ELISUPERFICIE A MACUGNAGA
Allo scadere del termine dell'emergenza
per il lago Effimero, il sindaco-ambientalista
ha deciso di spianare e asfaltare
un bosco di larici
11.7.04
AL CAPO DEL DIPARTIMENTO PROTEZIONE CIVILE
c/o Presidenza del Consiglio dei Ministri
AL COMANDANTE DELLA POLIZIA PROVINCIALE
c/o Provincia VCO
AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA VCO
AL PRESIDENTE DELLA REGIONE PIEMONTE
AL MAGISTRATO AGLI USI CIVICI DEL PIEMONTE
Oggetto:
ORDINANZA MINISTERIALE N. 3227/02 (DISPOSIZIONI URGENTI CONSEGUENTI ALLA GRAVE SITUAZIONE DI RISCHIO CAUSATA DAL FENOMENO DI INVASO EPIGLACIALE NEL GHIACCIAIO BELVEDERE DEL MONTE ROSA NEL TERRITORIO DELLA PROVINCIA DEL VCO). COSTRUZIONE DI UNA SUPERFICIE PER L’ATTERRAGGIO DI EMERGENZA DI ELICOTTERI. CONTESTAZIONE.
Con l’Ordinanza richiamata il Presidente del Consiglio dei Ministri decretava lo stato di emergenza per il rischio venutosi a creare a valle del cosiddetto lago Effimero, sul monte Rosa, territorio del Verbano Cusio Ossola. Grazie anche agli interventi solleciti ed efficaci messi in moto dall’Ordinanza stessa, lo stato di emergenza vero e proprio si concluse in tempi brevi, benché rimanesse prudenzialmente in vigore, reiterata, l’Ordinanza, fino al 31 luglio 2004.
Tra le opere ritenute nell’immediato necessarie al servizio del cantiere in quota, venne prevista la costruzione di un’elisuperficie a monte del paese di Macugnaga, in frazione Pecetto, proprio alle falde del monte Rosa. La spesa prevista venne quantificata in € 60.000,00, secondo il computo di un tecnico incaricato dal Comune di Macugnaga e validato dalla Regione Piemonte. L’elisuperficie non venne mai costruita. Anche in assenza dell’opera programmata, gli elicotteri hanno comunque operato magnificamente per il tempo necessario, appoggiandosi ad altra elisuperficie vicina. Giunti ormai al termine dello stato operativo di emergenza decretato dall’Ordinanza richiamata e da sue successive integrazioni, mentre nessuna preoccupazione sta destando lo stato del lago Effimero, il Comune di Macugnaga ha deciso di approfittare in questi giorni del finanziamento concesso, per costruire in fretta e furia l’elisuperficie, di cui non si avverte oggi, né si è avvertita in passato, alcuna necessità relativamente allo stato emergenziale, praticamente terminato, e che andrà ad impattare in un ambiente tutelato dalle leggi vigenti, superate dallo stato emergenziale, essendo in zona a bosco di larici, a rischio idrogeologico, all’interno di un’oasi faunistica provinciale, su terreni gravati da uso civico, all’incrocio con una pista da sci molto frequentata (che in estate si trasforma in passeggiata turistica), a poca distanza dalle abitazioni, non sottoposto al parere tecnico dell’ENAC. La costruzione dell’elisuperficie è iniziata il giorno 1 luglio 2004 e terminerà il giorno 31 luglio 2004, lo stesso della scadenza del periodo emergenziale.
Per quanto riguarda la nostra Associazione, siamo intervenuti più volte in passato su questo tema, anche direttamente con il sindaco, sig. Teresio Valsesia, per convincerlo del danno irreparabile che l’elisuperficie avrebbe costituito per il comune turistico di Macugnaga, visto che lo stato di emergenza era stato affrontato egregiamente con altra esistente elisuperficie e che nessuno stato di emergenza è oggi in vigore o prevedibile. Sollecitandolo nel contempo a porre rimedio, nello stesso luogo, ad alcuni passati interventi emergenziali, mai resisi utili e oggi del tutto superflui, costituiti da orribili muraglioni ad elevato impatto ambientale, destinanti a contenere lo straripamento del lago delle Locce, altro lago effimero del monte Rosa. Nella mattinata di ieri, chiamata dagli amici di Macugnaga, tra cui anche consiglieri comunali di minoranza, mi sono recata sul luogo, riscontrando lo stato del cantiere, dove – tra l’altro – operava una grossa ruspa, che smuoveva terra e massi di notevole dimensione, in assenza di delimitazioni e di regolare cartello informativo, cosa che ho immediatamente denunciato alla locale caserma della Guardia di Finanza (non essendo aperta nella mattinata né la caserma dei Carabinieri, né quella del CFS). Sono già stati abbattuti e asportati centinaia di larici preziosi ed è stata tracciata nel bosco la strada di collegamento, che verrà logicamente asfaltata, così come la piazzola. Sorge, anzi, il dubbio legittimo che la costruzione della strada, che potrebbe dare il via alla costruzione di ulteriori abitazioni, non ancora previste dal PRGC, sia lo scopo recondito delle opere in corso.
Abbiamo saputo che nei prossimi giorni il Capo del Dipartimento di Protezione Civile si recherà a Macugnaga per verificare lo stato del rischio e dei lavori conseguenti e per concludere lo stato di emergenza. Noi preghiamo lo stesso, e tutte le Autorità cui questa lettera è inviata, di intervenire a bloccare i lavori in corso, prima che sia irrimediabilmente troppo tardi. Chiediamo altresì di essere ricevuti per un colloquio, insieme con i cittadini di Macugnaga preoccupati per quanto sta avvenendo.
Macugnaga ha bisogno della sua bellezza e del suo ambiente naturale, se vuole continuare a vivere come paese turistico.
Dott.ssa Amelia Alberti
Presidente Circolo Verbano di Legambiente
11/07/2004