Nella foto: Il torrente San Bernardino
di fronte all'ufficio tecnico comunale
 
 
MORIA DI PESCI NEL SAN BERNARDINO
Il Circolo Verbano ha denunciato per maltrattamento
chi ha provocato la morìa di pesci
causata dal prosciugamento del torrente
15.05.03

ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI VERBANIA

 

DENUNCIA

 

La sottoscritta Amelia Alberti, presidente del Circolo Verbano di Legambiente, residente a Lesa (NO) in via Gibertini 2, presenta la seguente denuncia.

Come reso noto dalla televisione locale e dalla stampa, in data 13 giugno 2003 è avvenuto in Verbania, al torrente San Bernardino, un grave fatto di prelievo non autorizzato di acque pubbliche, fino al prosciugamento del torrente stesso per la durata di un’ora. Di ciò si sono accorti alcuni cittadini, che hanno lanciato l’allarme. A tal proposito si trascrive in calce il testo pubblicato da La Stampa (versione on-line) in data odierna. Presumendo indicativamente che la portata del torrente fosse di circa 400 l/sec, la quantità di acqua prelevata in un’ora si aggirerebbe sui 1500 mc. Si tratterebbe quindi di un episodio organizzato con strutture di supporto rilevanti per scopi non marginali.

Sono certa che di tutto ciò la Magistratura è ampiamente informata, ha aperto le indagini e forse ha già individuato i responsabili.

Con la presente denuncia intendo però sottolineare, affinché non venga dimenticato, di fronte al reato maggiore, l’aspetto di maltrattamento di animali legata all’evento, molto ben descritto dal giornalista Filippo Rubertà e che mi sono permessa di evidenziare nei punti salienti. Trattasi infatti, seppure come evento secondario, di maltrattamento e uccisione gratuita di animali in luogo pubblico, che ha provocato agli stessi grave strazio.

Tale fatto integra ad avviso della scrivente il reato di cui all’art. 727 c.p. (Maltrattamento di animali), il quale, in quanto illecito penale, rientra nella competenza generica di ogni organo di Polizia giudiziaria e di codesta Procura.

In questo contesto si indirizza il presente esposto alla S.V., fidando che vorrà ritenere il caso di Sua competenza e affinché i responsabili possano essere perseguiti penalmente anche sulla scorta delle sentenze della Suprema Corte Cass. Pen sez III ud. 14 marzo 1990, Est. Postiglione, nonché Cass. pen. sez. III, ord n. 1776, ud. 22 ottobre 1992 in c.c. Pres. Papilio, Est. Postiglione.

Chiedo di essere informata in caso di archiviazione della presente denuncia.

Dott.ssa Amelia Alberti

Presidente Circolo Verbano di Legambiente

 

15/06/2003

(All.)

15 Giugno 2003


«LA POZZA SI È SVUOTATA ALL’IMPROVVISO» RACCONTANO I TESTIMONI. INDAGINI DELLE GUARDIE PROVINCIALI


Sparisce l’acqua, strage di pesci


Misterioso episodio sul torrente San Bernardino

Filippo Rubertà
VERBANIA
Un disastro ecologico di discrete proporzioni ed una verità che appare subito difficile da chiarire. E’ successo tutto all’improvviso verso le 19,15 di venerdì sera, sul torrente San Bernardino a Intra, poco lontano della sua confluenza nel Lago Maggiore: una lanca di una cinquantina di metri, che attraversa tutta la sezione dell’alveo, dove qualche migliaio di pesci aveva scelto il proprio habitat, all’improvviso rimane in secca e per tutta la fauna ittica è la fine, in pochi minuti è la catastrofe; cavedani, barbi, bottatrici, strelle, scardole e tanti altri esemplari, alcuni dei quali avevano iniziato a ripopolarsi di recente, boccheggiano si dimenano e stramazzano.
L’acqua ritorna, come per miracolo, un’ora dopo a sepellire lo scempio ormai compiuto. Quando era già notte pescatori, amministratori e curiosi si chiedevano cosa mai fosse successo. Due le ipotesi: o c’è stato uno sbarramento oppure qualcuno, in difficoltà per la grave crisi idrica, ha fatto rifornimento con le pompe. Esclusa la prima eventualità dallo stesso assessore ai Lavori pubblici, Angelo Rolla:«I cantieri a monte dove si sta costruendo il nuovo ponte hanno chiuso alle 18». Rimane la seconda ed è evidente che le pompe di chi ha utilizzato l’acqua devono avere portate elevate. Ma questo saranno le inchieste delle autorità a stabilirlo. Il fatto è al vaglio delle guardie provinciali.
L’episodio sarebbe passato inosservato se non ci fossero stati tre preziosi testimoni che armati di contenitori hanno cercato di mettere in salvo quello che potevano, portando qualche centinaia di pesci nelle pozze ancora piene d’acqua. A vivere l’evento in diretta un agente della polizia di stato, Giuseppe De Domenico, appassionato di pesca, che era lungo il torrente col proprio cane: «Erano le 19,15 quando è successo. Ho visto il fiume prosciugarsi ed i pesci saltare in cerca del loro elemento vitale. Era straziante. Ho chiamato il mio amico Armando, col quale vado spesso a pescare. E’ arrivato in un baleno lui e la moglie portando i secchi. Li abbiamo riempiti di pesci a manate e poi li abbiamo scaricati più a valle, dove c’erano altre pozze». A loro si è aggiunto Mohamed Ezzariani che dalla strada aveva capito che stava accadendo qualcosa. Tutto, però, è stato vano. Dice Armando Pelfini anche lui appassionato pescatore ed ecologista:«L’acqua è arrivata dopo un’ora. Un fenomeno che non si spiega». Ieri mattina la lanca era un tappeto di pesci di tutte le taglie che galleggiavano. Dice Pelfini:«Impressionano, ma è più grave la perdita di migliaia di pesciolini appena nati e delle uova ancora presenti in grandi quantità sotto i sassi. Ci vorrà del tempo prima che la fauna sia ripristinata». Dice Ezzariani: «E’ davvero un episodio di grande inciviltà. Chi ha fatto questo gesto non ha cuore». Dal Comune, ieri ancora nessuna spiegazione:«non siamo ancora in grado di dire cosa possa essere successo» ha detto l’assessore Rolla. Si è pure sparsa la voce di uno sbarramento alla diga di Cossogno ma gli addetti hanno negato: «La centrale non funziona da settimane per la siccità». Il coordinatore dei Verdi Paolo Caruso ha sollecitato le autorità a fare «piena luce sul gravissimo fatto».