Nella foto: Pocar, Alberti, D'Amico

al tavolo dei relatori
 
IL RITORNO DEL LUPO A CONVEGNO
Interessante e partecipato il convegno
sul ritorno del lupo nel VCO.
Cliccando si possono leggere alcuni interventi.
15.05.04

 

CONVEGNO "IL RITORNO DEL LUPO NEL VCO – COME CONVIVERE OGGI CON IL GRANDE PREDATORE"

Verbania, 15/05/2004

 

 

"Gli animali non esistono in funzione dell’uomo…essi hanno un’esistenza e un valore propri. Una morale che non incorpori questa verità è vuota.

Un sistema giuridico che la escluda è cieco"

Tom Regan

(filosofo e teorico americano dell’animalismo contemporaneo)

Parlare di diritti degli animali in un convegno sul terribile predatore è arduo, lo sappiamo benissimo, in quanto il lupo viene visto per lo più come una minaccia per greggi e pastori, ma come animalisti abbiamo il dovere, al di là di ogni altra considerazione a carattere ambientale o biologica o legislativa, di introdurvi ad una visione un po’ meno antropocentrica della natura.

Continuare a pensare che il mondo e le sue componenti abbiano come finalità solo l’essere umano e le sue esigenze, non ci permette di affrontare correttamente i problemi riguardanti i rapporti con gli altri esseri viventi che popolano il pianeta.

La difesa dell’ambiente deve essere rivolta al benessere di tutti gli esseri viventi, umani e non umani, che nell’ambiente stesso vivono.

Abbiamo il dovere di occuparci degli animali, soprattutto di quelli la cui esistenza è minacciata per diversi motivi.

Ecco perché anche questo magnifico predatore rientra nei nostri obblighi: tutelare la sua esistenza non solo come parte di un ambiente naturale, ma in quanto essere vivente che ha diritto a non soffrire e a vivere.

Vivere e convivere con gli altri animali, compreso l’uomo.

 

"Il nostro compito deve essere quello di estendere

il nostro cerchio di compassione a tutti gli esseri viventi"

Albert Schweitzer

 

 

Il lupo italiano, dopo un lungo periodo di "crisi" si sta riappropriando dei suoi territori, grazie al divieto di caccia temporaneo del 1971 (Decreto Ministero Agricoltura e delle Foreste) trasformato in divieto assoluto nel 1976 con Decreto che ha reso inoltre illegale l’uso di esche avvelenate, grazie, soprattutto alla Legge Nazionale 968/77 e la successiva 157/90 che hanno definitivamente dichiarato il lupo specie particolarmente protetta.

Le Leggi Regionali hanno di fatto confermato la protezione integrale e alcune prevedono l’indennizzo per i danni al patrimonio zootecnico causati dal lupo (la prima Legge regionale che ha previsto rimborsi è l’Abruzzo nel 1976; la Toscana contribuisce sino al 50% per l’acquisto di cani da pastore, oltre ad indennizzare gli allevatori).

A livello internazionale il lupo è incluso nelle specie "vulnerabili" nella lista "rossa" delle specie minacciate della Unione Internazionale per la conservazione della Natura e delle Risorse Naturali (I.U.C.N.); a livello comunitario è incluso nell’appendice II della convenzione di Berna (1979) di cui l’Italia è parte: viene definito specie protetta che necessita di tutela particolare.

In base a tale Convenzione è proibita la sua cattura e uccisione, la distruzione di tane e il commercio di esemplari o loro derivati.

E’ una specie ancora minacciata per due ragioni fondamentali: per l’abbattimento illegale (15-20% della popolazione totale) e per l’area di distribuzione, che si allunga sulla catena degli Appennini sino alle Alpi, ma è frammentata in zone disomogenee.

Esistono infatti delle barriere, quali le autostrade e le zone fortemente antropizzate, che rendono difficoltosi gli spostamenti degli individui.

