Non sappiamo ancora come e quando finirà l'emergenza incendio sulla città
di Verbania. Una colonna di fumo nero da ore invade il cielo,
sovrastando il Monterosso. Montagne di carta, copertoni, plastiche,
combustibili e chissà cos'altro bruciano inestinguibili all'interno del
rottamatore Betteo, a pochi metri dai serbatoi di Acetati e dalle case. Si
aspettano i canadair. Non abbiamo più parole per deplorare l'assurda
distribuzione urbanistica di Verbania e l'inciviltà con cui le aziende
vengono condotte. Temiamo però che neppure i peggiori incidenti sappiano
insegnare qualcosa ai politici locali, finora sordi e ciechi, attenti solo
a contare i consensi attorno alle loro scelte insensate. Eletti per
compiacere, sembrano, e non per guidare il popolo con saggezza e
lungimiranza. Proprio stamattina si celebrava in Tribunale
un'importante udienza del primo processo contro i miasmi di Acetati,
promosso da Legambiente e dai cittadini. Aspettavamo un rappresentante del
Comune o della Provincia, al fianco dei cittadini, al fianco della città.
Non si è visto nessuno. Che vergogna.
Amelia Alberti, Legambiente