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Situazione attuale |
Progetto |
AL SINDACO DI VERBANIA
e per conoscenza
-AL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI
PRESSO LA SOPRINTENDENZA DEL PIEMONTE
PER I BENI ARCHITETTONICI E PER IL PAESAGGIO
-ALLA REGIONE PIEMONTE
ASSESSORATO BENI AMBIENTALI
Oggetto:
S.U.E. “EX COLONIA ETTORE MOTTA” RECUPERO COMPLESSO AD USO TURISTICO RICETTIVO. OSSERVAZIONI.
Alla sottoscritta Associazione Ambientalista è stato sottoposto in esame, da parte di un gruppo di cittadini preoccupati, il progetto di modifica sostanziale del complesso “Ex Colonia Ettore Motta” in Verbania-Suna, che comporterebbe un aumento di volumetria complessiva da mc 56.000 circa a mc 86.000 circa su un’area di oltre 126.000 mq. Esso viene così introdotto dalla Relazione Generale: “La proprietà costituisce uno degli ultimi inestimabili patrimoni immobiliari unitari, di rilevante dimensione, sul lago Maggiore. Il sito è collocato sulla sponda piemontese del lago, in territorio di Verbania, lungo la costa compresa tra Suna e Fondotoce, direttamente affacciato sul golfo Borromeo. L’area ... presenta una morfologia tipica delle sponde del lago, con tratti di pendice terrazzate, alternati a porzioni di costa scoscese, per lo più rocciosa; il terreno è compreso tra la quota 340 slm e il lago a quota 194 slm. ... La realizzazione del complesso risale al 1924, epoca in cui la Edison di Milano, sotto la guida di Giacinto Motta, vede uno dei periodi di massimo splendore. ... In questo fervore architettonico culturale, l’illuminismo imprenditoriale aveva in uso di creare anche importanti strutture di supporto sociale destinate ai nuclei famigliari dei dipendenti, tra le quali colonie estive, preventori e case di soggiorno. In particolare quella in questione, destinata a colonia per i dipendenti Edison, sorta con criteri funzionali definibili di avanguardia per l’epoca, ed in grado di ospitare fino a oltre 600 bambini, si può inquadrare in tale tipologia di eclettismo architettonico. Tali caratteristiche sono particolarmente evidenti nella composizione dell’edificio centrale, destinato a mensa e centro ricreativo del complesso. Meno importanti, sotto l’aspetto architettonico, i grandi contenitori dormitorio, posizionati nella parte alta, mentre di nuovo significativo è l’edificio denominato “Pensionato”, realizzato nel 1929 con funzioni di convalescenziario per i dipendenti, che, quasi a guisa di torre-faro, si affaccia dalla pendice, spaziando con una vista ineguagliabile verso le Isole Borromee e la piana di Fondotoce. Grande attenzione fu posta pure nell’allestimento del grande parco, con impianto di essenze arboree notevoli e la formazione di percorsi. ... Con i primi anni settanta il complesso chiude ed inizia un percorso travagliato che lo conduce all’attuale stato di pressocchè totale abbandono ... Recentemente la proprietà è stata rilevata ... da un gruppo di industriali del Bresciano, che si sono immediatamente impegnati nello sviluppo di un progetto di recupero e rifunzionalizzazione del complesso a fini ricettivo-turistici”. Alla descrizione fa seguito la sintesi dell’esistente, che si conclude con il seguente:
Complessivamente, quindi, siamo di fronte ad un impianto edilizio di notevole consistenza, per il quale, considerati gli aspetti strutturali e l’articolazione, risulta conveniente impotizzare il recupero mediante interventi di ristrutturazione completa con ampliamenti.”
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Superficie fondiaria |
mq |
126.586,00 |
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Superficie coperta |
mq |
6.483,07 |
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Rapporto di copertura |
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4,33% |
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Superficie lorda |
mq |
13.750,76 |
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Altezza max |
mt |
6,60<h<20,50 |
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Volume |
mc |
55.731,76 |
“L’intervento – spiega ancora la Relazione Generale – prevede la conversione del complesso da colonia a villaggio turistico, conformemente alle previsioni di piano regolatore, che, anche nel nuovo strumento urbanistico approvato in versione definitiva con DCC 89 del 16.07.03, conferma tale destinazione, per una volumetria complessiva pari a 90.000 mc ... Il complesso degli edifici è posizionato nella parte alta della proprietà e risulta servito da una strada interna di buona realizzazione ... Il notevole volume esistente e il suo stato di conservazione ... rendono opportuno valutarne il recupero, almeno per quanto riguarada le strutture principali. Peraltro il recupero di volumi così importanti sotto l’aspetto dimensionale e sostanzialmente di tipologia architettonica non ideale per la nuova destinazione, condiziona non poco le scelte architettoniche-compositive della progettazione, costituendo l’adattabilità delle stesse ad un uso turistico ricettivo ad alloggi, quale è l’obiettivo imposto dalla Committenza, un tema progettuale di non facile soluzione. Altro elemento condizionante la progettazione è costituito dall’orografia del parco, che non presenta molte zone facilmente utilizzabili per nuove edificazioni. ... Obiettivo principale del progetto è quello di ... costituire un vero polo di attrazione per il tempo libero. ... Naturalmente a fianco delle residenze turistiche e delle varie tipologie di strutture di accoglienza, sono individuati locali di ristoro, bar, piscine, tennis, centro benessere, spazi espositivi, locali commerciali, centro nautico attrezzato. ... Motivo conduttore dominante delle scelte di composizione architettonica dei prospetti principali e delle modalità di intervento è la necessità di inserire nelle attuali superfici verticali d’ambito esterno grandi aperture e logge coperte, in modo da dotare ogni singola unità di uno spazio esterno di uso esclusivo, affacciato sul paesaggio del golfo Borromeo. Altra scelta importante ... è la differenziazione delle caratteristiche tipologiche di ricettività ... Saranno, infatti, presenti alloggi di taglio medio-piccolo, unità ricettive di tipo alberghiero, appartamenti di medie dimensioni, edifici isolati di tipologia unifamiliare. ... Particolare importanza riveste la sistemazione della fascia spondale.”
