Cari amici, ritengo giusto informarvi, senza
enfasi, che abbiamo dovuto accogliere l'intimazione della Provincia
(nostro padrone di casa) a staccare i pannelli solari termici e
fotovoltaici dalla parete del Centro del sole al Tecnoparco. Chi è
venuto a trovarci sa che ci erano stati dati in comodato e installati
gratuitamente da ditte amiche. Per capire quale strano pensiero abbia
spinto la Provincia a ciò, bisogna risalire al momento
dell'allestimento, novembre 2006, quando, per la premura di avere tutto
a posto per cominciare a lavorare sul serio, ho dato disposizione di
posare i pannelli in parete, PRIMA di chiedere l'autorizzazione a
farlo, contemporaneamente alla domanda regolare, che davo per scontata,
e invece non sapevo che l'autorizzazione era esclusa in partenza dalla
Commissione urbanistica di Verbania, che non vuole deturpare l'opera
esimia di Aldo Rossi, neppure se il Tecnoparco sia stato dichiarato
"parco tecnologico delle energie". Il Comune ci ha fatto l'ingiunzione a
toglierli, noi abbiamo preso tempo, sperando in un cambiamento di rotta,
poi l'ingiunzione ce l'ha fatta la Provincia, come padrone di casa. E ci
siamo arresi. Mentre la Regione sabato prossimo a Torino proclamerà di
essere tutta spostata sulle energie rinnovabili, tra Comune di Verbania
e Provincia non hanno saputo/voluto trovare una soluzione ragionevole al
nostro caso, dove quei pannelli avevano funzione eminentemente didattica
e divulgativa. Non intendo creare scandali di nessun genere attorno a
questo caso, dove la ragionevolezza è stata la grande assente. Ognuno di
voi ne tragga le conseguenze che crede.
L'amico Paolo Z scrive:
grazie per la tua condivisione con i soci
della la tua pacata denuncia
non passa mese che non sperimenti di persona
perversità burocratiche e la sottomissione dei funzionari, degli enti e
delle istituzioni a quello che si chiama legge o disposizioni vigenti
non si può pretendere che quello di cui
siamo convinti sia l'obiettiva ragionevolezza, ma io credo sia un dovere
non accettare le imposizioni contro la nostra ragionevolezza
ciao paolo z
Ringrazio Paolo e preciso che nella vicenda
hanno giocato tutte le carte che avevano la Regione Piemonte (nella
persona della sua presidente, che ha delegato la questione al suo
assessore all'ambiente) e un consigliere regionale, inascoltati. Di
fronte alla "pretesa" dell'assessore regionale di far ragionare
l'assessore provinciale Desanti, questi ribatteva: "Atto dovuto, atto
dovuto!". La legalità prima di tutto, ohibò! Nella giunta provinciale
sulla questione dei pannelli da strappare dalla parete (l'intimazione
della Provincia prevedeva che, se non li avessimo rimossi noi entro il
15 maggio, avrebbero incaricato una ditta, che li avrebbe portati in
discarica, a nostre spese) non si è sentita nessuna protesta energica, e
neppure un sospiro da tutto il consiglio provinciale. Evidentemente
hanno cose ben più importanti di cui occuparsi. Pazienza, anche questa
volta la ragione troverà la strada per tornare a casa, e voglio vivere
abbastanza per accoglierla a braccia spalancate.
Vi propongo qualche intervento sul tema: il
primo è di Italia Nostra VCO, il secondo di Vanda Bonardo, presidente
regionale di Legambiente, il terzo del dirigente del Comune di Verbania,
che ha fermamente difeso la legalità prima di tutto (dove, nel caso
specifico, poiché la definizione di monumento al Tecnoparco è uscita
dalle menti del Comune, le stesse menti potevano e potrebbero ritornare
sui loro passi e considerare quell'insieme inquietante di capannoni
grigi per quello che sono: dei capannoni industriali, che dalle energie
rinnovabili e dalla vita degli uomini avrebbero solo da guadagnare).
Domodossola, 19 maggio 2008
La vicenda dà adito a due interessanti
questioni:
1) la compatibilità paesaggistica dei
pannelli solari
2) l'opera esimia di Aldo Rossi, ovvero il
Tecnoparco di Fondotoce.
Il primo punto credo non sia mai stato
veramente approfondito, che io sappia, dalle associazioni ambientaliste
che primariamente si occupano di tutela del paesaggio, fra cui va
annoverata Italia Nostra. Il Centro del Sole dovrebbe farsi carico del
problema diffondendo le soluzioni estetiche che sicuramente sono state
proposte dalle ditte costruttrici. Risulterebbe che ce ne siano di
valide o almeno accettabili. Un altro aspetto della questione riguarda
la loro collocazione. E' fuori discussione che nel Bel paese, qualora si
diffondessa l'impiego del solare, comincerebbero dai centri storici e
dal Monte di Portofino, ceando le condizioni per un immediato rigetto.
