Poiché la mia vita quotidiana si svolge tra la
provincia di Novara, dove risiedo, e la provincia
del VCO, dove ha sede l'associazione cui dedico il
mio tempo (il Circolo Verbano di Legambiente e il
suo Centro del sole), è con grande sollievo
personale che leggo le cronache di quanto avviene in
Campania, dove i rifiuti si ammucchiano nelle
strade, dove si dà fuoco ai sacchi a cielo aperto,
dove la raccolta differenziata è ancora un tabù.
Nelle nostre province Amministratori accorti hanno
fatto onore alle tradizioni di attenta gestione
della cosa pubblica e i rifiuti domestici (troppi!)
vengono raccolti con solerzia in modo separato,
predisposti giudiziosamente dai cittadini. E
soltanto la parte residuale del rifiuto domestico,
che potrà ancora ridursi, prende la via
dell'incenerimento. Il sindaco di Verbania, già
presidente del ConserVCO, si reca a Roma a prendere
premi prestigiosi proprio da Legambiente
nazionale. Anche da noi non è sempre stato così. C'è
stato un periodo, culminato una decina di anni fa,
dove l'incenerimento dei rifiuti tal quali aveva
affascinato politici e tecnici, i quali invocavano a
gran voce il raddoppio dell'inceneritore di Mergozzo,
a pena di vedere i rifiuti vagare per le strade o
essere imbarcati tutti per destinazioni ignote.
Anche nella vicenda campana la costruzione "manu
militari" di inceneritori sembra la soluzione di
ogni guaio. Ma non è così. La cronaca ci informa che
in Piemonte la provincia con la più ridotta
percentuale di raccolta differenziata è Vercelli,
dove esiste un inceneritore di adeguata capacità.
Buoni amministratori e carenza di inceneritori
sembrano l'accoppiata vincente per uscire
dall'emergenza rifiuti ed entrare nella gestione
civile del prezioso materiale di scarto. In questi
termini si è sempre espressa, anche a livello
locale, Legambiente, associazione a cui in questi
giorni mi sento fiera di appartenere.
Amelia Alberti
Presidente Circolo Verbano di
Legambiente
tel 335 5457273