Con riferimento alla nostra regione, la ricolonizzazione da parte del lupo di alcune zone delle Alpi Marittime (Parco Alta Valle Pesio e Tanaro, Valle Stura) e delle vallate montane della provincia di Torino è in una fase estremamente delicata e necessita di tutti gli interventi possibili per trasformare la presenza di "passaggio" in stanziale, nelle zone con caratteristiche idonee (boschi, presenza di popolazioni di ungulati, assenza di caccia)

Possiamo così riassumere i principali fattori ambientali e biologici che hanno determinato la ricomparsa del lupo: le caratteristiche biologico – comportamentali della sua specie (il lupo italiano non vive in gruppi numerosi, il nucleo familiare composto dai genitori e dai cuccioli, prevede l’allontanamento dei giovani che, abbandonata la "famiglia", partono alla ricerca di nuovi territori) e l’espansione delle varie specie di ungulati (cervi, caprioli, cinghiali), che ha creato un’abbondanza alimentare favorevole al grande predatore.

La caratteristica del lupo italiano è proprio l’organizzazione in nuclei di ridotte dimensioni che sono più facilmente in grado di adattarsi ad un nuovo ambiente, anche se fortemente antropizzato.

Da non dimenticare il progressivo abbandono della montagna da parte dell’uomo: vasti territori sono divenuti rifugio sicuro per numerose specie di animali, compreso il lupo e le sue prede (ungulati).

 

COME CONVIVERE CON IL LUPO?

Il rapporto dell’uomo con il lupo è da sempre conflittuale.

Nelle favole per bambini e nelle leggende il lupo è quasi sempre "cattivo", descritto nero, con lunghi denti aguzzi, sempre pronto a divorare ora Cappucetto Rosso e la sua nonna, ora i Tre Porcellini. Ogni tanto viene riabilitato, come ne Il libro della giungla dove gli viene concesso di allevare un cucciolo d’uomo abbandonato!

Non abbia paura il frequentatore delle montagne: il lupo non attacca l’uomo perché ha ormai capito di essere diventato preda e non più predatore! Non esiste comunque notizia di attacchi di lupi nei confronti dell’uomo, fatti salvi alcuni casi in Europa ma riguardanti animali affetti da "rabbia".

Vediamo, in sintesi, cosa è stato fatto nelle regioni dell’Italia Centrale, dove il lupo in realtà non si è mai completamente estinto (proprio in virtù di "politiche" gestionali differenti), e sulle Alpi Occidentali grazie ad un Programma Operativo Interreg Italia-Francia* 1994-99, della Regione Piemonte (conclusosi nel dicembre del 2001).

Tale programma prevede la realizzazione di un piano di gestione della specie a livello regionale.

Durante il periodo di attuazione del programma il Ministero dell’Ambiente ha attivato un progetto per un Piano d’Azione Nazionale per il lupo, affidato all’INFS (Istituto Nazionale Fauna Selvatica)

Ciò che ci preme evidenziare è che il Programma Comunitario LIFE ha sostenuto il WWF Italia per sviluppare vari Piani d’Azione per la salvaguardia e la conservazione del lupo italiano; tali piani (compreso l’Interreg sopra citato) sono una diretta conseguenza degli Species Action Plans approvati dal Consiglio Europeo e redatti da un gruppo di esperti del "Large Carnivore Initiative for Europe" (LCIE).

Il convegno di oggi, quindi, bene si inserisce in quest’ottica comunitaria europea: non dobbiamo rimanere isolati a livello provinciale, ma pensare e agire a livello regionale e addirittura internazionale (l’arco alpino interessato coinvolge infatti anche Francia e Svizzera, quest’ultima a diretto contatto con le nostre vallate)

La tutela dei grandi carnivori deve essere infatti coordinata su larga scala: è la condizione per "conservare, in coesistenza con l’uomo, popolazioni vitali di grandi carnivori come parte integrante degli ecosistemi e dei paesaggi europei". ( I Piani d’azione sono in realtà tre: per lupo, orso e lince)

Il Programma si basa su 4 principi generali:

Proteggere i grandi carnivori e i loro habitat

Integrare la conservazione dei grandi carnivori con le attività economiche locali

Promuovere la conservazione dei grandi carnivori per mezzo di strumenti legislativi, politici ed economici

Ottenere l’accettazione del pubblico rispetto alla presenza dei grandi carnivori.

I Piani d’Azione hanno inoltre una forte base scientifica ( caratteristiche biologiche delle specie, biologia della conservazione, studi sugli ecosistemi alpini, eccetera).

E’ di fondamentale importanza tutelare la biodiversità anche se questa si pone in antagonismo con le attività umane e con gli interessi economici e di sviluppo, e delle comunità locali in particolare.

E’ importante far comprendere l’importanza della salvaguardia del lupo e, nel contempo, rassicurare soprattutto gli allevatori, circa la possibilità di una convivenza corretta con questo predatore.

