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26 Giugno 2003
EMERGENZA AMBIENTALE AL POLO CHIMICO DI VERBANIA,
IL PREFETTO FA IL PUNTO SULLA SPERIMENTAZIONE: NOTE POSITIVE E ANCORA
MOLTE INCERTEZZE
Italpet costruisce il depuratore
La società si «separa» da Acetati e
Expedio Otto
Aristide Ronzoni
VERBANIA
La vicenda «Acetati spa» evolve verso nuovi scenari dai quali si
intravedono allo stesso tempo dati concreti e incertezze. La novità
è la decisione di Italpet di operare autonomamente nel percorso
di depurazione delle acque reflue. I vertici aziendali hanno già
chiesto al Commissario straordinario, il prefetto Alfonso Pironti,
di poter agire separatamente da Acetati e Expedio Otto sul
versante della costruzione di un impianto interno finalizzato alla
totale messa in sicurezza delle acque di scarico. Richiesta
accolta dal Commissario che ha già rilasciato autorizzazione
valida anche come licenza edilizia. All’interno della azienda
sono già in corso lavori di sbancamento del terreno ed entro il
31 ottobre (termine della proroga concessa dal Commissario al
Consorzio delle tre aziende chimiche) Italpet sarà dotata di
depuratore a regime in grado di rispettare i limiti disposti nei
mesi scorsi dal Ministero competente e fissati in 20 micro grammi
per litro di sostanza pericolose. Limiti il cui rispetto produrrà
praticamente lo scarico di acqua potabile. Meno roseo e più
incerto si prospetterebbe invece il futuro di Acetati i cui
vertici hanno affidato al professor Renato Vismara - insigne
cattedratico milanese - studio e coordinamento del piano di
sperimentazione atto a risolvere il problema degli scarichi
inquinanti per la presenza di Acetamide, Acetaldeide e
Formaldeide, quest’ultima sostanza quella maggiormente a rischio
di possibile cancerogenesi umana.
Dalla relazione tecnica sottoposta al Commissario Pironti si
desume che test e sperimentazioni sono tesi a verificare
l’attendibilità di processi di ossidazione dei reflui
pericolosi che verranno anche trattati con acido nitrico, filtri a
carbone attivo e successivamente passati in una vasca in grado di
trattenere le sostanze maggiormente a rischio di inquinamento
delle acque di scarico. Ulteriore opera prevista dal
cronoprogramma di Acetati è la separazione delle acque meteoriche
da quelle impiegate per il lavaggio del prodotto evitando così
fenomeni di diluizione.
Il quadro generale delle sperimentazioni in atto nel polo chimico
che fa capo alla «Mossi e Ghisolfi» è stato illustrato ieri in
conferenza stampa a Villa Taranto dallo stesso prefetto che per
quanto riguarda il «percorso Italpet» si è detto soddisfatto
perché «finalmente si è passati da teorie e proposte ad atti
concreti». Il Commissario ha preso atto degli sforzi compiuti
dalle aziende nell’affrontare la difficile emergenza
inquinamento già all’indomani del sequestro degli scarichi
disposto dalla magistratura e ha prorogato al 20 novembre 2003 il
termine di sperimentazione in scadenza al 31 ottobre prossimo. «Per
quella data - precisa il prefetto - dovremo però essere in
possesso di soluzioni concrete, che evidenzino che i limiti di 50
micro grammi per litro quale concentrazione massima delle aldeidi
totali sono rispettati. Potrà invece dilazionarsi nel tempo la
ricerca di eventuali processi produttivi mirati ad abbandonare
l’impiego di formaldeide che ho comunque già caldeggiato nelle
precedenti note inviate alla azienda». Spazi ristretti dunque per
le modifiche alla produttività di Acetati la quale, nella
malaugurata ipotesi del fallimento delle sperimentazioni, sarebbe
candidata alla inesorabile chiusura.
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