Nella foto: L'ultima immagine dei pannelli in parete
 
VIA I PANNELLI
Per intimazione congiunta di Comune e Provincia
staccati i pannelli solari dal Centro del sole.
Qualche considerazione.
20.5.08
 
Cari amici, ritengo giusto informarvi, senza enfasi, che abbiamo dovuto accogliere l'intimazione della Provincia (nostro padrone di casa) a staccare i pannelli solari termici e fotovoltaici dalla parete del Centro del sole al Tecnoparco. Chi è venuto a trovarci sa che ci erano stati dati in comodato e installati gratuitamente da ditte amiche. Per capire quale strano pensiero abbia spinto la Provincia a ciò, bisogna risalire al momento dell'allestimento, novembre 2006, quando, per la premura di avere tutto a posto per cominciare a lavorare sul serio, ho dato disposizione di posare i pannelli in parete, PRIMA di chiedere l'autorizzazione a farlo, contemporaneamente alla domanda regolare, che davo per scontata, e invece non sapevo che l'autorizzazione era esclusa in partenza dalla Commissione urbanistica di Verbania, che non vuole deturpare l'opera esimia di Aldo Rossi, neppure se il Tecnoparco sia stato dichiarato "parco tecnologico delle energie". Il Comune ci ha fatto l'ingiunzione a toglierli, noi abbiamo preso tempo, sperando in un cambiamento di rotta, poi l'ingiunzione ce l'ha fatta la Provincia, come padrone di casa. E ci siamo arresi. Mentre la Regione sabato prossimo a Torino proclamerà di essere tutta spostata sulle energie rinnovabili, tra Comune di Verbania e Provincia non hanno saputo/voluto trovare una soluzione ragionevole al nostro caso, dove quei pannelli avevano funzione eminentemente didattica e divulgativa. Non intendo creare scandali di nessun genere attorno a questo caso, dove la ragionevolezza è stata la grande assente. Ognuno di voi ne tragga le conseguenze che crede.
 
L'amico Paolo Z scrive:
 
grazie per la tua condivisione con i soci della la tua pacata denuncia
 
non passa mese che non sperimenti di persona perversità burocratiche e la sottomissione dei funzionari, degli enti e delle istituzioni a quello che si chiama legge o disposizioni vigenti
 
non si può pretendere che quello di cui siamo convinti sia l'obiettiva ragionevolezza, ma io credo sia un dovere non accettare le imposizioni contro la nostra ragionevolezza 
 
ciao  paolo z
 
Ringrazio Paolo e preciso che nella vicenda hanno giocato tutte le carte che avevano la Regione Piemonte (nella persona della sua presidente, che ha delegato la questione al suo assessore all'ambiente) e un consigliere regionale, inascoltati. Di fronte alla "pretesa" dell'assessore regionale di far ragionare l'assessore provinciale Desanti, questi ribatteva: "Atto dovuto, atto dovuto!". La legalità prima di tutto, ohibò! Nella giunta provinciale sulla questione dei pannelli da strappare dalla parete (l'intimazione della Provincia prevedeva che, se non li avessimo rimossi noi entro il 15 maggio, avrebbero incaricato una ditta, che li avrebbe portati in discarica, a nostre spese) non si è sentita nessuna protesta energica, e neppure un sospiro da tutto il consiglio provinciale. Evidentemente hanno cose ben più importanti di cui occuparsi. Pazienza, anche questa volta la ragione troverà la strada per tornare a casa, e voglio vivere abbastanza per accoglierla a braccia spalancate.
 
Vi propongo qualche intervento sul tema: il primo è di Italia Nostra VCO, il secondo di Vanda Bonardo, presidente regionale di Legambiente, il terzo del dirigente del Comune di Verbania, che ha fermamente difeso la legalità prima di tutto (dove, nel caso specifico, poiché la definizione di monumento al Tecnoparco è uscita dalle menti del Comune, le stesse menti potevano e potrebbero ritornare sui loro passi e considerare quell'insieme inquietante di capannoni grigi per quello che sono: dei capannoni industriali, che dalle energie rinnovabili e dalla vita degli uomini avrebbero solo da guadagnare).
 
