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23 Febbraio 2008
FIRMATO L’ACCORDO. VCO,
ASTI, VERCELLI, NOVARA, BIELLA E ALESSANDRIA
Sei province alleate
per gestire i rifiuti
Desanti: “I
costi di smaltimento saranno più contenuti”
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[FIRMA]VALERIA PERA
VERBANIA
Sei firme, una per Provincia, e il patto è
fatto. Il protocollo d’intesa per lo smaltimento
dei rifiuti in un super-ambito di bacino sub
regionale da ieri è realtà, siglato ad Asti dai
rappresentanti di Vco, Alessandria, Biella,
Novara, Vercelli e Asti, dall’assessore
regionale all’Ambiente Nicola De Ruggiero e dai
rappresentanti dei singoli Ato. Non senza le
proteste di alcune associazioni ambientaliste.
Tempo due anni - visto che il protocollo scade
nel 2010 - e si dovrebbe arrivare all’uso
collettivo degli impianti e a un piano condiviso
sulla sicurezza ambientale delle discariche e la
riduzione dei quantitativi dei rifiuti smaltiti.
Insomma una dichiarazione di intenti, come
spiega l’assessore provinciale Giovanni Desanti:
«Sono state fatte alcune ipotesi, ad esempio
sulla localizzazione del termovalorizzatore, ma
è tutto da approfondire».
La mappa degli impianti
La situazione attuale, nei sei territori, lascia
spazio a varie possibilità. A Mergozzo, oltre al
forno, «è autorizzato ma non ancora realizzato
un impianto di compostaggio di 4.570 tonnellate
di potenzialità», mentre il Cob Verbania sta
valutando in alternativa un impianto di
digestione anaerobica (che trasforma l’organico
in biogas) da 20 mila tonnellate annue. Nel
Novarese, la discarica di Ghemme è in via di
esaurimento (entro un anno) e l’impianto di
compostaggio privato a San Nazzaro Sesia
dovrebbe ampliare le proprie potenzialità,
mentre quello di Biella è stato autorizzato ma
non realizzato. Un po’ meglio a Vercelli, il cui
inceneritore la rende «autonoma nel breve e
medio periodo» ed è stato autorizzato un
impianto di compostaggio a Santhià. Pienamente
operativo, invece, quello di Asti, la cui
discarica si esaurirà ad agosto. L’impianto di
trattamento meccanico biologico (tmb) per
l’indifferenziato, sottoutilizzato, «potrebbe
essere riconvertito in compostaggio per l’Ato 2»
per il trattamento dei rifiuti organici
domestici (Forsu). Infine c’è Alessandria, i cui
tre tmb «risultano sovradimensionati» ma è se ne
sta realizzando uno di compostaggio.
Rifiuti «regionali»
I sei territori del neonato Ato 2 hanno fatto il
primo passo verso l’obiettivo promosso dalla
Regione: ragionare su una scala più vasta di
territorio affinché «non esistano più i rifiuti
di una sola provincia». Nell’immediato non
cambierà nulla: «L’impegno principale - spiega
Desanti - sarà diminuire il divario tra quanto
siamo in grado di smaltire e quanto esportiamo a
Cavaglià di Biella». E per quanto riguarda le
tariffe rassicura: «Peggio di così non possiamo
andare: ora spendiamo 150 euro a tonnellata, a
Brescia pagano la metà. Questo accordo mira al
contenimento dei costi». Si conferma invece la
necessità di un ragionamento sul forno di
Mergozzo: «Mi auguro che si possa arrivare alla
chiusura, ma non è direttamente connessa alla
gestione integrata». |
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