Nella foto: Il polo chimico di Verbania-Pallanza
 
DI AMIANTO SI MUORE, ANCHE A VERBANIA
E' iniziato il processo contro i dirigenti ex Montefibre
imputati di 11 casi di morti per mesotelioma
8.06.04
 
E' fissata, per martedì 8 giugno 2004, ore 10, l'udienza preliminare, davanti al giudice dott. L. Montefusco, nel procedimento a carico di Andres Ugo + 25, dirigenti dell'azienda Montefibre (oggi Acetati), accusati, "in qualità di datori di lavoro o dirigenti della stessa, di negligenza, imprudenza, imperizia, e, comunque, nell'omessa adozione, nell'esercizio ovvero nella direzione dell'impresa, delle misure che, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sarebbero state necessarie a tutelare l'integrità fisica dei prestatori di lavoro, operanti all'interno dello stabilimento ubilcato in Verbania Pallanza", "omettendo ... di fornire ai lavoratori mezzi personali di protezione appropriati al rischio, sia per esposizione diretta che per esposizione indiretta, di inalazione di polveri-fibre di amianto, ... largamente impiegato all'interno degli ambienti di lavoro" soprattutto per "coibentare, decoibentare e ricoibentare le diverse strutture degli impianti di produzione", cagionavano la morte di undici operai, morti negli anni dal 1999 al 2003 per mesotelioma maligno alla pleura, tipico
tumore devastante, derivato dal contatto diretto della pleura con le fibre di amianto, che si rivela a distanza di dieci e anche più anni.
Il Circolo Verbano di Legambiente, da sempre attento alle conseguenze che dalle attività lavorative umane derivano alla salute dei cittadini e dei lavoratori, chiederà al giudice di valutare la sua volontà di costituirsi parte civile nel processo, e di portare il contributo di esperti di sua fiducia.
Il Circolo sottolinea il fatto che buona parte dell'amianto, distribuito con tanta abbondanza nel passato in tutte le fonderie e industrie chimiche del territorio, si trova tuttora in quegli ambienti di lavoro, in condizioni spesso precarie, da cui fuoriesce inevitabilmente, disperdendosi in aria e mettendo a rischio la salute sia dei lavoratori sia dei cittadini. Questo processo può essere l'occasione giusta, affinché si trovino gli stanziamenti per una bonifica totale e radicale dell'amianto e si proceda speditamente in tal senso.