui purtroppo venne impropriamente scelta la localizzazione (area verde inondabile in Ornavasso) e non venne trovata la sistemazione finale del CDR prodotto. Il PpR inoltre prevedeva la contestuale chiusura dell’inceneritore di Mergozzo, che diveniva inutile, non potendo tecnologicamente essere riciclato come termovalorizzatore del CDR prodotto (noi avevamo proposto di verificare la possibilità di un accordo con i cementifici più vicini, sulla sponda lombarda, salvo verifica dell’impatto ambientale della scelta). La Regione, per questi motivi, non procedeva all’approvazione definitiva del PpR, rilanciando il compito di specificare le parti carenti del piano alla nuova Giunta provinciale Ravaioli, oppure di subire l’onta della surroga.
COMMENTO
Abbiamo conosciuto il documento in oggetto del tutto casualmente, in quanto seduti tra il pubblico presente alla seduta del Consiglio Provinciale, e soltanto ora possiamo esprimere un contributo, che avrebbe potuto essere preventivo e costruttivo.
Il documento “di programmazione” che il Consiglio Provinciale ha testè approvato, stravolge completamente il PpR attualmente nelle mani della Regione, e finisce per costituire a tutti gli effetti un vero e proprio nuovo Programma provinciale dei Rifiuti, piuttosto che una modifica del piano esistente. Lo giudichiamo quindi come un PpR nuovo. Scorrendone il testo, sia per quanto riguarda la modifica della situazione esistente, sia per quanto riguarda la costruzione di un sistema politico e/o tecnologico per intervenirvi, non vi si riscontra di fatto alcuna progettualità. Le uniche decisioni assunte sono quelle di mantenere attivo l’inceneritore di Mergozzo e di non costruire l’impianto del CDR, né a Ornavasso, né in nessun altro posto del VCO, confermando una forma di cocciuta contrarietà a questa tecnologia, che aveva già caratterizzato l’attuale maggioranza nella scorsa legislatura, quando era all’opposizione. Noi, che da tempo ritenevamo come passaggio utile quello del CDR, avevamo invece applaudito all’idea di averne un piccolo impianto locale e non avevamo mai compreso l’opposizione accanita che gli veniva riservata dalla sinistra locale, oggi al governo della Provincia, più legata, mi pare di ricordare, alla contemporanea e conseguente (malvista) chiusura dell’inceneritore di Mergozzo, che non a motivi di carattere tecnologico o ideale. Non di programmazione si tratta nel nuovissimo PpR, ma semmai di attendismo. Infatti non può essere definita “programmazione” neanche l’intenzione dichiarata nell’all. B di attendere due anni nelle more di una eventuale definizione dell’accordo con le Province del cosiddetto quadrante, rispetto al quale accordo l’unica variabile da convenire tra le quattro Province sembra essere la tecnologia termodistruttiva da adottare per trattare la parte di rifiuto non differenziata.
Come contributo alla discussione sul tema, per quanto tardivo, proponiamo infine la seguente riflessione.
Il documento programmatico, o nuovo PpR, conferma la volontà di procedere su tutto il territorio alla raccolta differenziata intorno al 60%, limite senz’altro egregio, rispetto al quale è difficile incidere se non per quantitativi marginali. Come già nel PpR di riferimento, di cui il documento pretende di essere soltanto modifica e integrazione, niente si progetta nei confronti del mondo ancora inesplorato della riduzione dei rifiuti alla fonte, secondo i due filoni dell’accordo sistematico con la grande e la media distribuzione dei beni di consumo e dell’educazione del cittadino a scelte meno consumistiche in termini di imballaggio. Un altro tentativo mai affrontato è quello dell’accordo strutturale con la grande distribuzione rispetto al ritiro degli imballaggi, previa cauzione. Noi crediamo che questi tentativi potrebbero essere tanto incisivi, da rivoluzionare profondamente i valori numerici su cui programmare lo smaltimento dei rifiuti. E’ soltanto questione di crederci e di darsi compiti programmatori coraggiosi. Naturalmente scelte coraggiose comportano anche la necessità di confrontarsi e di trovare appoggi e consensi ragionati con le parti istituzionali ed extraistituzionali.
NEL METODO
Si osserva quanto segue.
1. La DCP costituisce una modifica sostanziale del Programma Provinciale dei Rifiuti adottato nella scorsa legislatura, tanto da diventare di fatto un nuovo e diverso PpR. Come tale o anche come semplice integrazione e modifica, dovrebbe, a nostro avviso, essere soggetto a pubblicazione ed ai termini per le Osservazioni di tutti gli aventi interesse, secondo la LR 24/02 e la L 108/01, che recepisce la Convenzione di Aarhus sull’informazione e la partecipazione del pubblico.
2. La DCP è un documento programmatorio, e come tale da assoggettare alla valutazione di impatto ambientale e da accompagnare con una Relazione di Compatibilità Ambientale ai sensi della LR 40/98, art. 20.
In attesa di risposta esauriente, cordialmente saluto
Dott.ssa Amelia Alberti
Presidente Circolo Verbano di Legambiente
23/04/2005