Questi in estrema sintesi gli
Interventi edilizi di riqualificazione e trasformazione:
Centro benessere e sport (mq tot 2.186, mc 6.970, h 6,65)
Appart-hotel e centro servizi (mq tot 4.797, mc 15.922, h 13)
Residence torre (mq tot 5.102, mc 16.489, h 19,95)
Residence nuovo (mq tot 3.864, mc 13.328, h 20,50)
Residence ( mq tot 2.072, mc 9.091, h 13,50)
Belvedere e connettivo (mq tot 381,42, mc 1.144, h 6)
Residence (mq tot 1.913, mc 8.437, h 14)
per un totale di interventi di recupero pari a mc 71.905.
Interventi di nuova costruzione:
Borgo nuovo (unità 20, mq tot 2.534, mc 7.602, h 6)
Borgo vecchio (unità 29, mq tot 2.230, mc 6.690, h 6)
Le unità ricettive totali saranno 299, le aree a standard mq 5.495, e verranno individuate per la costruzione di un tratto di pista ciclabile sulla statale a lago.
La rete fognaria sarà completamente rifatta e allacciata agli impianti di depurazione. La rete acqua potabile sarà allacciata alla rete comunale, con opportune vasche di accumulo (2x200 mc), per un’autonomia di circa 48 ore. Per sicurezza, si prevede di costruire un impianto di potabilizzazione dell’acqua di lago. Il fabbisogno idrico è calcolato per una presenza massima di utenti pari a 1.000 persone.
“Una struttura turistica concepita come sopra illustrato – conclude la relazione – ha innegabilmente forti implicazioni con il territorio. ... Il numero di presenze turistiche in Verbania incrementerebbe di un numero annuo di 106.000 unità, pari a + 30%. ... L’occupazione diretta generata dalle attività è stimabile in 47 unità, più 12 addetti alle manutenzioni.”
La breve sintesi del progetto illustra compiutamente la trasformazione totale dell’ampia porzione di territorio prospiciente il lago, che fino ad oggi si presentava come un’area boscata, al cui interno, nella parte alta non visibile dalla sponda, erano poste alcuni edifici di notevoli dimensioni, alcuni di pregevole fattura. L’aumento di volumetria concesso dal Piano Regolatore, unito alle varietà architettoniche e compositive degli edifici previsti e alla loro distribuzione a pioggia su tutta l’area, produrranno effetti di modifica sostanziale dell’area stessa e della sua percezione, che, lungi dall’essere considerati dal progettista come ricadute negative da mitigare, sono sottolineati come attrazioni per l’acquisto e l’affittanza da parte di utenti tanto più numerosi e diversi. Il carico urbanistico indotto appare al progettista superabile con semplici interventi tecnici a carico della comunità, modesto accidente di percorso, compensato dallo sviluppo del turismo e dell’occupazione.
Per commentare al meglio l’intervento e i motivi della nostra opposizione, abbiamo scelto di fare nostro, con qualche stralcio per le parti non esattamente sovrapponibili, il contenuto letterale di un provvedimento della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio del Piemonte, firmato per il Soprintendente dal dott. Francesco Pernice, trasmesso in data 16.01.04 a diversi Enti, tra cui il Comune di Cannobio, in merito al “Progetto di realizzazione di insediamenti edilizi ad uso residenziale-alberghiero” nella zona Ex Preventorio di Cannobio, che per molti versi richiama il progetto in osservazione a Verbania (Prot. della Soprintendenza n. 297/bap/04). Il provvedimento del Soprintendente mirava nella fattispecie ad annullare una Determina autorizzatoria della Regione Piemonte (che non è questo il caso).
Ecco quindi le nostre Osservazioni.
