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[FIRMA]RENATO
BALDUCCI
VOGOGNA
Cento cinghiali da catturare in tre
anni. E’ la quota massima di abbattimenti prevista dal piano
di gestione del cinghiale redatto dal consiglio direttivo
del parco nazionale della Val Grande. Non un’azione di
caccia, ma un un intervento selettivo per contenere i
porcastri e soprattutto arginare i danni che causano nelle
zone abitate ai confini del parco. Da Cicogna a Colloro di
Premosello, sino a Genestredo, la frazione di pietra di
Vogogna.
Approvato nel luglio scorso dal
Ministero dell’ambiente, il piano era già stato attivato con
l’introduzione di gabbie per la cattura dei cinghiali. Ora,
scatta la parte di contrasto più decisa. Quella che prevede
l’utilizzo di cacciatori che opereranno sotto il controllo
del Corpo forestale dello Stato. Il Parco nazionale ha
indetto un corso per «istruire» un gruppo di trenta persone
(già in possesso del permesso di caccia) ad intervenenti in
situazioni di emergenza. «Dopo aver sperimentato il sistema
delle gabbie si parte con la formazione per cacciatori in
grado di catturare i cinghiali che stanno causando danni e
mettono a rischio l’incolumità pubblica dei residenti delle
frazioni che sorgono nel parco» dice il presidente Pier
Leonardo Zaccheo. E spiega: «Non si tratta di aprire la
caccia nel parco, cosa vietata, ma di contenere l’espansione
di una specie non autoctona che ha comportamenti
imprevedibili, prolifica in quantità e non ha nel nostro
territorio un predatore».
Il direttore Tullio Bagnati e la
responsabile dell’educazione ambientale del parco Cristina
Movalli rimarcano come «il corso serva ad avere risorse in
loco per fronteggiare le emergenze. Nel caso ci fossero
troppi iscritti daremo precedenza ai residenti. I prelievi
saranno eseguiti solo in presenza di vero squilibirio
ecologico». Gli ultimi dati in mano al parco (risalgono al
2008) parlano di una presenza di circa 200 cinghiali. Le
squadre saranno formate da due, tre cacciatori che
opereranno sorvegliate dalla Forestale. Dice il tenente
colonnello Massimo Mattioli: «Accompagneremo i coadiutori
che entreranno in azione solo, quando, dove e se ce ne sarà
bisogno». Nell’estate 2009 il Parco ha già sperimentato
alcune azioni di controllo nel territorio di Cicogna. Erano
stati abbattuti tre cinghiali. Devono pervenire entro le 12
di lunedì 22 marzo le domande di ammissione al corso per
l’abilitazione di coadiutori ai piani di controllo numerico
del cinghiale in Val Grande. Vanno inoltrate all’Ente parco
nazionale Val Grande, piazza Pretorio 6, 28805 Vogogna.
Saranno ammessi 30 partecipanti più 5 uditori. Le lezioni
(40 ore) si terranno a palazzo Pretorio di Vogogna a partire
dal 7 aprile. I requisiti richiesti sono il possesso di
licenza di porto di fucile per uso caccia in zona Alpi, il
possesso di regolare copertura assicurativa per l’esercizio
venatorio e non aver riportato condanne penali, non aver mai
ricorso al beneficio del patteggiamento, non avere
procedimenti penali in corso. |