Poiché il conflitto nasce soprattutto tra il lupo e il pastore, si è attuata una serie di azioni concrete volte a prevenire le "tensioni".

Possiamo così sintetizzare le varie fasi di intervento:

di CONOSCENZA: informazione circa le caratteristiche del lupo ed educazione degli allevatori ad utilizzare tecniche più moderne ed efficaci di gestione delle greggi e dei pascoli

di PREVENZIONE: sono stati predisposti degli interventi specifici (nuove recinzioni, cani da pastore) volti a proteggere direttamente il bestiame

di INDENNIZZO: i danni prodotti agli allevatori (danni diretti, cioè la perdita dei capi, e danni indotti ad esempio dall’attacco del lupo – perdita del latte, ferite, ecc -) vengono indennizzati

 

Per ritornare alla nostra "montagna", sicuramente dovrà cambiare il sistema di pastorizia fino ad ora utilizzato negli alpeggi e nelle valli.

L’efficacia della prevenzione si basa infatti sull’ottenimento di determinate condizioni: occorrerà ad esempio, costruire recinti per la stabulazione notturna e gli allevatori dovranno dotarsi di cani da pastore delle specie adatte a difendere gli animali ( la condizione è che capre e pecore rimangano unite) dagli attacchi del lupo.

La presenza del pastore è fondamentale per radunare il gregge la sera e in caso di maltempo.

Auspichiamo, da parte degli organi competenti (Regione, Provincia, Parchi, ecc), la prosecuzione di progetti analoghi a quelli suddetti, investendo energie sull’informazione agli allevatori e sulla collaborazione con gli stessi per la prevenzione.

Le esperienze delle regioni appenniniche, della regione Piemonte nel quinquennio 1994-99, e di tutte le associazioni ambientaliste e animaliste coinvolte sono estremamente importanti e ci permetteranno di evitare errori e di predisporre strategie adeguate.

Lo scopo è di anticipare, tutti insieme, sul territorio l’espansione del lupo creando i presupposti per convivere con questo meraviglioso predatore.

 

(*) INTERREG II ITALIA-FRANCIA 1994-99: Programma Operativo Plurifondo, Misura 4.2 – Regia Regionale "Il lupo in Piemonte: azioni per la conoscenza e la conservazione della specie, per la prevenzione dei danni al bestiame domestico e per l’attuazione di un regime di coesistenza stabile tra lupo e attività economiche" Torino, dicembre 2001

Il lupo di Gubbio

"Al tempo che santo Francesco dimorava nella città di Agobbio, nel contado d'Agobbio apparì un lupo grandissimo, terribile e feroce, il quale non solamente divorava gli animali, ma eziandio gli uomini; in tanto che tutti i cittadini stavano in gran paura, però che spesse volte s'appressava alla città; e tutti andavano armati quando uscivano della città, come s'eglino andassono a combattere, e con tutto ciò non si poteano difendere da lui, chi in lui si scontrava solo. E per paura di questo lupo e'vennono a tanto, che nessuno era ardito d'uscire fuori della terra. Per la qual cosa avendo compassione santo Francesco agli uomini della terra, sì volle uscire fuori a questo lupo, bene che li cittadini al tutto non gliel consigliavano; e facendosi il segno della santissima croce, uscì fuori della terra egli co'suoi compagni, tutta la sua confidanza ponendo in Dio. E dubitando gli altri di andare più oltre, santo Francesco prese il cammino inverso il luogo dove era il lupo.
Ed ecco che, vedendo molti cittadini li quali erano venuti a vedere cotesto miracolo, il detto lupo si fa incontro a santo Francesco, con la bocca aperta; ed appressandosi a lui santo Francesco gli fa il segno della santissima croce, e chiamollo a sé e disse così: "Vieni qui, frate lupo, io ti comando dalla parte di Cristo che tu non facci male né a me né a persona". Mirabile cosa a dire!

