Enichem s.p.a., nella persona del suo legale rappresentante, ha
patteggiato ieri, davanti al giudice dr.Cantarini, una pena pari 2 mesi
e 15 gg di reclusione, convertiti in euro 2850,00 di sanzione
pecuniaria, in seguito alla denuncia di Arpa di avere in più
occasioni scaricato nel Toce a Pieve Vergonte sostanze pericolose e
cancerogene (cloroformio) in concentrazioni superiori a quelle indicate
dalla Provincia come limiti tabellari, peraltro molto rigorosi. Sono
state ammesse come parti civili il Comune di Pieve Vergonte, la
Provincia VCO e il Circolo Verbano di Legambiente.
Lo scarico a cui si riferisce la condanna è quello che fuoriesce del
megadepuratore gestito appunto da Enichem e situato
a fianco degli impianti oggi Tessenderlo, che
raccoglie, depura e rinvia nel Toce le acque di falda emunte da
un centinaio di pozzi piezoelettrici, posti come sbarramento idraulico,
affinché le acque di falda, inquinate dalle terre soprastanti
contaminate da DDT, cloroderivati vari, arsenico e mercurio, non possano
drenare talquali verso il Toce e quindi il lago Maggiore. Lo
sbarramento idraulico, inaugurato nel 2001 dal ministro Matteoli, a
cinque anni dalla rivelazione dello scandalo DDT, è tuttora, insieme
all'asfaltatura dei viali interni e dei piazzali, l'unico
intervento effettuato nel quadro degli impegni di messa in sicurezza
e bonifica del sito. La bonifica delle terre contaminate è
peraltro indispensabile per giungere ad una soluzione definitiva del
problema, che invece è rinviata continuamente dalla divergenza di vedute
sulle modalità della sua realizzazione, tra le proposte di Enichem e le
richieste di Comune, Regione, Ministero. In questa estenuante mora
il Circolo Verbano di Legambiente non si stanca di ricordare a
tutti gli interlocutori e ai cittadini la pericolosità della situazione,
sia per i continui percolamenti di sostanze nocive, sia per
l'eventualità di un'alluvione eccezionale, che potrebbe trascinare a
valle insieme alle terre contaminate anche strutture e impianti
obsoleti.