PIEVE VERGONTE (prov. di Verbania)

SITO DA BONIFICARE DI INTERESSE NAZIONALE

Produzione: cloro, cloroderivati, DDT, acido solforico

Inquinamento: DDT, cloroderivati, arsenico, mercurio

SCHEMA RIASSUNTIVO DELLA VICENDA

 

CRONISTORIA SULLE PRODUZIONI DELLO STABILIMENTO

Lo stabilimento è sorto attorno al 1915 a Rumianca, piccolo comune dell’Ossola sulle rive del Toce, inizialmente come stabilimento elettrochimico per l’industria bellica con due linee: cloro-soda e acido solforico con forni di arrostimento di pirite. Il comune, anche grazie all’industrializzazione, si ingrandiva e fondeva con Fomarco, formando nel ’28 l’attuale Pieve Vergonte.

Anche nella seconda guerra mondiale lo stabilimento è stato industria bellica.

Dal ’48 al ’60:

cloro-soda con celle Krebbs; acido solforico con forni di arrostimento di pirite; oleum; acido clorosolfonico; ammoniaca sintetica da cracking di metano; solfuro di carbonio; cloralio; DDT; acido ossalico; acido formico; fertilizzanti a base di N-P-K; mono e diclorobenzeni; solfato ammonico; tetracloruro di carbonio.

Dal ’60 al ’95:

stop al solfuro di carbonio (’65), all’acido formico e all’arrostimento della pirite (’72), alle celle Krebbs (’74), all’ammoniaca, acido ossalico e solfato ammonico (’75), ai fertilizzanti (’76), al tetracloruro di carbonio (’90)

avviati impianto elettrolisi con celle De Nora ad amalgama e nuovo impianto mono e diclorobenzene (’61), forno a zolfo per acido solforico (’72), mono e diclorotolueni (’85), termocombustore (’93), abbattitore Sox (’94)

Il 30/06/96 è stata fermata la produzione di DDT.

Il 30/06/97 sono state fermate le produzioni di cloralio e acido clorosolfonico.

Il 01/07/97 gli impianti produttivi sono passati da EniChem Società di Partecipazioni a Tessenderlo Italia.

Dal 01/01/97:

Linea cloro-soda (cloro, soda caustica, ipoclorito di sodio, idrogeno)

Linea acido solforico (acido solforico, oleum, bisolfito sodico)

Linea cloroaromatici (clorobenzene, diclorobenzeni, clorotoluene, diclorotolueni, acido cloridrico)

 

CRONISTORIA DELLA PROPRIETA’

Per l’attuazione del programma di riassetto del Gruppo SIR, di cui faceva parte la Rumianca s.p.a. con lo stabilimento di Pieve V., impianti beni e dotazioni venivano trasferiti al Gruppo ENI (09/12/81).

ENI trasferiva le attività industriali di Pieve V. alla Società ANIC (01/04/82).

ANIC conferiva lo stabilimento alla Società ENICHIMICA SECONDARIA s.p.a. (01/06/83)

ENICHIMICA mutava in EniChem Sintesi s.p.a. (20/09/84)

EniChem Sintesi conferiva lo stabilimento a EniChem Syntesis s.p.a. (29/07/87)

EniChem Syntesis veniva incorporata in EniChem Società di Partecipazione (01/01/96)

EniChem Società di Partecipazione veniva incorporata nella Società EniChem s.p.a. (01/01/99)

 

CRONISTORIA DELLE ATTIVITA’ PER LA BONIFICA E LA MESSA IN SICUREZZA

Ottobre ’95. Il Consorzio BASI elaborava per EniChem uno studio di caratterizzazione dei suoli e delle acque di falda, in vista della programmata vendita degli impianti.

Aprile ’96. Dames & Moore redigeva un rapporto di sintesi di caratterizzazione ed elaborava un piano degli interventi.

‘93-’96. Il Laboratorio Cantonale di Lugano riscontra una ‘contaminazione diffusa’ da DDT dei pesci pescati nel lago Maggiore, anche superiore ai limiti di legge elvetica (1 mg/Kg) e ne informa le autorità italiane.

11 Giugno ’96. Le autorità italiane effettuano analisi sui pesci del lago Maggiore, che vengono trovati contaminati oltre i limiti di legge italiana (0,1 mg/Kg). Viene sospeso il consumo alimentare dei pesci del lago (ordinanza ancora in vigore, benchè poco rispettata e fatta rispettare). Anche i sedimenti risultano fortemente contaminati (1,750 mg/Kg).

