Nella foto: Il lago Maggiore

SYNDIAL, BONIFICA, SOLDI
Si parla di soldi ma non di bonifica
intorno a Pieve Vergonte
11.08.10
Dal sito http://www.verbanianews.it/joomla/fatti/eco/2940-bonifica-pieve-puo-attendere#CommentForm prendo le ultime informazioni sulla tela di penelope che è la bonifica a Pieve Vergonte del sito ex Enichem. In coda un intervento mio, che ho imbucato a commento nello stesso spazio web.
Continua la battaglia legale tra la Syndial (Eni) e il Ministero dell'Ambiente. In ballo risarcimento da due miliardi di euro. Ma indiscrezioni di Milano Finanza parlano di un tentativo di transazione in corso.
VERBANIA (VCO) - La Corte d'appello di Torino - si legge su un articolo di MF del 6 agosto scorso (consultabile a questo indirizzo) - deciderà dopo l'estate sul ricorso intentato da Syndial contro la sentenza di primo grado che ha condannato la società del gruppo Eni a pagare al ministero dell'Ambiente quasi 2 miliardi di euro per l'inquinamento da Ddt del Lago Maggiore. Inquinamento provocato dall'ex EniChem di Pieve Vergonte. Ma secondo quanto si legge nell'articolo sarebbe in corso il tentativo di raggiungere una transazione con il ministero retto da Stefania Prestigiacomo. Secondo l'articolo di MF la Corte ha già esaminato le carte a dicembre 2009, decidendo di rimandare a udienza inizialmente fissata al 28 maggio scorso. Ora i tempi slittano a dopo l'estate.
Syndial - si legge su Mf - ha impugnato anche il verbale del 28 aprile 2009, col quale la Conferenza dei servizi ha approvato il piano per la salvaguardia ambientale delle aree inquinate. «L'impugnazione», si legge nella relazione del bilancio 2009 dell'Eni, «è stata proposta non per contestare il contenuto del piano, al quale la società sta dando corso, ma per evitare di prestare implicitamente acquiescienza alla richiesta del ministero, che configura l'obbligo in capo a Syndial di effettuare la bonifica».
Nel frattempo, ci segnala un lettore, il ministero dell'Ambiente nei giorni scorsi (leggi articolo adnkronos) ha aaprovato una serie di provvedimenti per la bonifica di sette siti contaminati in Italia. Ma per Pieve Vergonte nessuna novità.
Ci permettiamo di rilevare, in tempi in cui si discute di come avere un milione o due in più di risorse per il territorio, come la classe dirigente dello stesso territorio non sembri particolarmente accalorata sui destini di un risarcimento da due miliardi, che per logica il ministero dovrebbe impiegare proprio nel Vco e sul lago Maggiroe danneggiati dall'inquinamento da Ddt.
Dal 1996 seguo le vicende di Pieve Vergonte per conto della mia associazione, e ormai dispero di vederne l'esito felice, cioè una bonifica fatta a regola d'arte, un territorio tornato alla normalità. Forse sarebbe stato tutto più facile, se fosse stata sospesa la produzione, impiegando gli operai nella bonifica, che avrebbe riguardato contemporaneamente tutto il sito. Al momento, chi poteva decidere ha deciso per la cessione degli impianti a Tessenderlo, comprese le due centrali idroelettriche, e la continuazione della produzione su due terzi del sito, ma a linea produttiva ridotta e a personale ridotto. Per quattordici anni gli amministratori comunali, provinciali, regionali, con funzionari, Arpa e Asl e sindacati al seguito, sono andati avanti e indietro da Roma alle conferenze dei servizi, hanno visionato numerosi piani di bonifica, ne hanno approvato alcuni, ma sostanzialmente la situazione è rimasta immutata: uniche opere di bonifica, le innumerevoli analisi del suolo e del sottosuolo e della falda, il drenaggio delle acque di falda e la loro depurazione, l'abbattimento degli edifici più inquinati, l'esportazione in Germania delle terre più contaminate. La nomina dell'avv. Marchioni di Baveno nel Consiglio di Amministrazione di ENI aveva fatto ben sperare per una rapida e felice conclusione della vicenda. L'enormità delle cifre in gioco, però, mette sicuramente in difficoltà il vice-presidente della Provincia VCO, che da una parte vedrebbe di buon occhio questi soldi almeno parzialmente reinvestiti nel suo territorio, ma dall'altra è tenuto a tutelare gli interessi di ENI-Syndial. Un bell'intrico avvelenato. (La cifra imposta per il risarcimento, che sembra enorme, tiene conto che i fondali del Toce e del lago Maggiore, secondo lago d'Italia, sono letteralmente fasciati, e per sempre, da DDT, arsenico e mercurio. Se vi sembra poca cosa...). Amelia Alberti, Legambiente