Domodossola, 19 maggio 2008
La vicenda dà adito a due interessanti questioni:
1) la compatibilità paesaggistica dei pannelli solari
2) l'opera esimia di Aldo Rossi, ovvero il Tecnoparco di Fondotoce.
Il primo punto credo non sia mai stato veramente approfondito, che io sappia, dalle associazioni ambientaliste che primariamente si occupano di tutela del paesaggio, fra cui va annoverata Italia Nostra. Il Centro del Sole dovrebbe farsi carico del problema diffondendo le soluzioni estetiche che sicuramente sono state proposte dalle ditte costruttrici. Risulterebbe che ce ne siano di valide o almeno accettabili. Un altro aspetto della questione riguarda la loro collocazione. E' fuori discussione che nel Bel paese, qualora si diffondessa l'impiego del solare, comincerebbero dai centri storici e dal Monte di Portofino, ceando le condizioni per un immediato rigetto.
Neppure, credo, sarebbero proponibili vaste aree disabitate, ovvero le ultime porzioni di territorio che presentano caratteri di naturalità. A mio avviso sarebbero invece utilizzabili le sterminate superfici di tetti ricoprenti i capannoni industriali che esteticamente non avrebbero nulla da perdere ma forse qualcosa da guadagnare. Mi sbaglio?
Da qui passiamo all'opera esimia di Aldo Rossi, in un certo qual modo collegata alla prima questione. Sarà pur vero che de gustibus et coloribus non disputandum ma come si fa a definire esimio il Tecnoparco di Fondotoce? Tutt'al più si potrebbe definire un onesto coacervo di capannoni la  cui unifomità potrebbe anche rappresentare un miglioramento rispetto all'orribile e caotica zona artigianale costruita poco discosto. Altro che divieto di installare due innocui pannelli. Secondo il mio modo di vedere il Tecnoparco dovrebbe costituire il primo esperimento di utilizzazione di capannoni industriali/commerciali onde dare un serio impulso alla diffusione del solare, evitando di rovinare aree ed edifici di pregio.
Certo fa impressione sentire l'Assessore De Santi parlare di legalità dopo il tremendo guazzabuglio giuridico/economico messo su a proposito del Torrente Cairasca.
Il dibattito è aperto.
 Italo Orsi 
 
Non posso che rammaricarmi per quanto accaduto, tuttora non riesco a comprendere come sia possibile che un buon esempio di una pratica propositiva come l'uso del solare possa risolversi così malamente. Eppure ogni giorno abbiamo sempre più bisogno di buoni esempi da seguire e proporre!
 
Vanda Bonardo
Presidente Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta
presidente@legambientepiemonte.it - 392 9214307
www.legambientepiemonte.it
 
 
Gent. Sig.ra Bonardo
 
come Dirigente del Comune di Verbania potrei elencarle tutte le iniziative strutturali e di sensibilizzazioni ai temi della c.d. "sotenibilità ambientale", tuttavia anche se il sistema legislativo e normativo spesso non discrimina tra buone o cattive pratiche, ritengo che nessuno in nome dell'ambiente abbia il diritto di prescindere dall'ordinamento nazionale; anzi personalmente credo che ambiente e rispetto debbano essere intimamente collegati.
Ciò premesso bastava semplicemente seguire procedure ampiamente codificate per le aree sottoposte a tutela paesaggistica e non vi sarebbero state spiacevoli conseguenze.
 
Inviterei quindi l'associazione, meritevole per quanto svolge quotidianamente, ad istruire anche al rispetto delle norme, per quanto "burocratiche" possano sembrare, poichè anche l'educazione al senso civico ritengo sia una componente importante per educare all"ambiente".
 
Certo di un favorevole riscontro alla presente, colgo l'occasione per porgere  cordiali saluti
 
Arch. Vittorio Brignardello
Dirigente Servizi Territoriali
Comune di Verbania
 
 
Aggiungo due gentili pacche sulle spalle che mi giungono da due amici di mail.
 
Amelia, da diversi anni nelle E-mail di Lega Ambiente che quotidianamente ricevo, leggo in silenzio ed in voluta solitudine le tue battaglie per la difesa dell'ambiente, e, nonostante la mia nascosta presenza, voglio esprimerti la mia modesta solidarietà per quanto sta accadendo presso la sede provinciale : il solito eccesso di burocrazia, i consueti ceppi apposti ad una iniziativa lodevole come quella dell'impianto solare presso il Centro del Sole, in nome delle farraginose leggi che ci avvolgono come un soffocante calzino. Come tu saprai, io sono stato frequentatore di corsi ambientali (ARPA ed altri), ed a questo proposito ho operato per la stessa provincia, oltre ad essere uno appartenente alla vecchia guardia, che quando vede recidere un albero senza una grave ragione, fotografa chi lo sta facendo, per denunciarlo. Oppure  quando assisto al "getto" del sacchetto dei rifiuti dal finestrino di un'auto in corsa, rabbrividisco e mi segno la targa di quell'auto, per segnalarlo ( Ma : A chi ?).  Ma a cosa servano le mie intenzioni denunciatorie, solo il cielo lo sa, perchè la nostra burocrazia non permette questa legittima azione/reazione. Comunque voglio esprimere il mio rammarico per la situazione in cui affondano anche le istituzioni locali, e concludo con quello che mi ha detto alcuni giorni fa un giovane sudamericano (Paragueno), quando gli ho chiesto cosa pensasse dell'Italia. Mi ha risposto dicendo che la nostra nazione è bella come lo spirito del suo popolo, ma che ha una grossa pecca : la burocrazia.     Cordiali saluti. W. S.
 
Questa è l'ennesima riprova che l'amministrazione comunale se ne frega dell'ambiente, cosa ne dite della pulizia di due piccole piazze dove si svolge il mercato a Intra, svolta invece che da spazzini (Persona e Scopa), da camion inquinanti e diffusori di aria compressa anch'essi inquinanti.
 La tecnologia deve aiutarci a difendere l'ambiente e a salvaguardarlo non a peggiorarlo!!!
 Buona Giornata!!! A. G.