Nella foto: La centralina idroelettrica sul rio Cannero

(all'interno, lavori in corso, a Oggiogno)

   

FRANA SULLA CENTRALINA DI CANNERO

Al termine dei lavori per la centralina,

frana la costa di Trarego sull'opera di presa.

Che fare?

21.04.05

 

Vi trascrivo un comunicato.
 
AI SIGG. GIORNALISTI
 
Nella giornata odierna, dopo un cordiale incontro con la sindaca di Cannero Riviera, prof.ssa Bettacchi, ho ricucito il percorso della disgraziata centralina idroelettrica in costruzione lungo il rio Cannero, cofinanziata dai Patti Territoriali per un importo di circa 2,5 ML di euro. I lavori erano iniziati con la passata Amministrazione e nessuno da Cannero ci aveva avvisato per tempo del progetto, né ci aveva chiesto aiuto. Ne apprendemmo dai giornali, in ritardo e senza nessun contatto locale. Per noi la centralina di Cannero, di titolarità comunale, rientrava nel novero delle cose negative, e quindi nel discorso più generale che andavamo imbastendo sul tema dello sfruttamento idroelettrico dei torrenti. Recentemente ci ha raggiunto via e-mail una richiesta di sopralluogo alla frana, nel punto di innesto dell'opera di presa, a monte di Cannero, tra Oggiogno e Trarego. La frana, che ha intaccato la costa instabile, ha fermato i lavori, che non possono riprendere, se prima non si trovano i soldi per mettere la costa in sicurezza. Sarebbe un'ottima occasione per sospendere la costruzione della centralina, che la nuova Amministrazione non vuole, perché prosciugherà il torrente e cancellerà le belle cascatelle che si formano sotto il ponte della Statale. Purtroppo però l'impresa ha cominciato i lavori dal fondo: ha costruito il locale delle turbine (v. foto) e vi ha sistemato le stesse, ha sfregiato tutta la montagna per posare le condotte (v. foto) ed è arrivata ad Oggiogno, luogo dove costruire lo sbarramento per incanalare l'acqua. E a questo punto, il fattaccio: la costa, intaccata, non tiene e frana. Che fare? E' gioco forza completare i lavori e concluderli, altrimenti i Patti Territoriali non pagano e mai ci saranno i rientri economici dalla produzione di energia elettrica. Forse la nuova Amministrazione, messa in sicurezza la costa (con quali soldi? i nostri, naturalmente: occorrono altri 300.000 euro!) e costruita l'opera di presa, potrebbe scegliere di aumentare il DMV (Deflusso Minimo Vitale) per lasciare un po' più vitale il torrente e non spegnere le cascate, a costo di minori introiti e di un debito ancor più pesante per le casse comunali. Oh, se certe cose insegnassero la prudenza! Ma, si sa, nessuno andrà a ripescare il sindaco precedente per chiedergli conto del disastro di fronte a tutti i cittadini. Non è stato rieletto, e, come Cincinnato, è tornato alle sue tranquille occupazioni. Perché prendersela? tutti, in fondo, possiamo sbagliare!