Neppure, credo, sarebbero proponibili vaste
aree disabitate, ovvero le ultime porzioni di territorio che presentano
caratteri di naturalità. A mio avviso sarebbero invece utilizzabili le
sterminate superfici di tetti ricoprenti i capannoni industriali che
esteticamente non avrebbero nulla da perdere ma forse qualcosa da
guadagnare. Mi sbaglio?
Da qui passiamo all'opera esimia di Aldo
Rossi, in un certo qual modo collegata alla prima questione. Sarà pur
vero che de gustibus et coloribus non disputandum ma come si fa
a definire esimio il Tecnoparco di Fondotoce? Tutt'al più si potrebbe
definire un onesto coacervo di capannoni la cui unifomità potrebbe
anche rappresentare un miglioramento rispetto all'orribile e caotica
zona artigianale costruita poco discosto. Altro che divieto di
installare due innocui pannelli. Secondo il mio modo di vedere il
Tecnoparco dovrebbe costituire il primo esperimento di utilizzazione di
capannoni industriali/commerciali onde dare un serio impulso alla
diffusione del solare, evitando di rovinare aree ed edifici di pregio.
Certo fa impressione sentire l'Assessore De
Santi parlare di legalità dopo il tremendo guazzabuglio
giuridico/economico messo su a proposito del Torrente Cairasca.
Il dibattito è aperto.
Italo Orsi
Non posso che rammaricarmi per quanto accaduto, tuttora non
riesco a comprendere come sia possibile che un buon esempio di
una pratica propositiva come l'uso del solare possa risolversi
così malamente. Eppure ogni giorno abbiamo sempre più bisogno di
buoni esempi da seguire e proporre!
Gent. Sig.ra Bonardo
come Dirigente del Comune di Verbania potrei elencarle tutte le
iniziative strutturali e di sensibilizzazioni ai temi della c.d.
"sotenibilità ambientale", tuttavia anche se il sistema
legislativo e normativo spesso non discrimina tra buone o
cattive pratiche, ritengo che nessuno in nome dell'ambiente
abbia il diritto di prescindere dall'ordinamento nazionale; anzi
personalmente credo che ambiente e rispetto debbano essere
intimamente collegati.
Ciò premesso bastava semplicemente seguire procedure ampiamente
codificate per le aree sottoposte a tutela paesaggistica
e non vi sarebbero state spiacevoli conseguenze.
Inviterei quindi l'associazione, meritevole per quanto svolge
quotidianamente, ad istruire anche al rispetto delle norme, per
quanto "burocratiche" possano sembrare, poichè anche
l'educazione al senso civico ritengo sia una componente
importante per educare all"ambiente".
Certo di un favorevole riscontro alla presente, colgo
l'occasione per porgere cordiali saluti
Arch. Vittorio Brignardello
Dirigente Servizi Territoriali
Comune di Verbania
Aggiungo due gentili pacche sulle spalle che
mi giungono da due amici di mail.
Amelia, da diversi anni nelle E-mail di Lega
Ambiente che quotidianamente ricevo, leggo in silenzio ed in voluta
solitudine le tue battaglie per la difesa dell'ambiente, e, nonostante
la mia nascosta presenza, voglio esprimerti la mia modesta solidarietà
per quanto sta accadendo presso la sede provinciale : il solito eccesso
di burocrazia, i consueti ceppi apposti ad una iniziativa lodevole come
quella dell'impianto solare presso il Centro del Sole, in nome delle
farraginose leggi che ci avvolgono come un soffocante calzino. Come tu
saprai, io sono stato frequentatore di corsi ambientali (ARPA ed altri),
ed a questo proposito ho operato per la stessa provincia, oltre ad
essere uno appartenente alla vecchia guardia, che quando vede recidere
un albero senza una grave ragione, fotografa chi lo sta facendo, per
denunciarlo. Oppure quando assisto al "getto" del sacchetto dei
rifiuti dal finestrino di un'auto in corsa, rabbrividisco e mi segno la
targa di quell'auto, per segnalarlo ( Ma : A chi ?). Ma a cosa servano
le mie intenzioni denunciatorie, solo il cielo lo sa, perchè la nostra
burocrazia non permette questa legittima azione/reazione. Comunque
voglio esprimere il mio rammarico per la situazione in cui affondano
anche le istituzioni locali, e concludo con quello che mi ha detto
alcuni giorni fa un giovane sudamericano (Paragueno), quando gli ho
chiesto cosa pensasse dell'Italia. Mi ha risposto dicendo che la nostra
nazione è bella come lo spirito del suo popolo, ma che ha una grossa
pecca : la burocrazia. Cordiali saluti. W. S.
Questa è l'ennesima riprova che l'amministrazione comunale se ne frega
dell'ambiente, cosa ne dite della pulizia di due piccole piazze dove si
svolge il mercato a Intra, svolta invece che da spazzini (Persona e
Scopa), da camion inquinanti e diffusori di aria compressa anch'essi
inquinanti.
La tecnologia deve aiutarci a difendere l'ambiente e a salvaguardarlo
non a peggiorarlo!!!
Buona Giornata!!! A. G.