
ALL’ASSESSORE REG.LE AL TURISMO
ALL’ASSESSORE REG.LE ALLA MONTAGNA
AL PRESIDENTE UNCEM
AL PRESIDENTE COMM.NE REG.LE ALLA MONTAGNA
ALL’ASSESSORE PROV.LE AL TURISMO
Ai mezzi di comunicazione
OGGETTO:
Comune di Bognanco (VCO). Progetto di nuova funivia Bognanco-Lusentino.
Di fronte al progetto di una nuova funivia Bognanco-Lusentino ci aveva confortato la inesorabile "stroncatura" del Comandante Provinciale del Corpo Forestale dello Stato, Dott. Valerio Cappello, che aveva sottolineato in sede di conferenza dei servizi il forte, inaccettabile impatto ambientale dell'intervento, che andrebbe ad intaccare con i suoi tralicci boschi e valli ancora integri. Avevamo pertanto rinunciato a impegnare le nostre limitate forze per un’opposizione formale all’opera.
Eravamo inoltre convinti che il progetto di un nuovo collegamento funiviario fra Bognanco e l'Alpe Lusentino, finanziabile con i fondi destinati alle “paraolimpiadi”, sarebbe stato definitivamente accantonato, soprattutto dopo che il suo principale sponsor politico, Ettore Racchelli, non era più stato riconfermato alla carica regionale di Assessore al Turismo e alle Olimpiadi.
Notizie di stampa ci avvertono invece che l’idea, che pareva non trovare i necessari consensi locali, ha ripreso vigore e viene rimessa in discussione. E’ forse necessario a questo punto far sapere alle Autorità e ai mezzi di comunicazione che la nostra opinione in proposito è assolutamente contraria, per motivi ambientali e per motivi economici. Desideriamo spendere qualche parola su questo secondo aspetto.
La località sciistica ossolana del Lusentino è notoriamente priva di strutture ricettive di tipo alberghiero, mentre la stazione termale di Bognanco dispone di alcuni alberghi in stato di avanzato degrado, utilizzati, solo pochi mesi durante l'estate, da una clientela anziana, di poche pretese. Di qui l'idea di rianimare l'agonizzante centro termale con una iniezione di sport invernali, praticati da una clientela giovane e benestante, che dovrebbe pernottare in albergo a Bognanco, imbracciare gli sci e salire, tramite funivia, sino al Lusentino per rientrare, nel pomeriggio, al suo albergo. In questo modo si eviterebbe di cementificare l'Alpe (dove comunque sono già previste centinaia di seconde case) e si otterrebbe di valorizzare un patrimonio alberghiero in stato di abbandono.
Purtroppo le cose non procederanno in questo modo. Il paese di Bognanco si trova, per sua sfortuna, in fondo ad una stretta vallata, poco baciata dal sole, triste durante l'estate. Immaginiamoci d'inverno. Il gap potrebbe essere superato, se ci fosse una catena di alberghi moderni e super attrezzati, con piscine ed altre attrattive, dove il turista potesse trascorrere piacevolmente le lunghe ore di sosta, in un ambiente discretamente mondano. Vedi, per tutti, il centro termale di Abano, con centinaia di alberghi di alto livello, fra di loro sinergicamente collegati. Per aspirare a tanto, Bognanco avrebbe bisogno di investimenti enormi, di cui non si intravede l’arrivo. Inoltre la cura delle acque, l'atout del centro, a quanto ci risulta, non è praticabile d'inverno per motivi sanitari. E comunque le Terme abbisognano di molto personale che non può essere assunto nei periodi "morti"; inoltre i padiglioni dovrebbero essere riscaldati, con enorme dispendio energetico.
Non vediamo proprio, in queste condizioni disperate, come si possa pensare ad un connubio tanto bizzarro fra neve ed acque purgative.
Riguardiamo la questione sotto un altro profilo. La funivia dovrebbe disporre di un ampio parcheggio. La stazione di Bognanco è attualmente angustiata proprio dalla scarsità di spazio per la sosta delle auto. Si potrebbe ricavare qualche spiazzo con enormi sbancamenti, oltre ad un nuovo ponte sul torrente Bogna, con costi ingenti. L'Assessore provinciale al Turismo, Diego Caretti, preventiva una spesa di 20 Mds di vecchie lire. Uno sproposito, ma non basteranno. Senza contare i deficit di gestione cui gli impianti andranno sicuramente incontro, negli anni a venire.
Siccome il Paese dovrà affrontare tempi duri per far fronte agli sprechi scriteriati di anni passati, quando investimenti di tal fatta erano la regola, ci sembra poco saggio perseverare.
Possibile che non ci siano altri modi per investire più utilmente questa ingente risorsa finanziaria? Perché non promuovere come valore incomparabile del Verbano Cusio Ossola proprio la rudezza, la selvaggità, l’integrità delle sue valli (doti da conservare o da recuperare, ove intaccate)? Inventare stazioni di sci alpino dove la natura si oppone, significa costringere gli utenti a confronti inclementi con ben altre stazioni alpine, ma nel contempo i lavori di sbancamento necessari per le opere avranno ulteriormente intaccato il bene naturale irripetibile, così come fanno inesorabilmente le innumerevoli cave mal coltivate, gli impianti idroelettrici che assetano i greti dei torrenti, le inutili strade di montagna.
Vi imploriamo di riflettere.
Con osservanza.
Dott. Italo Orsi
Presidente Italia Nostra VCO
Amelia Alberti
Presidente Legambiente Circolo Verbano
13/06/2005