CONSIDERATO che l’intervento consiste nella realizzazione di attuazione di Strumento Urbanistico Esecutivo sulla proprietà immobiliare ex Colonia Ettore Motta in comune di Verbania
CONSIDERATO che la località interessata dall’intervento ricade in area dichiarata di notevole interesse pubblico, in quanto area boschiva e situata entro 300 mt in linea d’aria dalla sponda lacuale
CONSIDERATO che è competenza specifica delegata alla Regione Piemonte accertare la compatibilità degli interventi edilizi da realizzarsi in zone protette con gli specifici valori paesistici dei luoghi
CONSIDERATO che per “intervento compatibile” dal punto di vista paesistico è da intendersi un intervento che non comprometta l’esteriore aspetto dei beni paesaggistico-ambientali, in quanto è l’esteriore aspetto degli stessi l’oggetto di protezione che ne giustifica la tutela ai sensi delle norme vigenti
CONSIDERATO che un intervento, per essere compatibile con le finalità di cui sopra, non deve dunque mettere in crisi il sistema di caratteristiche fisico-morfologiche peculiari, di evidente qualità paesistica, che sono alla base della motivazione della tutela del bene paesistico interessato
CONSIDERATO che la principale qualità che giustifica e impone di tutelare l’area interessata è quella di essere area boschiva (seppure attualmente degradata) in prossimità della sponda lacuale
CONSIDERATO che il valore di tale area è accresciuto nel caso specifico:
in relazione alla sua presenza consolidata nel tempo
in relazione al suo carattere di estrema continuità, omogeneità, compattezza
in relazione al fatto di essere del tutto integra e non compromessa nella sua estensione, nonostante la presenza di edifici, alcuni dei quali di notevole valore architettonico, non visibili dalla sponda lacuale
in relazione alla sua vicinanza al lago e alla valenza estetica e naturalistica del sistema che ne deriva
CONSIDERATO che l’intervento in progetto eliminerebbe per una notevole estensione la stessa area boschiva che è oggetto di tutela, compromettendone la continuità, sia in relazione alle edificazioni previste, sia in relazione allo stesso impianto del cantiere, con movimentazioni di terra, sbancamenti, presenza di mezzi pesanti e di vie temporanee di accesso per gli stessi
CONSIDERATO che il progetto, qualora attuato, comporterebbe dunque l’alterazione e la distruzione di tratti caratteristici della località, protetta ai sensi della normativa di tutela ambientale attualmente vigente, introducendovi un elemento estraneo al contesto paesaggistico, e che l’intervento, se attuato, comporterebbe la realizzazione di opere non compatibili con le imprescindibili esigenze di tutela e conservazione dei valori paesistici che rappresentano la ragione costitutiva del vincolo stesso
CONSIDERATO che il progetto non pare sostenuto dalla evidenza della compatibilità dell’opera che si intende realizzare con la salvaguardia dei valori paesistici protetti dal vincolo
CONSIDERATO che non è concesso, in sede autorizzatoria, di derogare all’accertamento di detti valori, sì che l’autorizzazione si traduca in una obiettiva deroga al vincolo stesso, tanto che l’autorizzazione si configurerebbe come rilasciata in mancata considerazione del pubblico interesse nazionale
CONSIDERATO che alcuni degli edifici che si andrebbero ad alterare in modo significativo, hanno più di cinquant’anni e sono da considerarsi beni culturali di interesse storico architettonico
SI CHIEDE di rivedere il progetto in modo sostanziale, mantenendo nel tempo immutata e semmai migliorata la percezione dei luoghi da parte dei cittadini e dei turisti, accorpando quanto più possibile i volumi improvvidamente concessi dal Piano Regolatore, rispettandone la tipologia costruttiva, mantenendo la copertura boschiva dei luoghi inalterata come estensione e numerosità degli elementi, con un piano di assestamento forestale che non sia finalizzato unicamente a dotare di “vista lago” le singole unità abitative e a creare spazi per le attività ludiche dei villeggianti.
SI RICHIAMANO inoltre, tra gli altri, due dei suggerimenti tratti dal Promemoria che il Circolo Verbano di Legambiente ha distribuito ai candidati nella prossime Elezioni Amministrative, consultabile nella sua interezza nel sito web dell’associazione:
“Il terreno vergine è un bene finito e irrecuperabile, e la popolazione non è in crescita. Gli strumenti urbanistici devono quindi avere finalità di restauro e di recupero, piuttosto che di espansione. L’Amministratore sensibile si vanta di non consumare suolo vergine. Il turismo, pur costituendo un irrinunciabile settore di attività economica, non può essere la giustificazione per stravolgimenti urbanistici irreparabili. Ugualmente non può costituire giustificazione sufficiente la tendenza in atto a costruire ovunque nuove zone industriali e nuovi centri commerciali, ben al di sopra di ogni ragionevole necessità.”
SI SUGGERISCE di richiedere che i volumi residenziali, restaurati e integrati nel senso sopra richiamato, vengano dotati di sistemi di riscaldamento e raffrescamento passivi secondo le più attuali tecniche costruttive, e di sistemi di approvvigionamento energetico da fonti alternative (solari, geotermiche).
Dott.ssa Amelia Alberti
Presidente Circolo Verbano di Legambiente
23/05/2004