Così scrivevo agli amici in una mail collettiva.
Gli argomenti di queste mail si avvolgono e si svolgono quasi sempre lungo
un filo di sofferenza e di dolore. Venerdì scorso ho visitato sull'isola
Madre la mostra del famoso artista contemporaneo greco Jan Kounellis. Come
i miei amici sanno, sono amica di un'artista e molto interessata all'arte,
compresa quella contemporanea, che parla con un linguaggio che è il nostro
alla nostra mente e al nostro cuore. Non mi dilungo qui sulla qualità
della mostra, ma vi voglio parlare di un povero pappagallo, vivo, che è
parte integrante di un'opera e che se ne sta su un trespolo,
presumibilmente tutto il giorno e tutta la notte, mentre migliaia di
visitatori gli sfilano davanti. Siccome è possibile che gli organizzatori
possano dimostrare che il pappagallo gode di buona salute, non si lamenta,
non chiama il telefono azzurro, è probabile che a rigore di leggi e di
regolamenti non possiamo fare niente per toglierlo da quel trespolo. In
questo senso ho già attivato, infatti, le autorità di controllo, senza
alcun esito. Ma siccome so anche che gli amici di questa lista sentono la
sofferenza degli animali e non la sopportano, vi chiedo di scrivere, tutti
quanti, ai giornali e/o al sindaco di Stresa e/o all'assessore prov.le
alla Tutela della fauna. Se non avete visto e non intendete vedere la
mostra, potete citare questa mia mail e la foto che vi riproduco qui
sotto. Oppure potete far finta di niente e dirvi che in fondo un
pappagallo su un trespolo cos'è con tutte le orribili cose che succedono
ogni giorno. Forse non possiamo fare molto per le orribili cose, ma forse
possiamo fare qualcosa per il pappagallo.
La reazione non si è fatta attendere, e le redazioni dei giornali locali e
delle Amministrazioni pubbliche sono state inondate di mail di protesta. I
giornali ne hanno parlato, riportando opinioni di segno opposto. Assoluto
e assordante il silenzio dei politici. Interessante l'articolo de La
Stampa, che ci aiuta a capire.
Carlo Bologna
STRESA
Si chiama Paco, ha 8 mesi, è un pappagallo Ara Arauna e in questi giorni
ha innescato una catena di e-mail che passa dalle redazioni dei giornali
all’ufficio del sindaco di Stresa. Paco è stato scelto da Jannis Kounellis
come componente vivissima per una delle sue installazioni d’arte moderna
che si possono visitare tutti i giorni fino al 28 agosto dalle 9 alle
17,30 all’Isola Madre.
Il Circolo Verbano di Legambiente nei giorni scorsi aveva chiamato alla
mobilitazione. E le risposte non si sono fatte attendere. Fabio Santo da
Torino «disapprova», Barbara Messina ricorda di un allestimento a Rivoli
(di altro artista) «con canarini che morivano ogni settimana». Marzia
Marengo invita gli autori «ad interrogarsi sul reale significato delle
loro opere» lasciando fuori gli animali. Anna Torchio, sempre da Torino:
«assistere ad un simile spettacolo mi ha rovinato il piacere di visitare
una mostra che ancora una volta mi portava in zone che da anni frequento».
Si chiedono interventi e c’è già stato quello del Corpo forestale. La
società milanese proprietaria del pappagallo garantisce che Paco sta
benissimo e non è maltrattato: «A chi parla di cattivo gusto rispondiamo
che ognuno è libero di esprimere i giudizi che vuole su un’opera d’arte.
Per il resto Paco è fornito di tutti i requisiti di legge, è nato in
Italia ed è stato allevato a mano, sempre imboccato e non ha alcun timore
dell’uomo. Quando Kounellis si è rivolto a noi abbiamo studiato
attentamente ogni aspetto per garantire all’animale la salute psicofisica
di cui ha bisogno, dalla dieta alla temperatura».
Chi lo vuole libero denuncia però la costrizione al trespolo. «Dalle 17,30
alle 10 del mattino è in una grande gabbia dove ha anche i suoi
giocattoli. Quando sta sul trespolo è in una posizione di appoggio
naturale per tutti i pappagalli. Qualsiasi illazione è fuori luogo, Paco è
costantemente assistito da due persone che non gli fanno mai mancare
coccole e attenzioni. In caso di necessità c’è anche un veterinario pronto
a soccorrerlo».
Che cosa può volere, di più, un pappagallo?
Avevo sollecitato anche il seriosissimo mensile di
arti "Il giornale dell'arte", che, fantastico, ha pubblicato la mia
lettera e il loro sarcastico commento sotto al titolo "Il pappagallo non
parla", nel numero di luglio-agosto. Nel frattempo il pappagallo è ancora
sul suo trespolo, rassegnato e forse meno infelice di noi, quando pensiamo
a lui.