Immantanente che santo Francesco ebbe fatta la croce, il lupo terribile chiuse la bocca e ristette di correre; e fatto il comandamento, venne mansuetamente come agnello, e gittossi alli piedi di santo Francesco a giacere. E santo Francesco gli parlò così: "Frate lupo, tu fai molti danni in queste parti, e hai fatti grandi malifici, guastando e uccidendo le creature di Dio sanza sua licenza, e non solamente hai uccise e divorate le bestie, ma hai avuto ardire d'uccidere uomini fatti alla immagine di Dio; per la qual cosa tu se'degno delle forche come ladro e omicida pessimo; e ogni gente grida e mormora di te, e tutta questa terra t'è nemica. Ma io voglio, frate lupo, far la pace fra te e costoro, sicché tu non gli offenda più, ed eglino ti perdonino ogni passata offesa, e né li uomini né li cani ti perseguitino più". E dette queste parole, il lupo con atti di corpo e di coda e di orecchi e con inchinare il capo mostrava d'accettare ciò che santo Francesco dicea e di volerlo osservare.
Allora santo Francesco disse: "Frate lupo, poiché ti piace di fare e di tenere questa pace, io ti prometto ch'io ti farò dare le spese continuamente, mentre tu viverai, dagli uomini di questa terra, sicché tu non patirai più fame; imperò che io so bene che per la fame tu hai fatto ogni male. Ma poich'io t'accatto questa grazia, io voglio, frate lupo, che tu mi imprometta che tu non nocerai mai a nessuna persona umana né ad animale: promettimi tu questo?". E il lupo, con inchinare di capo, fece evidente segnale che 'l prometteva. E santo Francesco sì dice: "Frate lupo, io voglio che tu mi facci fede di questa promessa, acciò ch'io me ne possa bene fidare". E distendendo la mano santo Francesco per ricevere la sua fede, il lupo levò su il piè ritto dinanzi, e dimesticamente lo puose sopra la mano di santo Francesco, dandogli quello segnale ch'egli potea di fede. E allora disse santo Francesco: "Frate lupo, io ti comando nel nome di Gesù Cristo, che tu venga ora meco sanza dubitare di nulla, e andiamo a fermare questa pace al nome di Dio". E il lupo ubbidiente se ne va con lui a modo d'uno agnello mansueto; di che li cittadini, vedendo questo, fortemente si maravigliavano. E subitamente questa novità si seppe per tutta la città; di che ogni gente, maschi e femmine, grandi e piccioli, giovani e vecchi, traggono alla piazza a vedere il lupo con santo Francesco.

Ed essendo ivi bene raunato tutto 'l popolo, levasi su santo Francesco e predica loro, dicendo, tra l'altre cose, come per li peccati Iddio permette cotali cose e pestilenze, e troppo è più pericolosa la fiamma dello inferno, la quale ci ha a durare eternalemente alli dannati, che non è la rabbia dello lupo il quale non può uccidere se non il corpo: "quanto è dunque da temere la bocca dello inferno, quando tanta moltitudine tiene in paura e in tremore la bocca d'un piccolo animale. Tornate dunque, carissimi, a Dio e fate degna penitenza de'vostri peccati, e Iddio vi libererà del lupo nel presente e nel futuro dal fuoco infernale". E fatta la predica, disse santo Francesco: "Udite, fratelli miei: frate lupo che è qui dinanzi da voi, sì m'ha promesso, e fattomene fede, di far pace con voi e di non offendervi mai in cosa nessuna, e voi gli promettete di dargli ogni dì le cose necessarie; ed io v'entro mallevadore per lui che 'l patto della pace egli osserverà fermamente". Allora tutto il popolo a una voce promise di nutricarlo continovamente. E santo Francesco, dinanzi a tutti, disse al lupo: "E tu, frate lupo, prometti d'osservare a costoro il patto della pace, che tu non offenda né gli uomini, né gli animali, né nessuna creatura?". E il lupo inginocchiasi e inchina il capo e con atti mansueti di corpo e di coda e d'orecchi dimostrava, quanto è possibile, di volere servare loro ogni patto. Dice santo Francesco: "Frate lupo, io voglio che come tu mi desti fede di questa promessa fuori della porta, così dinanzi a tutto il popolo mi dia fede della tua promessa, che tu non mi ingannerai della mia promessa e malleveria ch'io ho fatta per te". Allora il lupo levando il piè ritto, sì 'l puose in mano di santo Francesco. Onde tra questo atto e gli altri detti di sopra fu tanta allegrezza e ammirazione in tutto il popolo, sì per la divozione del Santo e sì per la novità del miracolo e sì per la pace del lupo, che tutti incominciarono a gridare al cielo, laudando e benedicendo Iddio, il quale sì avea loro mandato santo Francesco, che per li suoi meriti gli avea liberati dalla bocca della crudele bestia. E poi il detto lupo vivette due anni in Agobbio, ed entravasi dimesticamente per le case a uscio a uscio, sanza fare male a persona e sanza esserne fatto a lui, e fu nutricato cortesemente dalla gente, e andandosi così per la terra e per le case, giammai nessuno cane gli abbaiava drieto. Finalmente dopo due anni frate lupo sì si morì di vecchiaia, di che li cittadini molto si dolsono, imperò che veggendolo andare così mansueto per la città, si raccordavano meglio della virtù e santità di santo Francesco. A laude di Gesù Cristo e del poverello Francesco. Amen."

