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02 Giugno 2004
RESCHIGNA: «HO SEMPRE AGITO CON ASSOLUTA TRASPARENZA ED ONESTA’» Il sindaco di Verbania assolto nel caso del forno crematorio |
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Aristide Ronzoni VERBANIA «Prosciolto per non aver commesso il fatto» è la sentenza emessa ieri dal giudice Elena Stoppini a favore del sindaco Aldo Reschigna (processo con rito abbreviato a porte chiuse) accusato di gestione del vecchio forno crematorio in difformità di rinnovo di autorizzazione all’esercizio. Il pubblico ministero Fabrizio Argentieri aveva richiesto la condanna dell’imputato a 500 euro di ammenda. E’ calato il sipario dunque sul procedimento giudiziario che nella primavera 2003 indusse la magistratura al sequestro dell’impianto, oggi completamente ristrutturato. Soddisfatti per la sentenza assolutoria si sono detti l’avvocato difensore Giuseppe Russo e lo stesso Reschigna. «Tenevo molto a dimostrare la mia estraneità ai fatti - ha precisato il sindaco a processo concluso - perché ho sempre sostenuto di aver agito con assoluta trasparenza e onestà anche nei confronti dell’autorità inquirente. Non ho mai ostacolato l’azione della magistratura e debbo aggiungere che il processo si è celebrato in un clima sereno». Nella medesima udienza hanno formalizzato l’oblazione per estinzione del reato il capo Ufficio Tecnico comunale, ingegnere Lino Baldo e il tecnico dell’impianto, geometra Franco Dini (entrambi chiamati a rispondere della medesima accusa mossa al sindaco oltre all’emissione in atmosfera di effluvi maleodoranti) con il versamento di 1157 euro ciascuno. Oblazione anche per il conduttore del forno crematorio, Claudio Luvini (emissione di effluvi in atmosfera) che ha versato 641 euro. Il giudice ha respinto la costituzione a parte civile del Circolo Verbano Legambiente assistito dall’avvocato Francesco Sicher. Decisione questa motivata dal fatto che l’associazione ambientalista, secondo il giudice, non sarebbe rientrata tra le parti offese. Secondo la tesi della pubblica accusa, Baldo e Dini non avrebbero provveduto ad adeguare la struttura del forno crematorio al maggior carico di esercizio. La posizione del primo cittadino appariva nella sostanza di ordine formale a fronte del proprio ruolo di massima autorità responsabile del servizio di cremazione. Il sindaco però delegò a suo tempo Baldo e Dini alla effettiva gestione dell’impianto che nel 1989 prevedeva la cremazione di una sola salma alla settimana. «Il sindaco - ha precisato l’avvocato Russo - ha sempre avuto massima cura nel prevenire eventuale inquinamento tant’è che commissionò ripetuti controlli all’Arpa i cui tecnici non rilevarono mai emissioni oltre i limiti consentiti». |