Nella foto: Cinghiali

 

I CINGHIALI FANNO DANNI

Quali gli effetti? quali le cause?

16.03.10

 


Gli uomini fanno i danni, la natura li paga. Da quando la specie "homo" è stata in grado di prevaricare, l'ha fatto, sempre, direttamente o indirettamente. Ce ne accorgiamo con più partecipazione, quando ciò avviene nei confronti degli animali, che sappiamo essere dotati di sentimenti e capacità di sofferenza. E vengo all'articolo di oggi su La Stampa: abbattimento dei cinghiali nel parco Valgrande (ma non solo), per contenerne il numero. Come tutti sanno, i cinghiali non sono autoctoni nel nostro territorio, ma sono stati liberati dai cacciatori, a scopo di caccia. I cinghiali sono però prolifici eprevaricanti sulla fauna locale e sull'ecosistema dei nostri boschi, ormai privi di grossi carnivori. Ora i cinghiali sono troppi e fanno danni. E noi li abbattiamo. Ci sono altre soluzioni? Chissà.

 

Stampa Articolo

16 Marzo 2010


PIANO DI CONTENIMENTO. CENTO ANIMALI NEL MIRINO IN TRE ANNI


Domande entro lunedì


A lezione per abbattere i cinghiali


Quaranta ore a palazzo Pretorio

 

 

[FIRMA]RENATO BALDUCCI
VOGOGNA
Cento cinghiali da catturare in tre anni. E’ la quota massima di abbattimenti prevista dal piano di gestione del cinghiale redatto dal consiglio direttivo del parco nazionale della Val Grande. Non un’azione di caccia, ma un un intervento selettivo per contenere i porcastri e soprattutto arginare i danni che causano nelle zone abitate ai confini del parco. Da Cicogna a Colloro di Premosello, sino a Genestredo, la frazione di pietra di Vogogna.
Approvato nel luglio scorso dal Ministero dell’ambiente, il piano era già stato attivato con l’introduzione di gabbie per la cattura dei cinghiali. Ora, scatta la parte di contrasto più decisa. Quella che prevede l’utilizzo di cacciatori che opereranno sotto il controllo del Corpo forestale dello Stato. Il Parco nazionale ha indetto un corso per «istruire» un gruppo di trenta persone (già in possesso del permesso di caccia) ad intervenenti in situazioni di emergenza. «Dopo aver sperimentato il sistema delle gabbie si parte con la formazione per cacciatori in grado di catturare i cinghiali che stanno causando danni e mettono a rischio l’incolumità pubblica dei residenti delle frazioni che sorgono nel parco» dice il presidente Pier Leonardo Zaccheo. E spiega: «Non si tratta di aprire la caccia nel parco, cosa vietata, ma di contenere l’espansione di una specie non autoctona che ha comportamenti imprevedibili, prolifica in quantità e non ha nel nostro territorio un predatore».
Il direttore Tullio Bagnati e la responsabile dell’educazione ambientale del parco Cristina Movalli rimarcano come «il corso serva ad avere risorse in loco per fronteggiare le emergenze. Nel caso ci fossero troppi iscritti daremo precedenza ai residenti. I prelievi saranno eseguiti solo in presenza di vero squilibirio ecologico». Gli ultimi dati in mano al parco (risalgono al 2008) parlano di una presenza di circa 200 cinghiali. Le squadre saranno formate da due, tre cacciatori che opereranno sorvegliate dalla Forestale. Dice il tenente colonnello Massimo Mattioli: «Accompagneremo i coadiutori che entreranno in azione solo, quando, dove e se ce ne sarà bisogno». Nell’estate 2009 il Parco ha già sperimentato alcune azioni di controllo nel territorio di Cicogna. Erano stati abbattuti tre cinghiali. Devono pervenire entro le 12 di lunedì 22 marzo le domande di ammissione al corso per l’abilitazione di coadiutori ai piani di controllo numerico del cinghiale in Val Grande. Vanno inoltrate all’Ente parco nazionale Val Grande, piazza Pretorio 6, 28805 Vogogna. Saranno ammessi 30 partecipanti più 5 uditori. Le lezioni (40 ore) si terranno a palazzo Pretorio di Vogogna a partire dal 7 aprile. I requisiti richiesti sono il possesso di licenza di porto di fucile per uso caccia in zona Alpi, il possesso di regolare copertura assicurativa per l’esercizio venatorio e non aver riportato condanne penali, non aver mai ricorso al beneficio del patteggiamento, non avere procedimenti penali in corso.