Fioretti, capitolo XXI

I LUPI TRA NOI

di Amelia Alberti, Presidente del Circolo Verbano di Legambiente

Scritto per il Convegno IL RITORNO DEL LUPO NEL VCO, Verbania 15.05.04

"I lupi tra noi". Il titolo di questo breve scritto è volutamente provocatorio, in un periodo in cui terribilissime atrocità si commettono da parte di esseri umani, da altri esseri umani diffuse con certo qual macabro sadismo mediante immagini che oltrepassano i limiti della sopportabilità. Nessun lupo, mai, nessun predatore, per quanto carnivoro e malfamato, mai, ha travolto i suoi tabù interspecifici e intraspecifici come fa dai tempi storici l’Homo sapiens sapiens, che, ormai incapace di ritualizzare la sua aggressività, scatena guerre rovinose contro i suoi simili, con tragica cadenza temporale, e commette crimini che superano ogni possibilità di sdegno.

Il lupo, carnivoro, uccide per mangiare e conosce le tecniche per uccidere infliggendo la minima sofferenza alla sua vittima. Sceglie le sue prede tra gli erbivori meno dotati, contribuendo al miglioramento delle speci. Usa la mimetica facciale terrorizzante, che tanto l’ha reso famoso, per paura e nelle lotte rituali all’interno del branco, per conquistarsi un ruolo dominante, che a sua volta garantisca il benessere del branco stesso. Essendo animale sociale e intelligente, se ne sta spontaneamente alla larga dall’uomo, che non attacca se non in casi estremi, mai per farsene cibo. E’ capace di colonizzare ambienti ostili o difficili o abbandonati dall’uomo, il quale però non ammette che sulla terra, neppure nei più ostili e disagiati dei luoghi, si instauri una specie potenzialmente concorrente: dura è la vita perfino in fondo agli oceani per i pescecani, altra razza di predatori perseguitati e malfamati. E dura e a rischio è perfino la sopravvivenza, nel nostro territorio, dei poveri cormorani, uccelli ittiofagi che ogni anno svernano in alcune decine di unità lungo le nostre rive, e per i quali già è stato chiesto l’inserimento tra le speci cacciabili, perché accusati di sottrarre ai fiumi i pesci, di cui, pare, unici titolari siano i pescatori regolarmente tesserati.

Come associazione ambientalista ci impegnamo con questo convegno a promuovere ogni azione e ogni finanziamento, che facilitino la convivenza delle speci diverse, in un’ottica di armonia globale, dove l’intelligenza dell’uomo subentri ed annulli il suo istinto distruttivo. Non sappiamo se potremo fare molto, poiché ben raramente siamo chiamati dai pubblici amministratori a dare un contributo di collaborazione. Persino il timido Comitato istituzionale per il lupo, voluto dagli Uffici provinciali e di cui facciamo parte, non è mai stato convocato, da quando il lupo è ricomparso tra noi.

Siamo quindi al fianco del lupo, che ha un diritto naturale ad esistere, e al fianco degli allevatori di montagna, purché questi ultimi si rassegnino, magari associandosi tra di loro, alle tecniche di allevamento moderne oggi consigliate. Una zootecnia di montagna moderna ed efficace, di cui il territorio possa andare orgoglioso, cui si accompagni una montagna ricca di speci diverse e in buona salute, boschi tra cui ridano i torrenti e le cascatelle e guizzino i pesci, sentieri percorsi da gitanti rispettosi, cacciatori e pescatori ragionevoli e ligi ai regolamenti di legge, questo è un programma elettorale, che ci sentiamo di sostenere e di proporre a tutti i nostri amici qui presenti, candidati nelle varie liste elettorali.