17 GIUGNO ’96. Il Ministero dell’Ambiente con propria Ordinanza bloccava provvisoriamente lo scarico idrico dell’impianto DDT, e ordinava la rimozione e smaltimento dei rifiuti giacenti, comprese le ceneri di pirite, la messa in sicurezza dei siti di immagazzinamento, il monitoraggio delle acque superficiali e sotterranee, del suolo e del sottosuolo ("considerata la pericolosità della sostanza DDT e suoi derivati per l’uomo, per la fauna e per l’ambiente nel suo complesso in termini di tossicità, persistenza, bioaccumulo e possibilità di efetti biologici irreversibili" "considerato il potenziale rischio per la salute umana attraverso il consumo alimentare" "danno alla componente biotica acquatica" "nella porzione suprficiale del sottosuolo è stata rinvenuta la presenza di ceneri di pirite contenenti metalli pesanti (As, Cd, Pb, Fe) e locale contaminazione da PCB, IPA e pesticidi" "la falda risulta contaminata da idrocarburi clorurati (cloroformio, mono e diclorobenzene e fenoli), metalli pesanti (As, Cd e Hg), benzene" "la situazione di compromissione dell’ambiente integra gli estremi del grave pericolo di danno ambientale")

Giugno ’96. Iniziavano gli interventi di risanamento sulle sorgenti attive.

16 luglio ’96. Venivano istituite due Commissioni (interna e esterna allo stabilimento), poi ridotte a una

10 aprile ’97. La Commissione tecnica approvava i progetti di trattamento delle acque di falda, di bonifica dei suoli, di adeguamento degli scarichi idrici di processo.

17 aprile ’97. Veniva chiuso definitivamente l’impianto DDT.

’98. Proseguivano studi e prove di bonifica (falda con impianto Prantner; suolo con impianto air sparging; studio del contenuto in As del suolo naturale, secondo il quale il contenuto in As non sarebbe derivato da spargimento nei decenni di ceneri di pirite, ma sarebbe spontaneamente diffuso in tutta la zona a causa dei rilasci dalle rocce arsenicali della valle Anzasca: in tal caso il valore limite andrebbe alzato da 50 mg/Kg a 240 mg/Kg e quindi libererebbe EniChem dall’incombenza di bonificare il territorio extrasito; risanamento rete fognaria; impermeabilizzazione del suolo).

3 dicembre ’98. Pieve Vergonte veniva inserito nella lista di 17 siti da bonificare di interesse nazionale.

4 dicembre ’98. Iniziava il processo contro alcuni dirigenti EniChem presso la Pretura di Verbania. Legambiente, parte civile, chiedeva ripetutamente che il capo di imputazione fosse di ‘disastro ambientale’ invece che di semplice inquinamento e danneggiamento, ma invano. Il PM nominava come suo perito l’ing. F. Cerrato di Genova. Veniva infine valorizzata dal giudice la buona volontà di EniChem nei confronti di un piano di bonifica e gli imputati venivano condannati il 12 maggio ’99 a pene lievi e al risarcimento alle parti civili, e cioè gli enti pubblici e le associazioni.

’99. EniChem presentava studi e progetti di bonifica degli impianti Krebbs e DDT e del torrente Marmazza.

24 agosto ’99. EniChem presentava richiesta di VIA relativamente al cosiddetto Impianto di Confinamento Totale (discarica in loco per circa 500.000 mc di terreno gravemente contaminato e macerie di impianti, da sistemare in trincea impermeabilizzata; la discarica riguarda soltanto i terreni liberi da impianti attivi, circa un settimo del sito e alcuni terreni ANAS limitrofi; i principali inquinanti: As (ca 270 t), Hg (ca 88 t), idrocarburi clorurati aromatici (ca 35 t), pesticidi clorurati (ca 109 t), contenuti in: ceneri di pirite, gessi, inerti, fanghi, terreno naturale). Legambiente presentava Osservazioni, contestando l’allocazione di terreni contaminati senza previo trattamento di inertizzazione in vicinanza del fiume Toce e del torrente Marmazza e con falda acquifera affiorante. La Provincia assumeva analoga posizione. La Regione Piemonte si pronunciava allo stesso modo (23 novembre ’99). La questione è ancora aperta.

15 novembre ’99. EniChem, in risposta alla richiesta di inertizzazione dei terreni contaminati, proponeva un intervento di dispersione di ‘siero di latte’ (sic) sull’impianto di confinamento totale, al fine di attivare i microrganismi anaerobici preesistenti, facendo riferimento a prove di laboratorio eseguite con qualche successo.

10 gennaio ’00. Veniva pubblicato il decreto di perimetrazione del sito di Pieve Vergonte, comprendendo tutto il territorio comunale, l’asta del Toce, parte del lago Maggiore e il lago di Mergozzo.

Marzo ’00. EniChem presentava un’ulteriore produzione di documenti, relativi alla depurazione della falda, all’arieggiamento del sottosuolo, alle analisi dell’inquinamento del territorio. Non si hanno notizie di indagini epidemiologiche annunciate, né di indagini recenti sulla contaminazione dei pesci o dei sedimenti. E’ possibile che tali indagini siano in corso, ma non rese disponibili.