-----Messaggio originale-----
Da: Damiano Di Simine <parchi.lombardia@legambiente.org>
Data: martedì 2 maggio 2000 10.32
Oggetto: OSSERVATORIO PARCHI E AMBIENTE NATURALE

AREE PROTETTE E CONVENZIONE DELLE ALPI

Dei prossimi passi per l’attuazione della Convenzione delle Alpi si è
parlato nel seminario internazionale della CIPRA a Schaan (FL) lo scorso
5-6 febbraio: a proposito del Protocollo ‘conservazione della natura e
tutela del paesaggio’ contributi sono giunti da parte di rappresentanti
delle associazioni di tutti i paesi alpini. Per la delegazione italiana,
Legambiente ha proposto un documento (la versione completa è sul sito
www.legambiente.org) cercando di portare una prospettiva dal Sud delle
Alpi: la posizione geografica dell’Italia le permette infatti di
abbracciare l’intero arco alpino, e pertanto i ritardi del nostro Paese
determinano inevitabili ripercussioni su tutte le regioni confinanti.
Due aspetti sono stati sottolineati: da un lato il ruolo delle aree
protette, che devono essere riconosciute come autorevoli centri
decisionali nella concertazione con le istituzioni locali, dall’altro la
necessità di una politica ‘positiva’ per perseguire gli obiettivi del
protocollo coinvolgendo le comunità: le aree protette devono diventare
occasione di mobilitazione per la promozione delle identità locali,
divenendo centri di aggregazione delle comunità.
L’analisi ha evidenziato gli aspetti di debolezza presenti nelle regioni
italiane, dovuti a mancanza di politiche di sostegno. La situazione più
grave è quella della Lombardia, dove l’investimento fatto negli anni
passati attraversa una fase di recessione. In generale, si registrano
carenze nella perimetrazione: gran parte del territorio dei parchi è ad
alta quota, lasciando sguarniti i fondovalle e i versanti alle quote
inferiori, necessari a creare connessioni territoriali ma anche a
facilitare il contatto con il tessuto sociale. E’ necessaria una
integrazione tra tutela della biodiversità e difesa del suolo, per far
sì che il reticolo idrografico possa diventare un elemento della rete
ecologica alpina.
Legambiente insieme a CIPRA Italia sta sollecitando le Autorità italiane
per attivare una
programmazione che possa favorire la rete ecologica alpina; la proposta
è quella di attivare un forum di istituzioni, organismi economici e ONG,
per definire un Piano d’Azione per la sostenibilità ambientale e sociale
nell’ambito alpino.
Si è inoltre avviata la redazione della ‘lista verde’ degli ambiti di
eccezionale rilevanza naturalistica ma minacciati da processi di
degrado, rispetto alla quale riteniamo che l’attuazione della
Convenzione debba avviare interventi specifici di salvaguardia e
gestione, anche istituendo nuove aree protette:

LA ‘LISTA VERDE’ DELL'ALTA VULNERABILITA' SULLE ALPI ITALIANE
1) Alpi Liguri: ambito transfrontaliero di connessione tra Alpi,
Appennino e Mediterraneo; parco regionale previsto dalla legge ligure,
mai istituito. Presenza di ZPS (direttiva ‘uccelli’) e SIC proposti per
Natura 2000. Soffre di prelievo venatorio inadeguatamente gestito;
attività estrattive; abbandono delle attività rurali tradizionali
2) Monviso - Pian del Re: significato simbolico (sorgenti del Po) e
transfrontaliero. Preziosi ambienti umidi parzialmente incluso nel Parco
del Po. Soffre di eccesso di fruizione turistica non regolata
3) Monte Bianco: significato simbolico, rilevanza internazionale
(Italia, Francia, Svizzera)  tutelato in maniera ancora poco incisiva
dall'iniziativa internazionale 'Espace Mont Blanc'. Le minacce
provengono dal secondo traforo del Monte Bianco, dall'elevata intensità
di sfruttamento turistico
4) Massiccio del Monte Rosa e alta Valsesia: eccezionale rilevanza
culturale - enclave walser -, corsi d’acqua ad alta naturalità.
Rilevanza internazionale. La porzione piemontese è parzialmente tutelata
dal Parco Regionale Alta Valsesia, prevalentemente ad alta quota. Soffre
dell'invadenza turistica alle alte quote; minacciata dalla carenza di
prospettiva per  gli insediamenti; da interventi di regimazione e
captazione dei corsi d’acqua
5) Bernina e Val Codera: ambito transfrontaliero. Ospita l’unica valle
alpina abitata priva di strade. Il parco regionale previsto dalla legge
lombarda, non è mai stato istituito. Minacce: Assenza di risorse per i
presidi umani in Val Codera, Ampliamenti di impianti per sport invernali
in Val Malenco
6) Bassa Valchiavenna: Fondamentale nodo per i flussi migratori
transalpini dell’avifauna in parte protetto dalla RN Pian di Spagna e
Lago di Mezzola (ZPS) Minacciato dall'Inquinamento delle acque dovuto ad
un sito industriale dismesso, dall'eccesso di attività estrattiva di
cava e mineraria
7) Pizzo della Presolana: Massiccio dolomitico prealpino, scrigno di
endemismi floristici. Tutelato dal Parco regionale delle Orobie
bergamasche, istituito ma non operativo, è minacciato dall'ampliamento
di comprensori sciistici
8) Monte Baldo: Massiccio calcareo delle Prealpi del Garda, con
endemismi d’alta quota e vegetazioni xerotermiche submediterranee.
Tutelato da  riserve naturali statali e della Prov. Aut. di Trento, è
minacciato alle basse quote da insediamenti di edilizia turistica della
costa e versanti ; nuovi collegamenti stradali; mancanza di politiche
attive per le attività rurali
9) Alpe di Siusi: spettacolare altopiano ai piedi delle vette
dolomitiche con preziose zone umide e torbiere;  area di speciale tutela
paesistica secondo la Prov. Autonoma di Bolzano, è minacciato da
progetti di forte ampliamento delle strutture turistiche; prelievo di
risorse idriche per innevamento artificiale
10) Fiume Tagliamento: fiume con eccezionali caratteri di naturalità
lungo tutto il suo corso. Il Parco regionale delle Dolomiti Friulane ne
tutela un breve tratto dell’alto corso. La minaccia è costituita da
progetti di  nuove captazioni sugli affluenti.

Questa lista è stata elaborata sulla base di segnalazioni pervenute
dalle delegazioni regionali di Legambiente e di altre associazioni
protezionistiche. E' ovviamente emendabile e integrabile, lo sforzo
compiuto è stato quello di individuare selettivamente i punti che
apparivano, per dimensione geografica e significato ecologico -
paesistico, come meritevoli di speciale, prioritaria e urgente
considerazione nel
definire i programmi d'azione del nostro Paese  in attuazione delle
prescrizioni del protocollo 'Conservazione della Natura e Tutela del
Paesaggio'.