frana la costa di Trarego sull'opera di presa.
Vi trascrivo un comunicato.
AI SIGG. GIORNALISTI
Nella giornata odierna, dopo un cordiale incontro con la sindaca di
Cannero Riviera, prof.ssa Bettacchi, ho ricucito il percorso della
disgraziata centralina idroelettrica in costruzione lungo il rio Cannero,
cofinanziata dai Patti Territoriali per un importo di circa 2,5 ML di
euro. I lavori erano iniziati con la passata Amministrazione e nessuno
da Cannero ci aveva avvisato per tempo del progetto, né ci aveva chiesto
aiuto. Ne apprendemmo dai giornali, in ritardo e senza nessun contatto
locale. Per noi la centralina di Cannero, di titolarità comunale,
rientrava nel novero delle cose negative, e quindi nel discorso più
generale che andavamo imbastendo sul tema dello sfruttamento
idroelettrico dei torrenti. Recentemente ci ha raggiunto via e-mail una
richiesta di sopralluogo alla frana, nel punto di innesto dell'opera di
presa, a monte di Cannero, tra Oggiogno e Trarego. La frana, che ha
intaccato la costa instabile, ha fermato i lavori, che non possono
riprendere, se prima non si trovano i soldi per mettere la costa in
sicurezza. Sarebbe un'ottima occasione per sospendere la costruzione
della centralina, che la nuova Amministrazione non vuole, perché
prosciugherà il torrente e cancellerà le belle cascatelle che si formano
sotto il ponte della Statale. Purtroppo però l'impresa ha cominciato i
lavori dal fondo: ha costruito il locale delle turbine (v. foto) e vi ha
sistemato le stesse, ha sfregiato tutta la montagna per posare le
condotte (v. foto) ed è arrivata ad Oggiogno, luogo dove costruire lo
sbarramento per incanalare l'acqua. E a questo punto, il fattaccio: la
costa, intaccata, non tiene e frana. Che fare? E' gioco forza completare
i lavori e concluderli, altrimenti i Patti Territoriali non pagano e mai
ci saranno i rientri economici dalla produzione di energia elettrica.
Forse la nuova Amministrazione, messa in sicurezza la costa (con quali
soldi? i nostri, naturalmente: occorrono altri 300.000 euro!) e
costruita l'opera di presa, potrebbe scegliere di aumentare il DMV
(Deflusso Minimo Vitale) per lasciare un po' più vitale il torrente e
non spegnere le cascate, a costo di minori introiti e di un debito ancor
più pesante per le casse comunali. Oh, se certe cose insegnassero la
prudenza! Ma, si sa, nessuno andrà a ripescare il sindaco precedente per
chiedergli conto del disastro di fronte a tutti i cittadini. Non è stato
rieletto, e, come Cincinnato, è tornato alle sue tranquille
occupazioni. Perché prendersela? tutti, in fondo, possiamo sbagliare!