Nella foto: La fabbrica Acetati-Italpet
 
 
SECONDO SEMESTRE DI COMMISSARIATO PER ACETATI-ITALPET
Il prefetto-commissario fa il punto della situazione
27.06.03
 
Il prefetto-commissario ha convocato i giornalisti (sotto l'articolo da La Stampa), per fare il punto della situazione, all'alba del secondo semestre del suo mandato. (Di quanti infiniti semestri sarà fatto il suo mandato? e intanto Acetati continuerà a scaricare a lago le sue schifezze e a progettare depuratori meravigliosi, che non costruirà mai? Ne riparleremo presto)
26 Giugno 2003

EMERGENZA AMBIENTALE AL POLO CHIMICO DI VERBANIA, IL PREFETTO FA IL PUNTO SULLA SPERIMENTAZIONE: NOTE POSITIVE E ANCORA MOLTE INCERTEZZE


Italpet costruisce il depuratore


La società si «separa» da Acetati e Expedio Otto

Aristide Ronzoni
VERBANIA
La vicenda «Acetati spa» evolve verso nuovi scenari dai quali si intravedono allo stesso tempo dati concreti e incertezze. La novità è la decisione di Italpet di operare autonomamente nel percorso di depurazione delle acque reflue. I vertici aziendali hanno già chiesto al Commissario straordinario, il prefetto Alfonso Pironti, di poter agire separatamente da Acetati e Expedio Otto sul versante della costruzione di un impianto interno finalizzato alla totale messa in sicurezza delle acque di scarico. Richiesta accolta dal Commissario che ha già rilasciato autorizzazione valida anche come licenza edilizia. All’interno della azienda sono già in corso lavori di sbancamento del terreno ed entro il 31 ottobre (termine della proroga concessa dal Commissario al Consorzio delle tre aziende chimiche) Italpet sarà dotata di depuratore a regime in grado di rispettare i limiti disposti nei mesi scorsi dal Ministero competente e fissati in 20 micro grammi per litro di sostanza pericolose. Limiti il cui rispetto produrrà praticamente lo scarico di acqua potabile. Meno roseo e più incerto si prospetterebbe invece il futuro di Acetati i cui vertici hanno affidato al professor Renato Vismara - insigne cattedratico milanese - studio e coordinamento del piano di sperimentazione atto a risolvere il problema degli scarichi inquinanti per la presenza di Acetamide, Acetaldeide e Formaldeide, quest’ultima sostanza quella maggiormente a rischio di possibile cancerogenesi umana.
Dalla relazione tecnica sottoposta al Commissario Pironti si desume che test e sperimentazioni sono tesi a verificare l’attendibilità di processi di ossidazione dei reflui pericolosi che verranno anche trattati con acido nitrico, filtri a carbone attivo e successivamente passati in una vasca in grado di trattenere le sostanze maggiormente a rischio di inquinamento delle acque di scarico. Ulteriore opera prevista dal cronoprogramma di Acetati è la separazione delle acque meteoriche da quelle impiegate per il lavaggio del prodotto evitando così fenomeni di diluizione.
Il quadro generale delle sperimentazioni in atto nel polo chimico che fa capo alla «Mossi e Ghisolfi» è stato illustrato ieri in conferenza stampa a Villa Taranto dallo stesso prefetto che per quanto riguarda il «percorso Italpet» si è detto soddisfatto perché «finalmente si è passati da teorie e proposte ad atti concreti». Il Commissario ha preso atto degli sforzi compiuti dalle aziende nell’affrontare la difficile emergenza inquinamento già all’indomani del sequestro degli scarichi disposto dalla magistratura e ha prorogato al 20 novembre 2003 il termine di sperimentazione in scadenza al 31 ottobre prossimo. «Per quella data - precisa il prefetto - dovremo però essere in possesso di soluzioni concrete, che evidenzino che i limiti di 50 micro grammi per litro quale concentrazione massima delle aldeidi totali sono rispettati. Potrà invece dilazionarsi nel tempo la ricerca di eventuali processi produttivi mirati ad abbandonare l’impiego di formaldeide che ho comunque già caldeggiato nelle precedenti note inviate alla azienda». Spazi ristretti dunque per le modifiche alla produttività di Acetati la quale, nella malaugurata ipotesi del fallimento delle sperimentazioni, sarebbe candidata alla inesorabile chiusura.